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11/30: focus su Victor Oladipo, l’uomo in più degli Indiana Pacers

FOCUS NBA
©Getty

A Indianapolis hanno atteso per più di un anno di rivederlo in campo, ma Victor Oladipo ha ancora bisogno di tempo per tornare ai livelli visti prima del grave infortunio di inizio 2019. Le ultime partite, però, sono state incoraggianti per un giocatore di cui i Pacers non possono fare a meno se vogliono ambire a qualcosa in più della semplice partecipazione ai playoff

La stagione degli Indiana Pacers è stata inevitabilmente contrassegnata dagli infortuni fin dall’inizio. Il grande merito della squadra di coach McMillan, però, è stato quello di non usarli come scusa quando le cose non sono girate per il verso giusto, trovando sempre un modo per uscirne grazie a una costanza di rendimento davvero encomiabile. Per fare il salto di qualità da una squadra solida a una squadra che può giocarsi qualcosa, però, serve una marcia in più — quella che può rappresentare il loro giocatore migliore, vale a dire Victor Oladipo. A 371 giorni di distanza dal terribile infortunio al tendine del quadricipite che lo ha portato a una lunghissima riabilitazione, la guardia dei Pacers è tornata in campo e stava lentamente tornando a sembrare la versione migliore di se stesso, prima che la stagione venisse fermata. La parola chiave, però, è lentamente: non era ragionevole aspettarsi che Oladipo fosse subito “ai suoi livelli”, e la restrizione al suo minutaggio imposta dallo staff medico dei Pacers ha inevitabilmente avuto il suo peso. A parte questo, però, Oladipo si è anche dovuto inserire in un contesto tecnico-tattico che aveva trovato i suoi equilibri vincenti senza di lui, a partite dall’ascesa di Domantas Sabonis come All-Star della squadra ma anche quella di Malcolm Brogdon come guida tecnica (quando gli infortuni non hanno colpito anche lui) e TJ Warren come realizzatore principale sul perimetro. Lo stesso Oladipo, poi, ha dovuto fare i conti con dei rigonfiamenti al ginocchio infortunato, saltando tutti i back-to-back e un altro paio di partite per non peggiorare la situazione. Ciò nonostante, il record di 39-26 (di cui 21-11 in casa) prima della pausa era buono per il quinto posto a Est, con la possibilità di giocarsi anche il fattore campo in un primo turno di playoff che non superano dal 2014.

Gli alti e bassi delle 13 partite di Oladipo

Il ritorno di Victor Oladipo è stato tanto atteso quanto spettacolare. In un palazzetto pieno di cartelli con scritto “Ready 4 Action” e una telecamera che lo seguiva costantemente, Oladipo lo scorso 29 gennaio era stato l’eroe del giorno segnando la tripla del pareggio a 9 secondi dalla fine dei regolamentari contro i Chicago Bulls, lasciando poi ai compagni la possibilità di vincere al supplementare. Una tripla da 8 metri abbondanti che Oladipo giura di aver messo in faretra nel periodo in cui è rimasto fuori dal campo, ma che ha avuto soprattutto la funzione di nascondere sotto al tappeto la polvere di una prestazione da 1/7 al tiro prima di quel momento. Le percentuali di Oladipo nelle 13 partite disputate sono state pessime: sotto il 40% dal campo su 12.4 tentativi a partita, di cui 30.4% da tre punti su 5.3 tiri per una percentuale effettiva del 45.7% e soli 13.8 punti a gara, pari alla sua media da rookie (seppur su 26 minuti di media). Oladipo ha faticato soprattutto nelle conclusioni al ferro realizzandone solo il 40% (in carriera non è mai andato sotto il 55%), sintomo che le gambe sono ancora — comprensibilmente — ben lontane dagli standard a cui ci ha abituati una delle guardie più fisiche ed atletiche dell’intera NBA.

I segnali positivi e il record eccellente prima della sospensione

Nonostante le difficoltà iniziali — a cui si è aggiunto anche il grave infortunio di Jeremy Lamb, suo pari-ruolo — Oladipo dopo tre partite in uscita dalla panchina è tornato al suo posto in quintetto, anche se con lui i Pacers hanno inanellato una serie di sei sconfitte in fila che hanno fatto inizialmente pensare che l’esperimento fosse fallito. Ancora una volta però la squadra di McMillan è riuscita a rialzarsi vincendo 8 delle successive 11 gare prima della sospensione del campionato, perdendo solamente su campi difficili come quello di Toronto (un pesante -46) e Milwaukee (-19) oltre che in casa contro i Boston Celtics. Proprio in quell’ultima partita però si sono visti i lampi più incoraggianti di un Oladipo da 27 punti in 28 minuti, segnando 5 triple su 7 tentativi (nelle precedenti dodici era 16/62) e sembrando il giocatore in grado di caricarsi sulle spalle un attacco asfittico (il 17° su base stagionale, il 24° “in the clutch”) nei momenti più complicati. Lo stesso aveva fatto due giorni prima a Dallas, chiudendo con 16 punti di cui la metà nel solo ultimo quarto — tra cui il canestro del sorpasso a 38 secondi dalla fine — per firmare una delle migliori vittorie esterne della stagione dei Pacers. Di fatto, è quello di cui la squadra ha bisogno per non recitare il ruolo di vittima sacrificale ai playoff: Victor Oladipo è il miglior giocatore dei Pacers e deve comportarsi da tale se a Indianapolis vogliono avere qualche chance di giocare per qualcosa.

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