
NBA, risultati della notte: LeBron spazza via Curry, Tatum vincente, 6^ in fila per Miami
I Lakers sono già a 73 punti (massimo stagionale) all'intervallo di una gara dominata. La vince invece nel finale con due canestri decisivi Jayson Tatum per i Celtics, nonostante i 46 punti di Bradley Beal. Non si ferma più Miami (senza Jimmy Butler) e pure New York continua a vincere, arrivando al 4° posto a Est. Booker firma il successo di Phoenix su Minnesota, Houston a picco contro Memphis (85 punti della panchina Grizzlies), pazzesca rimonta di Charlotte a Sacramento mentre i Bucks superano i Clippers

MILWAUKEE BUCKS-L.A. CLIPPERS 105-100 | Giannis Antetokounmpo segna 17 dei suoi 36 punti nel quarto finale, chiudendo con una poderosa schiacciata la vittoria dei Bucks contro i Clippers, a cui non bastano i 25 di Kawhi Leonard (che ha sbagliato il tiro del possibile pareggio nel finale). In campo anche Jrue Holiday dopo dieci partite di assenza, quinta vittoria in fila per la squadra di coach Budenholzer che chiude con un parziale di 9-0 negli ultimi 4 minuti
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LOS ANGELES LAKERS-GOLDEN STATE WARRIORS 117-91 | I Lakers segnano 41 punti nel primo quarto, vanno sul +20 e nel secondo chiudono già la gara, che all’intervallo dice 73-44 (massimo stagionale per L.A.). Nella sua gara n°1.300 in stagione regolare, LeBron James ne mette 19 prima di andare a riposarsi in anticipo, uno dei 7 giocatori in doppia cifra per coach Vogel, tra cui anche Kyle Kuzma che va in doppia doppia dalla panchina con 12 punti e 11 rimbalzi
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Da dimenticare la gara degli Warriors, alla prima sconfitta dopo tre vittorie in fila. Il migliore è Eric Paschall dalla panchina, con 18 punti in 22 minuti, mentre Steph Curry viene tenuto a quota 16 con 5/13 al tiro e Draymond Green resta in campo solo 13 minuti prima di uscire per un infortunio alla caviglia (“Mi ha detto che non è grave”, rassicura coach Kerr). Golden State tira appena sopra il 40% ed è spazzata via a rimbalzi (60-35 Lakers, 14-2 il conto di quelli offensivi)

