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09 febbraio 2017

Sanremo, diamo i voti: le pagelle della 2^ serata

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67mo festival della canzone italiana - Seconda serata

67mo festival della canzone italiana - Seconda serata (LaPresse)

I secondi undici concorrenti, come una squadra, si sono esibiti nella seconda serata del 67esimo Festival della Canzone Italiana. Ecco le loro pagelle, volutamente calcistiche e con un po' di ironia (non siamo esperti di musica e forse, ma solo forse, lo siamo di pallone). Da San Siro a Sanremo, la musica non cambia, e nemmeno il calcio

di Davide Bucco

BIANCA ATZEI - ORA ESISTI SOLO TU voto 7
Una bellezza rara, con due occhi verdi da far invidia al prato pettinato del Bernabeu. Questa sarda tosta se la canta e le canta all'Ariston con una melodia molto sanremese e mette allo stesso tempo allegria e una lieve malinconia. Come la Juventus di Allegri: a volte spietata, cinica, a volte bella e sensuale. Come Bianca Atzei, come la sua canzone, che non è un capolavoro ma può farsi dire "Ora esisti solo tu".

MARCO MASINI – SPOSTATO DI UN SECONDO voto 6
Due viola sul palco - Marco Masini e Carlo Conti - meriterebbero un premio solo per ospitare il capitano della squadra che gli ha rifilato quattro gol la sera prima, la Roma di Totti. La canzone di Masini è piena come sempre, un po' recitata, un po' accarezzata. Si gira su sè stessa, sembra un dribbling continuo, passaggi di prima e errori a centrocampo. Una contraddizione calcistica e musicale. L'alto e il basso: senza dubbio è geniale e poco concreta come la Fiorentina di Paulo Sousa.

NESLI E ALICE PABA - DO RETTA A TE voto 6.5
Questa coppia ricorda molto una provinciale. L'idea di salvarsi e invece raccolgono punti qua e là e alla fine possono sognare. Più avanza la canzone e più la squadra si forma fino a guadagnare una metà classifica. Possono essere il Chievo e togliersi qualche soddisfazione, il Cagliari e vincere a San Siro, l'Atalanta e guardare in alto quasi vicino all'Europa dei grandi. Date retta a noi, avanti così, che la salvezza è vicina.

SERGIO SYLVESTRE - CON TE voto 7.5
Questo cantante, figlio dei talent show e quindi della - bravissima - De Filippi, ha il fisico e la grinta di Gennaro Gattuso con la voce di Shevchenko. Un po' come se l’allenatore del Pisa abbinasse al movimento brusco per spronare la squadra dalla panchina, una dolce, dolcissima carezza musicale. E comunque Gattuso e Shevchenko hanno vinto tanto, quasi tutto. Quindi Sergio Silvestre, “si faccia bello” perché magari capita.

GIGI D'ALESSIO - LA PRIMA STELLA voto 8
Inevitabilmente questa grande espressione della napoletanità tocca tutte le corde mielose dell’amore che si ha per una donna, per una madre (in questo caso), per una squadra, per un giocatore. E in questo tempo di veleni ci piace pensare che il perdono – più volte citato nella canzone del Gigi partenopeo – sia proprio per Gonzalo Higuain. Un sogno accarezzato e vissuto dai tifosi del Napoli e poi visto svanire nelle mani dell’avversario. Come quella stella che scappa lontano, ma alzando gli occhi al cielo la prima stella accesa sei tu, Gonzalo. Dopo la stella Maradona, ovvio.

MICHELE BRAVI - IL DIARIO DEGLI ERRORI voto 6.5
Una bella voce, sicuramente particolare e finora la più curiosa sentita qui all’Ariston. Perplessità sul testo della canzone, anche questa troppo recitata. Insomma questo ragazzo leggermente fuori quota per giocare in Under 21 perché di anni ne ha appena compiuti 22, ha tutti i pregi e tutti i limiti che può avere un azzurrino di Gigi Di Biagio. Ma basta un colpo per lasciare tutti a bocca aperta o un altro per finire nel diario degli errori, del Cittì.

PAOLA TURCI - FATTI BELLA PER TE voto 6.5
Sarà che sale sul palco pochi minuti dopo il trionfo del capitano della Roma Francesco Totti ma l’esperta Paola Turci ci ricorda proprio la Roma di Luciano Spalletti. Sia lei, sia il testo della sua canzone “fatti bella per te”: un po’ come il problema della Roma che a volte i guai se li trova in casa quando invece basterebbe un po’ di trucco, maggiore attenzione, maggiore cura nei dettagli per sembrare ancora più bella. E assomigliare a quella Signora che ultimamente è sempre più bella ed in testa alla classifica.

FRANCESCO GABBANI - OCCIDENTALI’S KARMA voto 6.5
Gabbani porta una allegra filastrocca, fine a stessa, che fa canticchiare l’Ariston. Insomma non è un gol da ricordare ma una bella giocata sicuramente: una bicicleta, una veronica, un doppio passo, una finta di troppo, praticamente un funambolo. Ricordate Mastour, giovanissima promessa rossonera? Giocoliere incredibile ma zero minuti in Serie A. Al ragazzo maggior fortuna, magari a partire da sabato.

MICHELE ZARRILLO - MANI NELLE MANI voto 4
Si scherza, ovvio. Ma la canzone di Zarrillo (comunque grande scrittore) è quella partita che non avreste mai voluto vedere. Vi dice niente Italia Argentina ad Italia 90? E la finale Milan Liverpool 3-1, 3-2, 3-3? Il 5 maggio? Perugia Juventus e lo scudetto perso dai bianconeri? La retrocessione della vostra squadra? Più che mani nelle mani, mani nella testa.

CHIARA - NESSUN POSTO È A CASA MIA voto 6.5
La trentenne padovana accarezza il Festival con la sua voce che sembra quasi una cantilena proveniente dal passato, quasi ad accompagnarci a letto, ma felici. Testo valido e scorrevole (nessun posto è casa mia, è l’amore che passa e va via) fatto apposta per il Calciomercato, soprattutto in fase di cessione e di addio di un giocatore. Probabile concorrenza per la prossima sigla di “Calciomercato L’originale” del Maestro Alessandro Bonan.

RAIGE E GIULIA LUZI – TOGLIAMOCI LA VOGLIA voto 4.5
Scegliete una coppia gol male assortita nel calcio ed eccoli qui, questi due giovani a chiudere la seconda serata del Festival della Canzone italiana. La canzone non aiuta, è un ibrido come quelli che sostengono che Bacca non può giocare in coppia con Lapadula, che Higuain meglio solo che con un altro di fianco. Che i due si pestano i piedi. Ecco, hanno ragione da vendere. Lasciateli soli, anzi divideteli.

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