Jimmy Butler, addio dolce-amaro: âChicago ti amo, ma i dirigentiâŚâ
NBA
La trade che ha portato il numero 21 dei Bulls ai Timberwolves ha colto tutti di sorpresa; anche lo stesso Butler, che commenta risentito: âHo imparato che essere il volto della franchigia non vuol dire proprio nienteâ
âLa settimana piĂš assurda che io abbia mai affrontatoâ. Non usa giri di parole Jimmy Butler per descrivere i sette giorni appena trascorsi, in cui è stato coinvolto in tantissime voci di scambi che poi si sono concretizzati nella notte del Draft. Ora Butler è un giocatore dei Minnesota Timberwolves â che per lui hanno sacrificato Zach LaVine, Kris Dunn e la scelta numero 7 diventata Lauri Markkanen, peraltro ricevendo da Chicago la scelta numero 16 diventata Justin Patton â, ma il tre volte All-Star non dimentica i sei anni passati in Illinois. E le sensazioni sono contrastanti: da una parte câè il grande amore e la riconoscenza nei confronti di una cittĂ âche mi ha accolto come se fossi uno di loroâ, come scritto in un lungo post su Instagram; dallâaltra un bel poâ di rammarico per come è andata a finire, specialmente per i dirigenti della squadra che lo hanno scambiato nonostante venisse considerato il giocatore piĂš importante della squadra. âHo imparato che essere il volto della franchigia non vuol dire proprio niente. Non mi è piaciuto il modo in cui sono state gestite certe cose, ma non sono arrabbiatoâ ha detto Butler in unâintervista telefonica da Parigi, dove si trova in vacanza, con il Chicago Sun-Times. âDeduco che essere la faccia della franchigia non sia cosĂŹ bello come immaginavo, ma va bene lo stesso. Abbiamo visto tutti a cosa mi ha portato. Perciò, grazie ma non voglio piĂš essere chiamato cosĂŹ. Ho dato tutto quello che avevo alla cittĂ e alla squadra. Loro cosa possono dire? Che non ero forte abbastanza come giocatore? Non so come altro si può definireâ.
Il post su Instagram: âChicago, sei stata la mia vitaâ
Jimmy Butler, in compenso, non ha altro che parole di amore per la cittĂ e per i proprietari della franchigia, pur senza citare i compagni e la dirigenza nel suo messaggio di addio su Instagram che vi riproponiamo in integrale: âChicago, cosa posso dire?! Faccio davvero fatica a trovare le parole perchĂŠ sei stata molto piĂš che la mia casa negli ultimi 6 anni, sei stata la mia vita! Mi hai accolto come un figlio e mi hai spinto a migliorare giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. Onestamente posso dire di essere sempre stato incredibilmente motivato ad avere successo: sono costruito in questo modo. Ma so che se sono diventato la persona che sono ora, e il giocatore che sono diventato, è grazie a te. Mi hai sempre spinto a non dare mai niente di meno che il mio meglio ogni sera. Questo è ciò che ti aspettavi. Questo è ciò che ti meritavi. E spero che tu sappia che ho dedicato la mia vita a questo ogni volta che sono entrato sul campo dâallenamento o sul parquet dello United Center. Grazie a tutta lâorganizzazione dei Bulls, alla famiglia Reinsdorf per aver scommesso su di me nel 2011 e per avermi dato lâoccasione di giocare lo sport che amo per una franchigia del genere. Non dimenticherò mai la sensazione che ho provato quando sono stato scelto e quando ho giocato i miei primi minuti. Ă unâesperienza che non avrei voluto provare con nessunâaltra squadra e sono grato di averne avuto lâopportunitĂ . Chicago, ti amo. Grazie per aver accolto un ragazzino da Tomball come fossi uno di voi. Ora vado in una nuova casa e in una nuova organizzazione. Per fortuna con delle facce conosciute! PS⌠E PROBABILMENTE LA COSA PIĂ IMPORTANTE DI TUTTE! GRAZIE A TUTTI QUELLI DIETRO LâORGANIZZAZIONE CHE NON RICEVONO I RICONOSCIMENTI CHE SI MERITANO! VOOI TUTTI SIETE I VERI ALL-STAR!! Jimmy G. Buckets (@staceyking21)â
Niente contratto da oltre 200 milioni con i Bulls
Con la cessione, Jimmy Butler ha anche perso la possibilitĂ di firmare la Designated Veteran Player Exception che gli avrebbe permesso di incassare piĂš di 200 milioni di dollari in cinque anni nel 2019. Un contratto che evidentemente la dirigenza dei Bulls non voleva dargli, esattamente come successo nel corso della stagione ai Sacramento Kings con DeMarcus Cousins, preferendo iniziare a ricostruire da subito. ChissĂ , forse è anche per questo che il trainer di Butler Travelle Gaines dopo la notizia dello scambio si è scagliato sui social contro la dirigenza â anche se Jimmy ha dichiarato al Chicago Tribune di non sentirsi responsabile per quello che ha detto. Dal canto loro, il GM della squadra Jim Paxson ha dichiarato di essere âtotalmente in disaccordoâ con le parole di Gaines, definite come ânon professionali e che non avrebbe dovuto pronunciare. Abbiamo fatto quello che abbiamo ritenuto piĂš giusto: siamo sempre stati onesti con Jimmy quando ci siamo seduti e abbiamo parlato con lui [non nascondendo che potesse essere scambiato]â. Interrogato a riguardo, Butler ha confermato al Tribune di non essere deluso o sorpreso perchĂŠ sapeva che sarebbe successo qualcosa: âHanno scelto la strada che hanno scelto, non ne sono arrabbiato. Non erano convinti che fossi forte abbastanza, ma è ok. Per me fa giĂ parte del passato. Affronterò anche questo nello stesso modo in cui ho sempre fatto: lavorando per migliorare. E lo farò con la maglia dei Timberwolvesâ.
