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NBA, Phoenix Suns, accuse contro Robert Sarver: il proprietario si difende

il comunicato
©Getty

ESPN ha parlato nelle scorse ore di un dossier da parte della NBA che potrebbe accusare il proprietario dei Suns di essere protagonista di incidenti a sfondo razzista, sessista e non solo. Accuse generiche e non confermate nei fatti al momento, a cui Robert Sarver ha risposto con un lungo comunicato per spiegare la sua estraneità ad accuse che definisce infamanti: “Mi rendo conto che sarà difficile far dimenticare illazioni così gravi e infondate su di me e sulle mie franchigie”

Il proprietario dei Phoenix Suns Robert Sarver ha fermamente respinto ogni genere d’accusa riguardo una potenziale imputazione per “razzismo, sessismo e violenza sessuale” nei suoi confronti, circolata nelle scorse ore dopo la pubblicazione di una storia a riguardo da parte di ESPN. Jordan Schultz, che lavora al podcast PullUpPod insieme a CJ McCollum dei Blazers, è stato il primo a scrivere su Twitter riguardo l’indagine che la lega starebbe portando avanti nei confronti dell’uomo a capo dei Suns: “La NBA sta preparando un dossier contro il proprietario Robert Server, accusato di razzismo, sessismo e molestie sessuali riguardo diversi episodi, spiegano diverse fonti. Con prove sufficienti per supportare tali affermazioni, c’è una reale possibilità che la lega rimuova con la forza Sarver dal suo ruolo”. Una notizia potenzialmente enorme, che ricorda quando accaduto con Donald Sterling e i Clippers nel 2014 - lasciati dall’ex proprietario della franchigia di Los Angeles su ferma richiesta della NBA dopo la pubblicazione di frasi razziste (e non solo) a suo carico.

La risposta ufficiale a queste illazioni - rimaste al momento soltanto sul vago e non dettagliate, senza specificare ad esempio un chiaro capo di imputazione - non è tardata ad arrivare da parte di Robert Sarver, che ha pubblicato sui profili ufficiali della sua squadra un lungo comunicato: “Sono totalmente sconvolto dalle accuse che sono state mosse contro di me da parte di ESPN, sia a livello personale che relativamente a tutto ciò che riguarda i Suns e le Mercury. Mentre mi rendo conto di non poter rispondere a suggestioni così vaghe mosse da voci per lo più anonime, posso invece sottolineare quanto alcune delle accuse risultino ai miei occhi ripugnanti e distanti dalla mia natura e dall’ambiente di lavoro che circonda le due squadre che gestisco. Posso affermare che nulla di tutto ciò è mai e poi mai accaduto. Innanzitutto, respingo le insinuazioni riguardo discriminazioni razziste e di genere all’interno delle mie franchigie. Disprezzo il linguaggio che manca di rispetto a qualsiasi individuo, indipendentemente da razza, genere, preferenze e scelte. Questo tipo di cose non hanno posto nei miei affari, né a casa mia in quelle squadre che considero parte integrante della mia famiglia. Sono orgoglioso del livello di diversità raggiunto sia in campo che nella dirigenza. Non so come dimostrare che qualcosa non è successo e mi rendo conto del fatto che sarà difficile sradicare e far dimenticare accuse così infamanti una volta che sono state avanzate. Respingo categoricamente ogni tipo di suggestione riguardo un utilizzo iniquo della lingua rispetto alla razza e alla differenza di genere. Mi piace pensare che le mie azioni e i gesti pubblici fatti in favore di tematiche che riguardano ogni tipo di discriminazione, oltre a una vita intera da uomo d’affari al servizio della propria comunità, saranno la risposta più adeguata a ogni domanda relativa al mio coinvolgimento nelle battaglie per l’uguaglianza”.

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