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NBA, DeRozan: "Solo rispetto e ammirazione per coach Popovich, in prima linea ogni giorno"

NBA
©Getty

Dalla superstar degli Spurs nativo di Compton arrivano parole di grande elogio verso il proprio capo allenatore, "uno che percepisce le ingiustizie subite dalla comunità afroamericana come se fosse lui stesso una persona di colore"

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In una lega di giocatori principalmente di colori e di allenatori (e dirigenti) ancora a maggioranza bianca, le dinamiche razziali all’interno di uno spogliatoio possono farsi anche delicate. Non a San Antonio, però; non dove a comandare — e dettare una cultura di squadra ormai divenuta leggendaria — da oltre 20 anni c’è Gregg Popovich. Fin dal primo giorno in cui sono arrivato agli Spurs — racconta DeMar DeRozan, una delle superstar della squadra texana — Pop[ovich] è stata la persona più consapevole di quello che è il reale stato della nostra società che io abbia mai incontrato, soprattutto tra le persone di razza bianca”, ha affermato il n°10 neroargento. “Pop percepisce l’ingiustizia verso gli afroamericani come se fosse lui stesso una persona di colore, consapevole di tutte le cose che devono cambiare. Non so dire quante volte siamo arrivati in palestra, magari convinti di dover fare riunione video, e lui invece ci faceva sedere per mostrarci un video su un poliziotto corrotto, o su un uomo ucciso senza alcun motivo, per parlare di quanto sia marcio il sistema in cui viviamo. Ci ha reso tutti più responsabili, anche quelli che magari non prestavano troppa attenzione o non manifestavano grande passione attorno a questi temi: lui ne faceva una priorità ogni singolo giorno, affrontando l’argomento in continuazione. Per questo non sono stato sorpreso quando l’ho visto prendere una posizione forte, perché dietro le porte chiuse del nostro spogliatoio si comporta così ogni giorno, per mostrarci i limiti della società in cui viviamo e spingerci a fare di tutto per cambiarla”.

La segregazione raccontata da Casey, la prospettiva di Popovich

DeRozan, nato e cresciuto a Compton, quartiere a forte maggioranza afroamericana nel cuore di Los Angeles, ha solo parole di grande ammirazione per il suo attuale allenatore, paragonando la sua militanza a quella — per certi versi uguale, per molti diversa — di un suo precedente allenatore: “A Toronto ho avuto Dwane Casey, un uomo del Kentucky che ci raccontava spesso le esperienze vissute in prima persona crescendo in un’America ancora segregata. Ho imparato moltissimo da lui, dai suoi racconti sull’ingiustizia e sulla possibilità di cambiare”, dice DeRozan, che oggi ritrova quella stessa passione e quella stessa capacità di analisi in Popovich: “La sua capacità di mettere la vita in prospettiva è una delle sue doti più incredibili, che uno non arriva a conoscere se non ha la fortuna di giocare per lui, ed è qualcosa che va ben oltre la pallacanestro. Vedere un uomo bianco del suo status non temere minimamente il giudizio degli altri ma dire sempre e soltanto la verità non può che portarti a rispettare e amare tantissimo una persona del genere”.

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