
NBA, risultati della notte: super Harden batte Portland, i Lakers perdono ancora
James Harden trascina Brooklyn al successo (25 punti e 17 assist, massimo in carriera eguagliato) in trasferta a Portland senza Durant e Irving. Ingram&Williamson travolgono i Lakers e condannano i campioni in carica al terzo ko in fila, Phoenix batte Miami e allunga al 2° posto a Ovest. Golden State senza Steph Curry prima rimonta e poi perde contro Philadelphia. New York vince contro Washington grazie a Julius Randle (37 punti), Denver supera senza problemi Orlando guidata dalla tripla doppia di Nikola Jokic

PORTLAND TRAIL BLAZERS-BROOKLYN NETS 112-116 | Altra combattuta e prestigiosa vittoria per i Nets contro un avversario di primissimo livello come Portland, battuta a domicilio nonostante la contemporanea assenza di Kevin Durant e Kyrie Irving. A trascinare Brooklyn è James Harden, scatenato nei panni di realizzatore per tre quarti e poi diventato uomo assist nell’ultima e decisiva frazione - con Brooklyn che sale a 16-3 di record nelle gare concluse in volate da quando c’è Harden in squadra
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Alla sirena finale sono 25 punti e ben 17 assist per il Barba, eguagliato il suo massimo in carriera per passaggi vincenti. L’uomo giusto al momento giusto per Brooklyn, vero MVP di questa stagione dei Nets e il primo con la squadra di New York a raccogliere così tanti assist in una singola gara degli ultimi dieci anni. Giocate che hanno permesso a Jeff Green di chiudere con 20 punti, Joe Harris con 17, mentre Blake Griffin in uscita dalla panchina ne aggiunge 8 in 19 minuti di grande intensità su entrambi i lati del campo
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A Portland invece nel finale manca la spinta di Damian Lillard - che non può sempre fare gli straordinari e che si ferma a quota 22 punti con 5/17 al tiro, 3/14 dall’arco e un bel po’ di errori nel finale. A lottare sotto canestro ci pensa invece Enes Kanter, che chiude con 19 punti, 19 rimbalzi (di cui 10 in attacco che tengono a galla i Blazers), 6 assist e un 6/8 al tiro di estrema efficacia. Portland però non riesce a evitare il secondo ko consecutivo

NEW ORLEANS PELICANS-LOS ANGELES LAKERS | “Siamo una squadra pensata per giocare attorno a LeBron James e Anthony Davis”: complicato trovare parole più chiare di quelle di Kyle Kuzma per raccontare lo scoramento e le difficoltà dei campioni NBA in carica in questo frangente - travolti da New Orleans (e dai giovani ex con il dente avvelenato) che condannano i Lakers al terzo ko consecutivo, scivolati al quarto posto a Ovest con Denver e Portland alle spalle sempre più vicine
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Il protagonista del successo Pelicans è Brandon Ingram, autore di 36 punti - suo nuovo massimo in stagione - con 14/21 al tiro, quattro triple a bersaglio e un impatto che ha permesso a New Orleans nel giro di un quarto d’ora di volare in doppia cifra di vantaggio. Fondamentale anche Josh Hart in uscita dalla panchina: il primo giocatore nella storia NBA a chiudere un match entrando sul parquet a gara in corso con 15 rimbalzi, 5 assist e 5 recuperi a referto (e soltanto 2 punti segnati)
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L’altra prestazione da sottolineare è quella di Zion Williamson, incontenibile per qualsiasi difesa, figurarsi per quella in affanno dei Lakers: per lui sono 27 punti, 9 rimbalzi e 5 assist con 9/13 al tiro. Williamson raccoglie così la 21^ partita consecutiva con almeno 20 punti a referto - nuovo record NBA per un giocatore con meno di 21 anni, scavalcato il record di 20 in fila che apparteneva a LeBron James e Luka Doncic

In casa Lakers, che ancora non dispongono neanche di Marc Gasol, tenuto fuori da coach Vogel, c’è davvero poco da salvare: Montrezl Harrell ne segna 18 in uscita dalla panchina, mentre Kyle Kuzma e Markieff Morris ne aggiungono 16 a testa in quintetto. Una potenza di fuoco ridotta al minimo, una difesa che concede oltre il 52% al tiro all’avversario e la sensazione che bisognerà fare qualcosa sul mercato nel prossime ore per sistemare un roster che necessita di rinforzi

