Durante la cerimonia della consegna degli anelli, i New York Knicks hanno consegnato delle scatole vuote agli assistenti allenatori di Mike Brown, il quale a sua volta non è chiaro se abbia ricevuto l'anello da campione NBA per il titolo vinto a giugno. Di sicuro gli altri membri dello staff non lo hanno ricevuto, così come i dipendenti della franchigia — che invece hanno dovuto fare i conti con una mail anti-phishing da parte dell’azienda in cui gli anelli venivano promessi
La cerimonia degli anelli è una tradizione dello sport americano che va avanti da moltissimo tempo, e quella dei New York Knicks — attesa da ben 53 anni — non ha fatto eccezione. Al Madison Square Garden, però, è andata in scena solo una recita, almeno all’inizio: secondo quanto riportato da The Athletic, gli assistenti allenatori dei Knicks Chris Jent e Rick Brunson hanno ricevuto solamente una scatola vuota dalle mani di alcune leggende del passato della franchigia, provocando una reazione che è stata descritta come "da genuina rabbia a fastidio". Secondo quanto scritto, non è chiaro se nemmeno il capo-allenatore Mike Brown — che ha ricevuto la scatola dalle mani della vedova di Willis Reed, ma non ha mostrato se all’interno ci fosse l’anello o meno — abbia avuto l’anello che gli spetta dopo aver guidato la franchigia al titolo lo scorso giugno. La cerimonia è poi proseguita con la consegna degli anelli (realizzati da Jason of Beverly Hills, e di cui 200 repliche verranno vendute a 20.000 dollari ciascuno) ai giocatori della squadra da parte di Clyde Frazier,
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Knicks, cerimona di consegna degli anelli. VIDEO
Promessa di anello ai dipendenti dei Knicks, ma è un test anti-phishing
Agli assistenti è stato comunque detto che riceveranno il loro anello nel prossimo futuro, ma a differenza di quanto accade nelle altre franchigie, i dipendenti dei Knicks non riceveranno alcun anello. È tradizione infatti che anche i membri del lato "business" di una franchigia ricevano una replica dell’anello dei campioni (ovviamente di valore molto inferiore rispetto a quello dei giocatori, che valgono centinaia di migliaia di dollari), ma quelli dei Knicks non l’avranno. Anzi, oltre al danno si è aggiunta anche una beffa: secondo quanto scritto da TheAthletic, i dipendenti di Madison Square Garden (l’azienda che controlla la franchigia) a fine settembre hanno ricevuto una mail con la scritta "Congratulazioni, il tuo anello da dipendente è qui" nella quale venivano mostrate due grafiche diverse, chiedendo al dipendente se preferisse un "Championship Gold" o un "Garden Classic" con un link per personalizzare l’anello. Le mail, però, erano false: si trattava infatti di un test anti-phishing che MSG ha mandato per mettere alla prova chi avrebbe cliccato sul link. Chi lo ha fatto è stato poi costretto a seguire un corso sulla cybersicurezza obbligatorio, ottemperando così alla crescente preoccupazione per le fughe di dati online del proprietario James Dolan, capo di una franchigia la cui valutazione è superiore ai 12 miliardi di dollari. Ma che, oltre a non voler superare il secondo apron per confermare la squadra che ha vinto il titolo, non ha voluto neanche spendere per celebrare un successo storico come quello dello scorso giugno.