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Mercato NBA, Alex Caruso svela il retroscena: meno di 15 milioni in due anni dai Lakers

RETROSCENA
©Getty

Intervenuto nel podcast di JJ Redick, Alex Caruso ha spiegato perché non ha rifirmato con i Los Angeles Lakers in estate, preferendo optare per i Chicago Bulls: "L'offerta che mi hanno fatto non era accettabile, sapevo che avrei guadagnato molto di più altrove. Quando ho proposto di pareggiare l’offerta dei Bulls, mi hanno risposto di no, neanche con uno sconto". E con uno stratagemma ha rivelato l’effettiva offerta dei gialloviola

Ai Los Angeles Lakers in questo momento farebbe decisamente comodo avere un difensore perimetrale come Alex Caruso, membro chiave della rotazione capace di vincere il titolo nel 2020 e uomo di energia in uscita dalla panchina per sistemare tutti i quintetti. Quando però quest’estate hanno avuto l’occasione di rifirmarlo, l’offerta dei gialloviola è stata ben al di sotto delle attese, dando una chiara preferenza alla conferma di Talen Horton-Tucker. A raccontare la sua versione dei fatti è stato proprio Caruso: "Non sapevo davvero cosa aspettarmi dalla free agency, non avevo avuto notizie dalle squadre — Lakers inclusi — fino a quando non è cominciata. Il mio obiettivo, dopo che così tante non hanno creduto in me, era trovare il miglior contratto possibile per assicurarmi il futuro economicamente" ha detto al podcast dell’ex giocatore NBA JJ Redick. "Quando i Lakers hanno fatto la loro offerta, sapevo che non l’avrei accettata perché avrei potuto guadagnare notevolmente più soldi da un’altra parte. Noi avevamo in mente una mid-level, cioè un quadriennale da circa 40 milioni, ma solo un paio di squadre ci si sono avvicinate. Una di queste era Chicago, ma pensavo che dopo aver firmato Zo [Lonzo Ball, ndr] fossero fuori dai giochi. Invece quando ho parlato con il GM Arturas Karnisovas e l’allenatore Billy Donovan e ho sentito da loro cosa vedevano in me come giocatore, mi hanno convinto subito con le parole giuste".

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Caruso però sarebbe stato disponibile a rimanere a Los Angeles se ci fossero state le giuste condizioni: "A quel punto abbiamo chiesto ai Lakers se volessero pareggiare l’offerta dei Bulls [37 milioni di dollari in quattro anni, ndr] e ci hanno risposto di no. Ho proposto un piccolo sconto, e ci hanno detto ancora di no. A quel punto mi sono detto: ‘Ok, se siamo arrivati a questo punto, sono pronto ad andare a Chicago e cominciare un nuovo capitolo’. E penso che sia stata una grande decisione per me". Dopo queste parole, Redick gli ha proposto di fare un gioco: gli ha detto la sua idea di proposta iniziale dei Lakers (due anni a 15 milioni di dollari complessivi) e di sbattere le palpebre una volta se la proposta fosse stata inferiore e di sbattere due volte se fosse stata superiore. Caruso con un sorriso ha sbattuto le palpebre una sola volta, e Redick è scoppiato a ridere. Il resto, come si suol dire, è storia.

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