BOSTON CELTICS-WASHINGTON WIZARDS 111-110 | Prima striscia di due vittorie in fila per Boston da gennaio, avanti anche di 11 nel terzo quarto prima di subire un parziale di 12-2 che costringe Tatum e compagni a doverla rivincere nel finale. Un successo arrivato nonostante l’assenza di Jaylen Brown (doloro al ginocchio sinistro) grazie alle prodezze nel finale di Tatum, ma anche ai 21 punti di Kemba Walker e ai 20 con 9 rimbalzi e un ottimo 8/11 al tiro di Daniel Theis
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Più ancora dei 31 punti con 8 rimbalzi del n°0 dei Celtics, a pesare enormemente nel successo di Boston sono i due canestri negli ultimi 15 secondi che Tatum si inventa contro la difesa di Washington. Che a 47 secondi dalla fine sono sopra di 5 punti, 110-105, ma che si vedono sfuggire il successo per le imprese della superstar biancoverde, che sigla il canestro decisivo a 4.7 secondi dalla sirena. “È un talento davvero speciale”, riconosce l’amico Bradley Beal
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A proposito di Beal: è sempre il n°3 di Washington l’ultimo ad arrendersi per la squadra della capitale. Anche contro Boston mostruosa prestazione del miglior realizzatore NBA, che chiude con 46 punti frutto di un ottimo 16/29 dal campo. Si tratta però dell’undicesima partita consecutiva in cui — quando Beal segna 40 o più punti — gli Wizards perdono: è la striscia (negativa) più lunga nella storia della lega
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MIAMI HEAT-ATLANTA HAWKS 109-99 | Miami è la squadra più calda della lega — 6^ vittoria in fila per gli uomini di coach Spoelstra — e lo dimostra superando gli Hawks anche senza Jimmy Butler, fuori per un’infiammazione al ginocchio destro. Ci pensa allora il solito Kendrick Nunn, top scorer dei suoi con 24 punti, e un Bam Adebayo da 16 punti e 13 rimbalzi. Anche la panchina risponde benissimo con 42 punti: ottima la prestazione del rookie Precious Achiuwa, autore di 14 punti in 12 minuti, e Tyler Herro, fondamentale nel break di 10-0 decisivo nel finale
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Il migliore in campo degli Hawks è stato John Collins, che ha messo grande energia chiudendo con ottime percentuali al tiro, 10 rimbalzi e 3 stoppate. I suoi punti alla fine sono stati 34, con 13/21 dal campo (2/3 dall’arco) e 6/7 ai liberi in 37 minuti sul parquet. 20 punti e 14 rimbalzi per Capela. Trae Young si è fermato a 15 punti con 3/14 al tiro, 8 rimbalzi e 9 assist.
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Partita no per Danilo Gallinari, che ha tirato con pessime percentuali. L’azzurro ha messo a referto solo 6 punti in uscita dalla panchina con 0/7 da tre, 2/10 dal campo e 2/2 dalla lunetta. Per lui anche 4 rimbalzi, 2 assist e 2 palle rubate in 19 minuti di gioco chiusi con -18 di plus/minus.
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DETROIT PISTONS-NEW YORK 90-109 | È sempre Julius Randle l’uomo copertina dei Knicks che con la vittoria sui Pistons tornano sopra il 50% di record (17 vinte, 16 perse) per la prima volta dalla stagione 2012-13 e scalano la classifica a Est, arrivano al 4° posto. L’ex Kentucky segna 17 dei suoi 25 punti nel secondo tempo ma non è da solo: RJ Barrett ne aggiunge 21, Derrick Rose (da ex) parte in quintetto e chiude con 14 e 5 assist in una serata da 50/50/80 al tiro per la squadra di coach Thibodeau (13/26 la prestazione dei Knicks da tre punti)
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MINNESOTA TIMBERWOLVES-PHOENIX SUNS 99-118 | Phoenix dimostra di fare sul serio centrando la 14^ vittoria delle ultime 17 gare e appaiando i Clippers (sconfitti contro i Bucks) al terzo posto nella Western Conference. Il protagonista assoluto è Devin Booker, ma anche le altre superstar del roster di Monty Williams funzionano alla perfezione: doppia doppia sia per DeAndre Ayton (22 punti e 10 rimbalzi con 9/11 al tiro) che per Chris Paul (minimalista al tiro — 5/8 per 11 punti — ma autore di ben 15 assist). Ce ne son 13 dalla panchina per Dario Saric
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Il terzo quarto è quando Devin Booker sceglie di prendere in mano la gara contro Minnesota: dei 33 punti segnati dai Suns nel parziale, 21 portano la sua firma. Chiude stabilendo il suo nuovo massimo stagionale con 43 punti, frutto di un ottimo 15/26 al tiro: è la 13^ volta che il prodotto di Kentucky raggiunge quota 40 in carriera, in una serata in cui è anche precisassimo dalla lunetta con 12 centri su 13 liberi tentati
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HOUSTON ROCKETS-MEMPHIS GRIZZLIES 84-133 | I titolari di Memphis segnano solo 48 dei 133 punti di squadra ma a partire da Justise Winslow (top scorer dei suoi con 20 punti in 21 minuti frutto di un ottimo 8/12 al tiro) è la panchina la grande protagonista del successo dei Grizzlies: 85 punti (!), record di franchigia, e 5 giocatori in doppia cifra soltanto tra le riserve, compreso un Brandon Clarke da 16 punti e 12 rimbalzi in 21 minuti. È di 35-8 il conto dei punti in contropiede per Memphis, che domina anche in area, doppiando i Rockets (74-36)
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La decima sconfitta in fila dei Rockets è quella che fa dire al capo allenatore dei texani Stephen Silas “spero proprio di aver toccato il fondo con questo ko”. Il 27.7% al tiro con cui chiude Houston è la peggior prestazione di sempre nella storia della franchigia, come testimoniato dall’atroce 4/45 da tre punti. È dal 2001 (20 anni fa, 15 ko in fila) che i Rockets non andavano incontro a una striscia di sconfitte simile. John Wall e Jae’Sean Tate i meno peggio con 14 punti a testa

SACRAMENTO KINGS-CHARLOTTE HORNETS 126-127 | Incredibile rimonta degli Hornets che con un 15-5 finale (e un gioco da tre punti decisivo di Malik Monk, autore di 21 punti dalla panchina) riescono a uscire vincenti dal Golden 1 Center. Nella serata da massimo in carriera di PJ Washington, convince ancora LaMelo Ball, che firma una gara da 24 punti e 12 assist, suo nuovo massimo in carriera per passaggi smarcanti. È di 39-30 il parziale vincente di Charlotte nell’ultimo quarto
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Scatenato PJ Washington, praticamente infallibile al tiro. Il numero 25 degli Hornets ha chiuso con 42 punti, suo career high, frutto di un ottimo 15/23 dal campo con 5/8 dall'arco e 7/7 dalla lunetta. Nella sua partita anche 9 rimbalzi, 2 assist, 2 palle rubate e 2 stoppate in 42 minuti sul parquet.
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Il collasso di Sacramento nel finale contro Charlotte (Kings sopra 123-115 a 73 secondi dalla sirena) è l’ennesimo disastro nella stagione degli uomini di coach Luke Walton, sempre più a rischio. Si tratta del 10° ko nelle ultime 11 gare destinate, arrivato anche per colpa di 5 errori dalla lunetta negli ultimi 69 secondi di gara (10/17 dalla lunetta di squadra). Inutili i 30 punti di Buddy Hield, i 28 di Harrison Barnes e i 20 con 14 assist di De’Aaron Fox
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