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È tornato Daryl Morey! E partendo da Donald Trump paragona Steph Curry a Steve Novak

NBA
©Getty

Ci ha messo poco a tornare protagonista (almeno su Twitter) il nuovo presidente dei Philadelphia 76ers. Che ricorda a tutti la sua ironia e la sua arguzia con un paragone tanto improponibile quanto divertente

Daryl Morey e Twitter (vedi il caso Hong Kong/Cina) è un binomio alquanto esplosivo, ma l’arguzia e l’ironia del neo-presidente delle basketball operations dei Philadelphia 76ers si prestano perfettamente alla piattaforma social del cinguettio. L’ultima riprova è arrivata quando — in piena fase di elezioni presidenziali 2020 — la firma del sito FiveThirtyEight Nate Silver (famoso per mischiare sport e politica da un punto di vista analitico) ha scritto, su Twitter: “Il discorso ‘Cosa sarebbe se Trump fosse Trump ma equilibrato e competente’ mi fa sempre trasalire, perché una persona è l’insieme delle sue caratteristiche e non si può cambiare una qualità senza cambiare potenzialmente tutto — comprese alcuni tratti che lo hanno reso così popolare ad alcuni elettori del partite repubblicano”. Un’analisi politica poi però immediatamente tradotta dallo stesso Silver in termini sportivi: “Sarebbe come dire ‘Cosa sarebbe Steph Curry se fosse 2.10’. Semplice: se fosse 2.10 non sarebbe Steph Curry”. E qui il colpo di genio del nuovo dirigente dei Sixers, che si inserisce nella conversazione postando unicamente una foto di Steve Novak (peraltro in maglia Milwaukee Bucks, con i quali ha messo piede in campo in solo tre partite durante la stagione 2015-16, per un totale di 20 minuti scarsi).

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A Novak Morey è evidentemente legato da un punto di vista personale/affettivo, trattandosi del giocatore da lui scelto al secondo giro (n°32 assoluto) nel primo Draft da lui condotto — nel 2006 — da general manager degli Houston Rockets (la prima scelta Rudy Gay venne immediatamente girato ai Memphis Grizzlies). Il prodotto di Marquette (primo quintetto Big East nel suo anno da senior) in realtà è qualche centimetro più basso di 2.10 — fermandosi a 208 centimetri — ma ha effettivamente chiuso la sua carriera NBA (oltre un decennio, quasi 500 partite disputate) con il 43% da tre punti, dato impreziosito da una meccanica di tiro rapidissimo e perfetta anche dal punto di vista stilistico (in maglia Knicks nel 2011-12 è stato il miglior tiratore dall’arco di tutta la NBA con oltre il 47% di realizzazione). Ma da qui a paragonarlo a Steph Curry…