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NBA, Curry e quella notte a Oklahoma City: 10 anni da un tiro che è diventato leggenda

NBA

Introduzione

Non è un gran momento per Steph Curry, attualmente fermo per infortunio, e per i suoi Warriors, impantanati in un'altra stagione all'insegna della mediocrità. Almeno oggi, però, Steph e i tifosi di Golden State potranno sorridere celebrando il decennale della partita che il 27 febbraio del 2016 faceva entrare nella leggenda del basket il figlio di Dell. Una prestazione, quella nella vittoria al supplementare sul campo dei Thunder, suggellata dalla tripla decisiva a 6 centesimi dalla fine dell'overtime e quindi diventata il modello della 'tripla alla Curry'. La data del 27 febbraio, però, è evidentemente cara a Steph, che sia prima che dopo la magica notte di Oklahoma City in quel giorno ha regalato anche altre due prestazioni clamorose

 

 

Quello che devi sapere

CURRY SCRIVE LA SUA LEGGENDA A OKLAHOMA CITY

Il 27 febbraio del 2016 Golden State è reduce dal successo su Cleveland alle Finals del giugno precedente ed è nel bel mezzo di una regular season in cui batterà il record di vittorie dei Bulls del 1996 chiudendo con un record di 73-9. I Thunder, per contro, con le loro due stelle Kevin Durant e Russell Westbrook sono fortissimi candidati a detronizzare gli Warriors, tanto che poi le due squadre si ritroveranno in una finale di Conference tiratissima. E tiratissima è anche la sfida del 27 febbraio, che Golden State vince con una tripla da metà campo di Curry sulla sirena del tempo supplementare. Si tratta del tiro diventato leggenda con il doppio ‘bang!’ urlato da Mike Breen nella telecronaca americana, e che suggella la prestazione da 46 punti con 12/16 da tre di Steph. Un'impresa che gli Warriors stessi celebreranno oggi con un documentario dedicato: 38 Feet Deep

 

GUARDA IL TRAILER DI 38 FEET DEEP

IL COMING OUT AL MADISON SQUARE GARDEN

Esattamente tre anni prima della notte magica di Oklahoma City,  il 27 febbraio del 2013, Curry non è ancora nemmeno lontanamente il campione affermato che è oggi e i suoi Warriors sono a due stagioni di distanza dal primo trionfo alle Finals dell’era iniziata con l’arrivo di Steve Kerr in panchina nell’estate del 2014. Curry, però, si mette sulla mappa delle stelle della NBA stregando il Madison Square Garden, palazzetto con cui ha da sempre un rapporto speciale, con 54 punti frutto di un surreale 11/13 dalla lunga distanza. La serata clamorosa di Steph a New York, però, non basta ai Dubs per strappare la vittoria, ottenuta dai Knicks per 109-105

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STEPH E LA SUA DISNEYLAND PERSONALE

Premendo il tasto ‘avanti’ di nove anni, si arriva alla prestazione regalata da Curry nella notte del 27 febbraio del 2025. Ovviamente arrivati a quel punto né lui né gli Warriors hanno più nulla da dimostrare, anche se l’arrivo di Jimmy Butler a metà stagione ne ha rilanciato le ambizioni. Così i ragazzi di Kerr si trovano in trasferta sul campo di Orlando, dove serve strappare una vittoria per continuare a scalare posizioni nella classifica dell’Ovest. E a sollevare di peso la squadra ci pensa Steph, che celebra il 27 febbraio, a questo punto evidentemente il suo giorno preferito del calendario, con una performance da 56 punti, di cui 22 arrivati nel decisivo 3° quarto, e 12/19 da tre

 

GUARDA I 56 PUNTI DI CURRY AI MAGIC

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