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I Phoenix Suns ricordano Brittney Griner, stella WNBA detenuta in Russia da tre mesi

la storia

La giocatrice che ha vinto due volte l'oro olimpico, stella della WNBA, è ancora in prigione in Russia da quasi tre mesi con l'accusa di traffico internazionale di stupefacenti e rischia una condanna a 10 anni di carcere. "Non è una questione che riguarda solo la pallacanestro, ma tutti gli Stati Uniti", spiega Chris Paul, mentre secondo il Corriere della Sera si pensa a un possibile scambio di detenuti per liberarla

Che fine ha fatto Brittney Griner? Se lo chiedono in tanti, non solo gli appassionati di basket WNBA che ne conoscono le qualità sul parquet, ma anche i milioni di cittadini americani che vedono nella sua limitazione di libertà il riflesso delle conseguenze che possono ricadere su un popolo intero. “Aprite gli occhi: non stiamo parlando di qualcosa che riguarda soltanto la NBA o la WNBA - spiega Chris Paul, leader non solo tecnico dei Phoenix Suns, che hanno scelto di ricordare la giocatrice mettendo le sue iniziali in bella mostra sul parquet durante tutte le gare casalinghe in questi playoff. "Penso che tutti noi vogliamo che Brittney torni a casa, lei è un pezzo fondamentale della comunità qui a Phoenix: siamo tutti dalla sua parte e vogliamo provare a fare di tutto per riaverla con noi il prima possibile”. Anche indossare una maglia speciale, come accaduto prima della palla a due di gara-5, con CP3 che si è presentato con l’immagine di Griner ben in vista sulla maglia. Il messaggio è chiaro: ridatecela indietro.

Si pensa allo scambio di prigionieri, in cambio di un trafficante di armi

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Il suo incubo è iniziato lo scorso 17 febbraio, quando è stata fermata in aeroporto a seguito di un controllo a Mosca, in cui le è stata sequestrata una bottiglietta contenente olio di cannabis - una sostanza legale negli Stati Uniti, ma proibita dalle leggi severe previste in Russia sugli stupefacenti, tanto da portare al suo immediato arresto e all’accusa di traffico internazionale di sostanze illegali. Un capo d’accusa pesantissimo che potrebbe portarla a una pena di 10 anni, a detta di molti osservatori soltanto un pretesto per creare uno nuovo scontro politico con gli USA. Un tensione che, stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, potrebbe risolversi con un clamoroso scambio di prigionieri - in una trattativa tra apparati di sicurezza più da film che altro. In cambio di Griner, i russi hanno chiesto la liberazione di Viktor But - 55 anni, venditore d’armi in Colombia e chiamato “il Barone” dai servizi segreti USA. Un pezzo grosso, ex militare, dalle cui avventure personali è stato tratto il film con Nicolas Cage protagonista: “Lord of War”, che potrebbe scrivere un nuovo (inatteso) capitolo della sua storia.