LeBron James ha giocato per la prima volta da membro dei Philadelphia 76ers sul campo dei "suoi" Cleveland Cavaliers, con i tifosi che lo hanno accolto con applausi al momento dell’annuncio dei quintetti ma anche fischi quando ha toccato il pallone in campo. Per lui e per i Sixers una serata da dimenticare, perdendo nettamente e con appena 8 punti realizzati — come non gli capitava in Ohio da oltre 20 anni. “So di non aver giocato per niente bene stasera” ha detto dopo la partita
È stato un ritorno strano quello di LeBron James a Cleveland per la prima volta con la maglia dei Philadelphia 76ers. Dopo la decisione in estate di non tornare ai Cavaliers per la terza volta ma di unirsi ai Sixers per dare la caccia al titolo, i tifosi dei Cavs gli hanno riservato un’accoglienza ambivalente: al momento dell’annuncio del suo nome in quintetto è stato accolto da applausi, mentre ogni volta che ha toccato il pallone nel primo tempo è stato preso di mira da fischi, per non fargli dimenticare che comunque è un avversario. Da parte sua James ha avuto un atteggiamento piuttosto indifferente nei confronti dei suoi ex tifosi, ben diverso dalla visita dello scorso gennaio quando si commosse per un video tributo da parte della franchigia.
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Il campo, però, ha detto ben altro. James ha disputato una delle gare peggiori della sua infinita carriera, chiudendo con appena 8 punti e 3/12 al tiro (di cui 0/4 da tre) e ben 6 palle perse in 32 minuti, riempiendo il tabellino con 7 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi e una stoppata. Si tratta solamente della decima occasione in cui non raggiunge la doppia cifra per punti e per trovare l’ultima volta in cui ha segnato meno di 10 punti a Cleveland bisogna tornare al 29 dicembre 2004, alla vigilia del suo 20° compleanno - ben 396 partite fa.
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Dopo la partita James ha ammesso di aver faticato: "So di non aver giocato per niente bene stasera. Non ho trovato un buon ritmo in attacco, con troppe palle perse per colpa mia. Stasera non siamo stati al nostro meglio, ma se mi avessero detto che avremmo vinto 8 delle prime 10 stagionali, ci avrei messo la firma". Per quanto riguarda l’accoglienza da parte dei suoi ex tifosi (ai quali farà visita anche il prossimo 1 marzo), James è stato ancora una volta piuttosto indifferente: "Nulla può essere peggio del 2 dicembre 2010" ha detto, facendo riferimento al suo primo ritorno da avversario con la maglia dei Miami Heat, in cui venne subissato di fischi ma ne mise 38 nella larga vittoria dei suoi. "Ho visto le profondità dell’inferno e i punti più alti del paradiso. Perciò tutto quello che sta nel mezzo è una passeggiata".