Gli stili differenti di Thibodeau e Hoiberg
A Minnesota Butler ritroverĂ lâallenatore che lo ha modellato e poi fatto diventare un All-Star, Tom Thibodeau. Ovviamente il nuovo numero 23 dei TâWolves ha avuto solo parole al miele per il suo nuovo/ex coach: âTutti sanno quello che penso di lui e quello che ha fatto per la mia carriera. SarĂ grandioso: lui è uno di quelli che vuole solo vincere, conosco il suo stile di gioco, so cosa vorrĂ da me e so che vorrĂ la stessa cosa da chiunque altro in squadra, ovverosia lavorare. Saremo davvero forti, ci credo sul serio. Saremo â o almeno lo spero â la squadra piĂš dura a scendere in campo ogni singola sera. Questa è una cosa su cui si può sempre fare affidamento, lâunica cosa che possiamo davvero controllare. Se riusciremo a farlo al massimo delle nostre capacitĂ , vinceremo diverse partiteâ. Butler ha anche sottolineato di essere uno che âama essere sfidato dai propri allenatoriâ, ovverosia quello che coach Fred Hoiberg a Chicago non è mai riuscito a fare con lui. Ciò nonostante, Butler non ha problemi con il suo ex allenatore: âLa gente può pensare quello che vuole, ma Fred aveva lo stesso mio obiettivo: voleva vincere. Ă vero, avevamo modi di fare differenti, ma non ho niente di brutto da dire su Fred, assolutamente. Forse non eravamo sulla stessa lunghezza dâonda su certe cose e un paio di situazioni potevano essere gestite in maniera diversa, ma come dissi al tempo e come ripeto ora, non rimpiango nulla. Non sono uno di quelli che si tiene tutto dentro: sono quello che sono, e so di non essere perfettoâ.
Quella trade con ClevelandâŚ
Per tutta la settimana Butler è anche stato in contatto con diversi giocatori (in particolare Kyrie Irving) e dirigenti dei Cleveland Cavaliers, che inizialmente volevano che spingesse per una trade verso i campioni della Eastern Conference. Voci confermate dallo stesso Butler: âLa cosa assurda è che stavo parlando con dei ragazzi per Cleveland, poi câerano tutti i rumors su Boston, Minnesota, Phoenix, e poi la sensazione che potessi rimanere a Chicago. Câerano cosĂŹ tante persone a dirmi cosa sarebbe potuto succedere che sono arrivato a un punto in cui ho smesso di prestarci attenzioneâ. Butler si era convinto cosĂŹ che sarebbe rimasto perchĂŠ il prezzo richiesto dai Bulls sembra essere troppo alto per chiunque, ma poi â proprio dopo una giornata a Parigi passata con lâamico Dwyane Wade, il quale ha esercitato lâopzione da 24 milioni per rimanere ai Bulls e giocare con Butler⌠â allâimprovviso tutto è cambiato. Lo scambio con i Cavs è saltato dopo il caos creatosi a Cleveland con lâaddio improvviso del GM David Griffin, che ha portato gli stessi membri dei Cavaliers a sconsigliare a Butler di spingere per uno scambio. Alla fine, tutto si è risolto con il colpo a sorpresa. Lâaccordo dei Bulls con Minnesota e il ritorno a due anni di distanza alla corte di coach Thibodeau: âAdesso lasciatemi essere un giocatore dei Tâwolves. Ă lâunica cosa a cui sto pensando. Voglio diventare un vincente, fare tutto il possibile per la mia nuova squadra e raggiungere assieme a loro gli obiettivi che mi sono prefissatoâ.