
Ritorni&riscatti: da Porzingis a LeBron James, una stagione per tornare protagonisti
Chi ha dovuto saltare (tutta, o in parte) la scorsa stagione e torna affamato di competizione; chi ha cambiato squadra e ha tanto da dimostrare con una nuova maglia; chi non è soddisfatto di un campionato sotto le aspettative. Attenzione a questi 15 nomi

ISAIAH THOMAS, WASHINGTON WIZARDS | Dopo l’annata da quasi MVP a Boston nel 2016-17, il vero IT non si è visto più. Non a Cleveland, non ai Lakers, meno che meno a Denver. La sfortuna sembra accanirsi su di lui — e la rottura del legamento al pollice sinistro ne è l’ultima dimostrazione — ma messa a posto la mano dovrebbe finalmente essere in forma come mai ultimamente. Il posto di John Wall (lui sì, fuori a lungo) lo aspetta…

KEVIN DURANT, BROOKLYN NETS | Il suo ritorno sarà quello probabilmente più atteso di tutto l’anno. Potrebbe anche non accadere nel corso di questa stagione — sia chiaro — ma finché i Nets scenderanno in campo (da marzo in poi) sarà inevitabile che il ritorno in campo del 2 volte MVP delle finali NBA aleggerà sulla squadra di coach Atkinson

KRISTAPS PORZINGIS, DALLAS MAVERICKS | 6 febbraio 2018, la data in cui il ginocchio del talento lèttone (in procinto di rappresentare i suoi New York Knicks all’All-Star Game di Los Angeles) ha fatto crack. Porzingis è tornato in campo soltanto in prestagione, e lo ha fatto con la sua nuova maglia dei Dallas Mavs. In coppia con Luka Doncic potrebbe far sognare i tifosi texani

LEBRON JAMES, LOS ANGELES LAKERS | La prima annata della sua carriera in cui ha dovuto fare i conti con gli infortuni; la prima (dal 2006!) in cui ha dovuto vedere i playoff da casa. Il tutto nell’anno del suo sbarco a Los Angeles, con indosso la prestigiosa maglia gialloviola dei Lakers. C’è da scommettere che LeBron James vuole a ogni che tutto questo non possa più accadere

DEJOUNTE MURRAY, SAN ANTONIO SPURS | Quando Gregg Popovich ripone fiducia enorme in un ragazzino di 22 anni, affidandogli il comando della sua squadra, quel ragazzo dev’essere fatto di una pasta speciale. Peccato non l’abbia potuto dimostrare lo scorso anno, ma ora Murray torna, con un anno in più e tanta saggezza accumulata alla corte di Pop: attenzione al prodotto di Seattle

GORDON HAYWARD, BOSTON CELTICS | La stagione del ritorno (in campo) per Hayward è stata la scorsa, ma il giocatore che si è visto in maglia Celtics (11.5 punti di media) ancora non assomigliava all’All-Star ammirato nello Utah prima dell’infortunio (quasi 22 a sera). Ora, dopo un anno trascorso a riprendere ritmo e fiducia, a Boston sono convinti di avere finalmente di nuovo tra le mani uno dei primi della pista

KLAY THOMPSON, GOLDEN STATE WARRIORS | Come per il suo (ex) compagno a Golden State, anche la stagione di Klay Thompson inizierà in infermeria ma gioco forza sarà accompagnata dalle mille voci di un possibile rientro, più o meno imminente. Sicuramente non sarà prima dell’All-Star Game, ma tra febbraio e marzo i rumors si faranno sempre più forti e insistenti

MICHAEL PORTER JR., DENVER NUGGETS | L’annata da rookie del prodotto di Missouri (considerato da tanti il liceale più forte d’America non più tardi di due anni fa) è stata completamente cancellata dai suo problemi alla schiena, che l’hanno costretto ai box. Ora però è sano e in preseason ha già fatto intravedere il suo valore: attenzione al suo contributo in casa Nuggets

JUSUF NURKIC, PORTLAND TRAIL BLAZERS | Non ha saltato un’intera stagione, il centro dei Blazers; anzi, ha disputato la bellezza di 72 partite lo scorso anno. Però ha saltato quelle più importanti, facendosi male sul più bello (frattura di tibia e perone e fine marzo). Niente playoff per lui, e addio sogni d gloria per i Blazers. La voglia di rivincita del n°27 potrebbe fare la differenza a Portland

DWIGHT HOWARD, LOS ANGELES LAKERS | Howard non è più un ragazzino (33 anni) e se le cose non dovessero funzionare i Lakers possono tagliarlo entro i primi di gennaio praticamente a costo zero. Con DeMarcus Cousins però fuori l’ex “Superman” ha una grande occasione di ritagliarsi ancora un ruolo significativo in una squadra importante. I riflettori a L.A. non mancheranno…

JJ BAREA, DALLAS MAVERICKS | Dirk Nowitzki ha detto basta, JJ Barea no. L’ultimo superstite dei Mavs campioni NBA nel 2011 a 35 anni avrebbe anche potuto arrendersi all’operazione al tendine d’Achille dello scorso gennaio. Invece ha voluto ritornare in campo a tutti i costi: e la sua esperienza dalla panchina, dietro al talento di Doncic, può ancora essere utile

KYRIE IRVING, BROOKLYN NETS | Riscatto è la parola d’ordine per la stagione 2019-20 di Kyrie Irving, il cui biennio a Boston — conclusosi in estate — è stato senza dubbio al di sotto delle aspettative. Da leader (di una squadra giovane, ma ambiziosa e di talento) sembrerebbe aver fallito, ma ai Nets ha la possibilità di redimersi. Mai una grande idea scommettere contro di lui

DANTE EXUM, UTAH JAZZ | Eternamente infortunato, ha giocato solo 42 gare lo scorso anno e addirittura 14 l’anno prima. Anche in questo caso si tratta di una scelta altissima — la n°5 al Draft 2014 — per cui il potenziale resta intrigante. Nello Utah non sanno ancora con esattezza quando torna, né che ruolo dargli in campo, ma sanno di voler contare ancora su di lui

ANDRE ROBERSON, OKLAHOMA CITY THUNDER | Il recupero dall’infortunio al ginocchio sinistro sostenuto il 27 gennaio al Palace di Auburn Hills (!) è stato molto più lungo del previsto. Roberson ha saltato tutta la stagione 2018-19 e ancora non si conosce la data del suo rientro. Era uno dei migliori difensori dei Thunder: potrà esserlo ancora?

DRAGAN BENDER, MILWAUKEE BUCKS | Un nome con sicuramente meno appeal di tanti altri, ma per il talento croato solo nel 2016 era stata spesa una quarta scelta assoluta. Ora, dopo tre anni deludenti a Phoenix, la pallacanestro di Mike Budenholzer sembra perfetta per potergli dare almeno un’altra chance di riscattarsi. Potrebbe essere l’ultima, almeno a certi livelli