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NBA: Horford in panchina per il resto della stagione, Moses Brown lo sostituisce al meglio

la scelta

I Thunder hanno comunicato prima della gara contro Boston di non avere più intenzione di schierare in campo Al Horford per il resto della stagione, privilegiando lo sviluppo dei giovani. Una scelta che ha dato da subito i suoi frutti come dimostrato da Moses Brown che, partito titolare contro i Celtics, ha giocato un primo tempo da record e una partita da massimo in carriera

Sono 27.5 milioni di euro in questa stagione e altri 53 nelle prossime due. Un contratto faraonico quello firmato da Al Horford con i Sixers lo scorso anno, scaricato ai Thunder e finito in una squadra in pieno rebuilding che non ha nessuna intenzione di rinunciare allo sviluppo dei giovani talenti. Per questo Horford resterà in panchina per le prossime 28 gare di regular season, allenandosi regolarmente con la squadra - facendo la parte dell’assistente e del veterano esperto, anche se molto costoso - che quantomeno potrà dare consigli. “La sua influenza è incredibile e positiva sui nostri giovani talenti, così come il trasporto e l’esempio che riesce a garantire dentro e fuori dal campo ai suoi compagni”, sottolinea Sam Presti, cercando di giustificare una spesa che diventa cospicua per un giocatore che passerà il tempo a fare da leader e poco altro. “Quando sono arrivato ai Thunder, sapevo quale sarebbe stata la direzione intrapresa dalla franchigia ed ero a conoscenza dei piani che la società aveva fatto anche con me. Al tempo stesso, giunti a questo punto della stagione, so quanto sia importante per i miei giovani compagni trascorrere minuti in campo e fare esperienza: continueremo lungo la strada che abbiamo tracciato”. Una situazione di certo non molto difficile da accettare: ricevere decine di milioni di dollari e non essere neanche “costretto” a giocare.

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In campo nel frattempo al suo posto ci è andato Moses Brown, che i più attenti avranno già notato da una decina di giorni come nuova presenza fissa all’interno della rotazione dei Thunder. Il centro di 2 metri e 15 di OKC, uscito da UCLA nel 2019 e finito ai Blazers dopo non essere stato selezionato al Draft, ha dimostrato nella bolla di Orlando in G-League tutto il suo valore - selezionato nel primo quintetto del torneo e indicato anche in quello difensivo. Il nativo di New York si è così conquistato un’opportunità sul parquet con i Thunder che hanno deciso di lasciarli spazio: Brown ha ripagato tutti nel migliore dei modi, dominando in un primo tempo da record contro Boston (dopo le ottime prestazioni arrivate contro Chicago e contro Memphis). All’intervallo lungo aveva già realizzato 17 punti e raccolto 19 rimbalzi: il primo giocatore a chiudere un primo tempo con cifre del genere dai tempi di Shaquille O’Neal nel 1998. Alla sirena finale sono 21 punti (massimo in carriera) e 23 rimbalzi, record di franchigia eguagliato per i Thunder. Un gigante che OKC vuole continuare a coltivare, sfruttando anche i consigli di Horford in allenamento. In fondo, mai come ora, è lautamente retribuito soprattutto per quello.

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