Djokovic torna alle origini: dopo Agassi-Stepanek, c'è coach Vajda per Montecarlo

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Dopo la disastrosa campagna americana e l'allontanamento della coppia Stepanek-Agassi, l'ex numero 1 del mondo è tornato a lavorare con il coach che l'ha portato a vincere 12 Slam. In attesa di trovare un nuovo allenatore, che potrebbe uscire dal ballottaggio Lendl-Sampras. Il Masters di Montecarlo in diretta esclusiva su Sky da domenica 15

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Novak Djokovic torna alle origini. A pochi giorni dal via del Masters di Montecarlo (da domenica 15 in diretta esclusiva su Sky Sport HD), che apre la grande stagione sulla terra battuta, l'ex numero 1 del mondo è stato avvistato allenarsi a Marbella insieme al suo ex storico coach Marian Vajda, che l'ha seguito dal 2006 fino al maggio 2017, portandolo al trionfo in 12 Slam e facendone uno dei migliori giocatori di sempre. Il video di 'Sportinovosky' mostra il serbo impegnato in qualche scambio con l'ex pro ceco, due titoli vinti in carriera da giocatore e 34° al mondo come best ranking. Il rapporto si era interrotto dopo 11 anni idilliaci nel maggio del 2017, dopo che Nole era stato in grado di vincere tutto su ogni superficie, compreso il Roland Garros, scalzando anche dalla vetta della classifica ATP il leggendario duo formato da Federer e Nadal. Un mix di voglia di cambiamento, problemi fisici e incompatibilità dopo un rapporto così lungo avevano spinto il serbo a rivolgersi prima a Pepe Imaz, e quindi al doppio coach Radek Stepanek-Andre Agassi, da cui si è separato ufficialmente pochi giorni da al termine della disastrosa campagna americana sul cemento, che lo ha visto subito eliminato sia a Indian Wells che a Miami, per mano di Taro Daniel e Benoit Paire. Con Agassi e Stepanek la collaborazione è finita anticipatamente per incomprensioni tecniche, con Djokovic che avrebbe forzato il rientro in campo dopo il piccolo intervento chirurgico al gomito resosi necessario dopo una campagna agli Australian Open decisamente di basso profilo (out agli ottavi contro Chung). Precipitato al 13° posto del ranking mondiale, il serbo non vince un torneo da gennaio 2017, quando si impose a Doha. Sembra passata un'eternità, ma l'anno precedente, nel 2016, vinse Australian Open, Indian Wells, Miami, Madrid, Roland Garros e Toronto, perdendo in finale agli Us Open e al Masters. Il ritorno alle origini sembra essere il rimedio necessario per tentare di ritrovarsi in vista della terra battuta. 

Vajda per la terra, poi Lendl o Sampras

Secondo quanto riportato dal portale serbo 'B92', in questo momento non c'è nessun accordo concreto di collaborazione tra Djokovic e Vajda, almeno a medio-lungo termine. Nole si appoggerà al suo ex coach esclusivamente per preparare la stagione sulla terra battuta, in quanto Vajda non vuole tornare nel tennis professionistico dopo essersi ritirato un anno fa per stare vicino alla sua famiglia. L'ex allenatore del serbo non si è però tirato indietro e si è detto "emozionato" di lavorare ancora con Novak e di poter aiutare l'amico in difficoltà. "Anche Djokovic è molto contento di poter confrontarsi con Vajda, con il quale ha raggiunto i migliori risultati della sua carriera. Tra i due c'è ancora molto feeling sul campo e si trovano molto bene anche fuori dal rettangolo di gioco", scrive 'B92'. Una sintonia che non è invece mai scoccata con la coppia Agassi-Stepanek, con cui Nole non avrebbe instaurato un rapporto umano di affetto. Sempre dai media di Belgrado, ovvero dal quotidiano 'Vecernje Novosti', arrivano indiscrezioni sui nomi più caldi che potrebbero affiancare Nole subito dopo Parigi: Ivan Lendl e Pete Sampras. Nel frattempo, con un post su Instagram, Djokovic fa ben sperare i propri tifosi in vista di Montecarlo, torneo di casa (ha la residenza da anni nel Principato), vinto in due occasioni nel 2013 e nel 2015. Nella foto si vede una racchetta spaccata, segno inconfutabile che il serbo è carico e pronto per sfidare Rafa Nadal sul suo terreno di caccia preferito, la terra battuta. 

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