Introduzione
Dopo il risultato del voto dei tifosi che ha stabilito i titolari del prossimo All-Star Game, nella notte la NBA ha reso note anche le riserve, scelte dagli allenatori, e tra i nomi che scenderanno in campo all’Intuit Dome di Los Angeles tra meno di due settimane mancano tanti protagonisti molto attesi
ANNUNCIATE LE RISERVE PER L’ALL-STAR GAME: TUTTI I NOMI
Quello che devi sapere
KAWHI LEONARD, L.A. CLIPPERS
I Clippers sono forse la squadra più in forma della lega e hanno vinto 8 delle ultime 10 partite, riconquistando la zona play-in a Ovest dopo un avvio di stagione davvero in salita. E a guidare i suoi è stato prima di tutto un Kawhi Leonard quasi in versione vintage che sta viaggiando a 27.6 punti, 6.2 rimbalzi e 3.6 assist di media a partita. La convocazione per l’All-Star Game da giocare in casa sembrava quasi scontata per lui, e invece…
JAMES HARDEN, L.A. CLIPPERS
Se Leonard è l’uomo simbolo dei Clippers che hanno svoltato attorno a Natale, la vera certezza per Ty Lue è rappresentata da James Harden, autentico pilastro della squadra che in questa stagione sta mandando a referto 25.4 punti, 8.1 assist e 4.8 rimbalzi di media. Certo, a Ovest la concorrenza era spietata, ma il veterano ex Houston e Philadelphia forse meritava un’attenzione maggiore
MICHAEL PORTER JR., BROOKLYN NETS
Dopo la trade che in estate l’ha portato da Denver a Brooklyn, Michael Porter Jr. sta senza mezzi termini giocando la sua miglior stagione in NBA. I 25.6 punti e 7.3 rimbalzi di media a partita e il 39.8% al tiro dalla lunga distanza non gli sono però bastati per guadagnarsi la prima convocazione della carriera all’All-Star Game. Certo, i risultati scadenti dei Nets non hanno aiutato, ma al suo posto è stato comunque chiamato Pascal Siakam, che con i Pacers ha un record praticamente identico rispetto a quello di Porter e soci
LAURI MARKKANEN, UTAH JAZZ
Anche nel caso di Lauri Markkanen il record negativo di squadra non ha certo aiutato, eppure il finlandese rimane l’8° miglior marcatore della lega con i suoi 27.4 punti di media a partita e forse, in prospettiva della sfida tra Stati Uniti e resto del mondo prevista dal nuovo format dell’All-Star Game, la sua chiamata sarebbe anche potuta arrivare senza troppa sorpresa
ALPEREN SENGUN, HOUSTON ROCKETS
A proposito di Stati Uniti contro resto del mondo, nella seconda categoria, ovvero nella squadra che raccoglierà i migliori talenti arrivati in NBA dall’Europa e dal resto del pianeta, sembrava poter trovare posto Alperen Sengun. I suoi Rockets battagliano per le prime posizioni nella iper-competitiva Western Conference e lui e lui sfiora la doppia doppia di media con 21 punti e 9.2 rimbalzi di media a partita, ma il turco non sarà a Los Angeles tra due settimane
DE’AARON FOX, SAN ANTONIO SPURS
Se gli Spurs sono ormai stabilmente al 2° posto a Ovest, buona parte del merito è ascrivibile alla stagione più che solida giocata da De’Aaron Fox, che sta fornendo a San Antonio 19.8 punti e 6.2 assist di media. Per l’ex Sacramento, che era già stato All-Star nel 2023, non è però bastato guidare i suoi a risultati ben al di sopra delle aspettative per tornare alla partita delle stelle
GLI ALTRI NOMI ESCLUSI
Numeri alla mano avrebbero potuto sognare una chiamata, ma sono rimasti fuori a causa del rendimento rivedibile delle rispettive squadre o dell’affollamento eccessivo nella Conference di riferimento:
- Keyonte George, Utah Jazz
- Julius Randle, Minnesota Timberwolves
- Shaedon Sharpe, Portland Trail Blazers
- Paolo Banchero, Orlando Magic
- Dillon Brooks, Phoenix Suns
- LaMelo Ball, Charlotte Hornets