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Mercato NBA, nessuno vuole Jamal Crawford: “Per me è sconcertante”

NBA
©Getty

Con il ritorno in NBA di Carmelo Anthony e Iman Shumpert, il 39enne con un lungo passato nella Lega è forse il free agent più appetibile rimasto a disposizione delle franchigie. Nessuno però ha ancora bussato alla sua porta: “Credo che la mia reputazione sia ancora buona, posso ancora dire la mia sul parquet”

L’ultima volta che ha messo piede su un parquet NBA ha segnato 51 punti – ultima giornata di regular season della stagione conclusa in primavera, diventando il primo a segnare almeno 50 punti con quattro squadre diverse e il più vecchio nella storia della Lega a realizzarne così tanti in una singola partita. Anche per questo Jamal Crawford non riesce a capire perché nessuno si sia ancora rivolto a lui in questa stagione. Sarebbe un primato il suo in fondo, se non ci fossero di mezzo i 60 punti di Kobe Bryant nel giorno dell’addio ai Lakers a togliergli lo scettro di essere il giocatore ad aver segnato più punti in una gara n°82 della stagione precedente e a non essere in campo in quella successiva. Il Black Mamba decise di ritirarsi, lui invece ha ancora voglia di giocare: “So che posso ancora rendere in campo, posso dire la mia. Credo che la mia reputazione sia ancora buona in NBA, è sconcertante che nessuno mi abbia chiamato”. La chiarezza è sempre stato un suo pregio, quasi quanto la faccia tosta nel continuare a fare canestro in qualsiasi situazione in campo.

Crawford: “Stare davanti la TV è logorante, ma non durerà molto”

Lo scorso luglio il periodo caldo della free agency è volato via senza un sussulto, nessuno si è fatto vivo. Neanche un messaggio sul cellulare. Un mese fa per la prima volta dalla stagione 2000/2001, Crawford non era presente in nessun roster della Lega. “Tante squadre aspettano prima di approcciare, vagliano il mercato e fanno un sacco di considerazione – soprattutto quando si parla di veterani di una certa età”. Al momento Crawford è rimasto a vivere a Seattle – il posto della sua vita, la sua casa anche quando con la NBA ha girato tutti gli USA – ma restare davanti la TV senza poter agire è avvilente: “Non ricordo molti giocatori in grado alla mia età di fare quello che ho fatto vedere negli ultimi mesi a Phoenix. Uscendo dalla panchina, inoltre. Soltanto un anno fa ero ancora in doppia cifra di media, posso fare davvero un migliaio di cose in campo. Fisicamente poi sto meglio rispetto all’ultima stagione ai Suns. Conosco le mie armi, so di poterle sfruttare al meglio con questa condizione. Devo solo essere paziente, non farmi prendere dallo stress ed essere pronto quando arriverà l’opportunità. Stare davanti la TV non è divertente, ma mi rendo conto ogni volta che guardo una partita che posso ancora essere molto utile. Ci sono tante squadre a cui potrei fare comodo e risolvere un po’ di problemi”. Il talento e la passione infatti non hanno bisogno di essere allenati: “Amo il gioco e stare in palestra: anche dopo il ritiro, continuerò a giocare, in un campo al chiuso o in giro per strada. Continuerò a cambiare posti, a sperimentare, a divertirmi”. E dopo aver celebrato via Twitter i ritorni in NBA di Iman Shumpert e Carmelo Anthony, la speranza è quella di essere il prossimo della lista.

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