GOLDEN STATE WARRIORS-PHILADELPHIA 76ERS 98-108 | Gara in altalena, piena di parziale e di rincorse tra Warriors e Sixers, con gli ospiti che scappano via a inizio gara (+24 nel secondo quarto), poi sprofondano, vanno sotto nella ripresa (40-21 il parziale Golden State nella terza frazione), per poi ritrovare il successo con un colpo di coda negli ultimi dieci minuti in cui gli Warriors - ancora senza Steph Curry - non riescono mai a fare canestro. Per Philadelphia è la terza vittoria in fila, sempre in testa alla Eastern Conference
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I Sixers dunque festeggiano per lo scampato pericolo, portano a casa un successo pesante e confermano la promettente tendenza di marzo: dopo aver raccolto un record di 1-5 senza Embiid nei primi due mesi, nelle ultime settimane Philadelphia è 6-1 nelle partite giocate a marzo senza il proprio All-Star sotto canestro. Merito anche di un Tony Bradley da 8/8 al tiro, 19 punti e 11 rimbalzi, a cui si aggiungono i 25 e 13 rimbalzi di Tobias Harris e i 22 punti con 8 assist di Ben Simmons

Gli Warriors invece speravano di lenire con una super rimonta il dispiacere dettato dal non poter disporre dell’infortunato Steph Curry almeno per altre tre partite. A farne le veci in campo per tre quarti sono i 24 punti di Kelly Oubre e i 19 di Jordan Poole, con Golden State che segna soltanto 13 punti di squadra complessivi nell’ultimo quarto. Diciotto minuti in campo per Nico Mannion, che chiude con 4 punti, 6 assist e un paio di recuperi a referto
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MIAMI HEAT-PHOENIX SUNS 100-110 | L’ultima volta che i Suns avevano vinto sette gare in fila in trasferta Devin Booker (23 punti) e Mikal Bridges (12 con un paio di triple) avevano 10 anni, mentre Deandre Ayton (17 con 16 rimbalzi) non aveva mai toccato un pallone da basket. Chris Paul invece, eterno, era già in NBA, ma mai avrebbe immaginato di essere il protagonista della rinascita di Phoenix con le sue giocate: assist e leadership che portano i Suns al secondo posto in solitaria a Ovest
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Miami invece resta incastrata nel pieno del gruppo playoff a Est e incassa la quarta sconfitta in fila (anche per mano dei 13 punti dell’ex di giornata Jae Crowder). Non bastano agli Heat i 25 punti di Kendrick Nunn, a cui si aggiungono i 15 di Bam Adebayo e i 14 con 11 rimbalzi di Jimmy Butler. Nelle prossime 36 ore potrebbero cambiare molte cose in Florida sfruttando la sessione di mercato che volge al termine: staremo a vedere cosa deciderà di fare Pat Riley per invertire la rotta

NEW YORK KNICKS-WASHINGTON WIZARDS 131-113 | Passeggiata di salute per i Knicks che battono Washington e condannano gli Wizards alla nona sconfitta nelle ultime 11 gare. Merito di un attacco - quello dei padroni di casa - che segna 39 punti in 12 minuti, prendendo un margine poi mantenuto grazie a oltre il 50% al tiro sia dal campo che dall’arco. I capitolini invece non vanno oltre i 22 punti di Bradley Beal e i 14 con 12 assist (e soli 4 rimbalzi, sotto media) di Russell Westbrook
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Julius Randle invece è il volto in casa Knicks della 22^ vittoria stagionale - una in più di quelle conquistate in totale nella passata regular season. New York si gode il suo All-Star, autore di 37 punti con 7/10 dalla lunga distanza, 6 rimbalzi e un +21 di plus/minus che ben racconta il suo impatto sul parquet. Sono 21 anche i punti messi a referto da RJ Barrett, che a fine gara sottolinea l’ovvio: “Vincere è divertente” e i Knicks sperano di continuare a farlo
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ORLANDO MAGIC-DENVER NUGGETS 99-110 | Sesto successo consecutivo in trasferta per i Nuggets - record di franchigia eguagliato, l’ultima volta a esserci riusciti era nel 2018 - che battono Orlando conducendo la sfida per 48 minuti senza sosta. Dopo un quarto d’ora Denver è sul +24 e, nonostante il margine scenda anche a sole 5 lunghezze, ciò non impedisce agli ospiti di superare i Magic per la nona volta in fila - vincenti contro Orlando in 16 delle ultime 18 sfide, praticamente di continuo dall’autunno 2003 a oggi
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Denver come spesso accaduto in questa regular season si è affidata a un monumentale Nikola Jokic, autore di 28 punti, 15 rimbalzi e 12 assist - alla 12^ tripla doppia della sua stagione, meglio di James Harden e secondo soltanto a Russell Westbrook (primo a 14). Per Jokic è la tripla doppia n°53 in carriera (da tempo il migliore all-time nella storia Nuggets), a cui si aggiungono i 21 punti con 21 tiri di Jamal Murray e i 18 con 7 rimbalzi di Michael Porter Jr.
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Periodo nerissimo per i Magic che incassano l’undicesima sconfitta nelle ultime 12 gare, sprofondando sul 9-14 di record casalingo e arrivando nel peggiore dei modi a una trade deadline che potrebbe rivoluzionare il roster. Il migliore realizzatore di squadra è Evan Fournier, autore di 31 punti con 5 triple e 6 assist, a cui si aggiungono i 18 di Nikola Vucevic e i 13 realizzati da Aaron Gordon - tutti chiacchierati e considerati possibili partenti
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