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02 novembre 2012

Sandy cancella la Maratona, non si correrà a New York

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Marcia indietro del sindaco Bloomberg dopo l'annuncio, in un primo momento, della disputa della gara. In seguito alle feroci critiche il primo cittadino ha così disposto l'annullamento della competizione

Nelle ultime ore è stato un crescendo esponenziale di polemiche e critiche e alla fine il sindaco di New York Michael Bloomberg ha ceduto: la maratona è stata cancellata. E' la prima volta nella storia. Domenica prossima, non si correrà. Le ferite inflitte alla città lunedi scorso dal devastante uragano Sandy sono ancora aperte, e alla fine ha prevalso la linea di chi ritiene che le energie debbano essere utilizzate per soccorrere chi ne ha bisogno, e sono ancora in tanti. Ancora poche ore fa Bloomberg aveva tentato di resistere, ricordando che il suo predecessore Rudolph Giuliani "dopo l'11 settembre prese la decisione giusta di far correre la maratona, per unire la gente". Ma allora erano passati due mesi e non neanche sei giorni, e quando Bloomberg ha confermato che si sarebbe corso molti hanno cominciato ad esprimere rabbia e frustrazione nel pensare di vedere decine di migliaia di persone correre per la città "con le macerie dell'uragano sullo sfondo".

E la rabbia è cresciuta quando 24 ore dopo il sindaco ha ribadito la sua decisione. Ma anche molti di coloro che si erano iscritti alla gara, ha scritto il New York Times, ritenevano che fosse di cattivo gusto correre lungo un percorso che, snodandosi nei cinque distretti della città, sarebbe passato accanto a migliaia di persone che soffrono per le distruzioni inflitte dalla forza della natura.

Continuando a crescere, anche quest'anno la maratona aveva fatto fatto registrare un nuovo record di presenze: al nastro di partenza erano infatti attesi oltre 47.000 atleti, per percorrere i 42,195 chilometri della gara, che risale al 1970, quando nacque in sordina, con soli 127 partecipanti. Da allora è divenuta una sorta di volano per l'economia della Grande Mela. Secondo un recente studio, l'evento genera per la città un giro d'affari del valore di oltre 340 milioni di dollari. Ed era anche questo uno degli aspetti che aveva sottolineato il sindaco. "E' un grande evento per New York", aveva affermato ieri, sottolineando che ci sono molte piccole aziende che dipendono da questa manifestazione. E inoltre, aveva aggiunto di credere che anche coloro che sono morti - 41 persone secondo un ultimo sondaggio - avrebbero voluto che si corresse, "per rafforzare l'economia e per far andare avanti la cità.

Ma molti critici hanno continuato ad insistere che non è il momento di distrarre forze di polizia, dei vigili del fuoco o dei servizi pubblici che in questi giorni sono impegnati nello sforzo di far ripartire la città e aiutare le persone in difficoltà. Mary Wittenberg, presidente della New York Road Runner (Nyrr), il comitato organizzatore, aveva affermato che erano stati elaborati piani di emergenza con il ricorso ad un maggior numero di ditte private per la gestione della gara per ridurre il peso sui servizi pubblici.

Anche gli atleti erano apparsi divisi. Meb Keflezighi, vincitore dell'edizione 2009, aveva affermato che la gara è "un evento positivo", perché "la città ha avuto molte inondazioni e vedere gente correre è l'esatto opposto". Mark Laatjes, campione del mondo di maratona a Stoccarda nel 1993, invece non ha dubbi: "Abbiamo visto un gente che ha perso tutto e in questo momento la città deve dedicarsi a chi ha bisogno di aiuto invece di usare per la corsa servizi essenziali". "Anche se la maratona non avrebbe distolto risorse dagli sforzi di soccorso, è chiaro che è diventata fonte di controversia e divisione - ha detto Bloomberg gettando la spugna -. La maratona ha sempre unito la città e ci ha ispirato con storie di coraggio e determinazione. Non vogliamo che siano gettate ombre sull'evento e sui suoi partecipanti e per questo abbiamo deciso di cancellarla".