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NBA, chi può detronizzare OKC? In sei squadre ci proveranno e altre due sognano l’impresa

NBA

Introduzione

Dopo una fase centrale della stagione in cui sembravano aver perso un po’ di smalto, i Thunder hanno ripreso a macinare gioco e ora, con una striscia aperta di 11 vittorie, sono tornati a sembrare più che mai i favoriti per il titolo. Secondo ‘Bleacher Report’ sono però sei le squadre che potrebbero provare a far scendere Shai Gilgeous-Alexander e compagni dal trono della NBA, e altre due possono provare a sognare l’impresa

Quello che devi sapere

QUASI CONTENDER: LAKERS E KNICKS

Sia Lakers che Knicks hanno vissuto una stagione fatta di alti e bassi molto repentini, ma Luka Doncic e soci sono reduci da 9 vittorie di fila e New York ne ha infilate 6, rilanciando così le proprie chance di lottare per il titolo. Al momento, però, entrambe le squadre sembrano comunque partire in terza fila nella corsa a superare e battere Oklahoma City

LE VERE MINACCE PER OKLAHOMA CITY

Secondo ‘Bleacher Report’, le vere contender in grado di lottare spalla contro spalla con i Thunder sarebbero al momento sei: tre a Ovest e tre a Est. Squadre che hanno tutto, dall’organizzazione di gioco al roster profondo fino ad una stella di primissima grandezza, per poter provare a impedire a Oklahoma City di portare e termine quel repeat che non riesce a nessuno dal 2018

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6. MINNESOTA TIMBERWOLVES

Gli ultimi risultati, invero influenzati dall’assenza di Anthony Edwards, fuori almeno ancora per qualche partita per via di un infortunio, non sono stati brillanti, ma già nelle finali della Western Conference dello scorso anno i Timberwolves hanno dimostrato di accoppiarsi piuttosto bene con i Thunder dal punto di vista tattico. E se Ant dovesse recuperare a pieno prima dei playoff, Minnesota potrebbe essere ancora una outsider di lusso

5. CLEVELAND CAVALIERS

Usciti sostanzialmente rinnovati dalla trade deadline, i Cavs sembrano in forte crescita e con un James Harden in più e qualche recupero dalla lista infortunati, con Jarrett Allen e Max Strus in testa al gruppo, coach Kenny Atkinson potrebbe avere in mano un gruppo solido e dotato sia del talento che dell’esperienza per provare a tornare almeno alle Finals, che a Cleveland mancano dal 2018

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4. DETROIT PISTONS

La recente notizia dello stop imposto a Cade Cunningham, che dovrebbe rientrare all’inizio dei playoff qualora il recupero dal lieve collasso polmonare di cui è stato vittima dovesse avvenire secondo le tempistiche previste, è stata una discreta mazzata, ma i Pistons rimangono la capolista della Eastern Conference e sembrano avere tutto ciò che serve per poter dire la loro anche nel clima da playoff, in cui la spiccata propensione difensiva della squadra potrebbe risultare decisiva

3. DENVER NUGGETS

Tra infortuni e assenze varie i Nuggets in questa stagione non sono praticamente mai riusciti a giocare con il loro roster al completo, ma se, come sembra al momento, le condizioni di salute generale della squadra dovessero assestarsi, non c’è dubbio che attorno all’enorme talento di Nikola Jokic Denver avrebbe tutto ciò che serve per puntare al titolo. Prima, però, occorrerà per l’appunto svuotare l’infermeria e presentarsi al meglio ai nastri di partenza dei playoff

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2. BOSTON CELTICS

In teoria i Celtics avrebbero dovuto vivere una stagione di transizione, tra l’assenza prolungata di Jayson Tatum e i tanti cambi a roster arrivati durante la scorsa estate. Invece la squadra, pur priva della sua stella e trascinata da un Jaylen Brown a tratti in formato MVP, è andata oltre ogni più rosea previsione e ora, con Tatum recuperato ben prima del previsto, sogna di prolungare l’effetto sorpresa sul resto della NBA anche ai playoff

1. SAN ANTONIO SPURS

Inutile girarci intorno: anche se sono molto in anticipo nel loro percorso di crescita, a oggi gli Spurs non possono che essere considerati come contender e, anche in ragione degli scontri diretti in regular season, con 4 vittorie in 5 partite, non è affatto azzardato affermare che la minaccia più serie al repeat dei Thunder sia proprio rappresentata da Victor Wembanyama e compagni

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