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NBA, Evan Fournier, esordio da incubo con Boston: non fa mai canestro contro New Orleans

CELTICS
©Getty

Il talento francese arrivato da Orlando meno di una settimana fa, dopo aver risolto i problemi con il protocollo anti-COVID che lo ha costretto a rimandare l'esordio, ha giocato 33 minuti in uscita dalla panchina entrando a suo modo nella storia dei Celtics: 0/10 al tiro, 0/5 dall’arco e appuntamento rinviato con i primi punti in carriera con Boston. Uno dei quattro giocatori nella storia NBA a tirare così tanto all’esordio senza trovare mai il fondo della retina

Se siete entrati in questo articolo e cercate il video con i migliori canestri di Evan Fournier nella prima gara della sua carriera in maglia Celtics, dobbiamo farvi una confessione: non lo troverete. No, nessuna questione di gusto o di merito: semplicemente, non ce ne sono da mostrare, nonostante i 33 minuti trascorsi sul parquet, la pessima difesa e i tanti tentativi andati a vuoto. Non il miglior biglietto da visita per il talento francese, che sabato era stato costretto a saltare la gara dopo essere risultato positivo al COVID-19. Tre test consecutivi tutti negativi nei giorni seguenti (l’ultimo a poche ore dalla gara contro New Orleans), gli hanno permesso poi di indossare per la prima volta la divisa dei Celtics - chiamato a dare una mano, soprattutto a livello realizzativo, a Jayson Tatum e Jaylen Brown, rimasti incagliati in una stagione che sta complicando il processo di crescita di Boston. Uscire dalla panchina e trovare subito ritmo a gara in corso non è mai stata una caratteristica del giocatore francese ex Magic, che a Orlando è sempre partito in quintetto (fuori dai titolari soltanto in 36 occasione su 435 gare complessive) e che non è riuscito a nascondere tutte le difficoltà in un match da dimentica per lui e per i Celtics.

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A 6 minuti e 38 secondi dalla sirena del primo quarto, il primo pallone toccato da Fournier è stata una tripla scagliata sul ferro nel giro di qualche istante - destino ricorrente toccato poi a tutte le altre conclusioni tentate da Fournier in una serata da 0/10 complessivo dal campo e 0/5 dall’arco. Nessun viaggio in lunetta e così a fine partita i punti a referto restano zero. La gente sugli spalti - tornata per la prima volta dopo oltre un anno dall’ultimo volta che i Celtics avevano aperto le porte a i propri tifosi - lo hanno applaudito e incoraggiato, ma il risultato non è cambiato. Fournier diventa così il quarto giocatore all-time nella storia NBA a tentare almeno 10 conclusioni nella sua gara d’esordio senza mandarne a bersaglio neanche una - rinverdendo i fasti di Antawn Jamison che nel 2010 con i Cavaliers al debutto tirò 0/12 dal campo. Gli altri due? Corey Blount nel 2001 e Kevin McKenna nel 1983, entrambi come Fournier con 0/10 a referto. Una classifica nella quale avrebbe fatto volentieri a meno di figurare.

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“La cosa migliore del mio gioco è la versatilità - racconta Fournier a fine gara, provando a declinare le domande su una prestazione che vuole dimenticare in fretta - la capacità di incidere in molti aspetti: posso palleggiare, gestire l’attacco, passare o colpire a canestro. È soltanto una questione di chimica e di capacità di entrare in sintonia con i compagni. Sto imparando a conoscere un nuovo sistema di gioco e il mio compito adesso è quello di capirne le logiche il più in fretta possibile”. Obiettivo necessario da raggiungere, anche per evitare che i quasi 3.000 spettatori presenti al TD Garden - siamo al 12% di riempimento consentito, ma nelle prossime settimane i numeri potrebbero via vai aumentare - inizino a mugugnare e lamentarsi, come in parte fatto dal suo allenatore Brad Stevens a fine gara: “Per lui è stato un vero e proprio crash test, non è mai stato con noi in palestra, ma è un veterano e da lui ci aspettiamo molto sin da subito. Ha giocato talmente tante volte contro di noi che dovrebbe conoscere i nostri schemi meglio di tanti suoi nuovi compagni…”. Dalla prossima volta converrà iniziare a dimostrarlo.

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