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12 luglio 2013

Luna Rossa: dopo il ko tecnico a Oracle ora c'è Emirates

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AMERICA'S CUP 2013 . L'equipaggio di Prada, dopo avere incassato il verdetto favorevole della Giuria e avere regatato in solitaria giovedì , sarà di nuovo in acqua contro Team New Zealand. Una vittoria storica, le 37 nuove regole dovranno essere cancellate

La sentenza che non t'aspetti e che permette a Luna Rossa di vincere senza nemmeno avere ancora bagnato i due scafi del proprio maxi-catamarano. Quando tutti si aspettavano una sentenza destinata a favorire il defender della 34ma America's cup di vela, Bmw Oracle racing, in merito alla vertenza relativa alla modifica del regolamento iniziale proposto proprio dal team a stelle e strisce, la giuria internazionale ha deciso invece di dare ragione alla protesta presentata da italiani e neozelandesi, bocciando i punti introdotti dal direttore di regata, Iain Murray.

Il percorso d'esordio di Luna Rossa - Con un vento di 13 nodi nella baia di San Francisco, Chris Draper ha fatto percorrere all'argenteo AC72 di Prada le circa 12 miglia nautiche di percorso in 28 minuti e 58 secondi. Un tracciato leggermente più corto di quello effettuato da Emirates Team New Zealand (16 miglia) nelle regate di domenica e martedì. “E' stato bello, ma sono sicuro che siamo pronti a fare molto meglio” ha dichiarato poi, felice, lo skipper azzurro Max Sirena. Luna Rossa ha raggiunto una velocità massima di 36.13 nodi. Sabato è finalmente in programma la prima sfida a due contro Emirates Team New Zealand.

Il verdetto: norme improprie - L'organismo giudicante ha stabilito che le norme definite (impropriamente) "di sicurezza" erano in realtà uno stravolgimento delle regole di classe e quindi un'infrazione del Protocollo stesso della competizione velica. In altre parole, Oracle ha chiesto l'adozione di timoni più grandi e con alette regolabili, ma anche l'aumento pari a un quintale del peso della barca. Modifiche, queste, che guardacaso il team a stelle e strisce aveva già adottato per ridurre il divario dinamico e sostanziale con i 'kiwi'.

E ora 37 regole da cancellare
- Proprio nel giorno in cui il patron Patrizio Bertelli ha deciso di far regalare la sua elegantissima e sontuosa freccia d'argento, nella baia di San Francisco, in un match race-fantasma contro un inesistente multiscafo di nome Artemis, ecco la decisione. Il team italiano aveva annunciato che avrebbe preso il mare a prescindere dal verdetto della giuria, che peraltro è da considerare inappellabile. A questo punto, Murray sarà costretto a tornare dalla Coast guard statunitense e a dire che quelle 37 nuove regole "di sicurezza" dovranno essere modificate.

Perché la sentenza è storica - Una vittoria storica per Luna Rossa, ma anche per Emirates team New Zealand. I kiwi, così come gli italiani, non hanno progettato né realizzato i timoni che, invece - nel nome e per conto della sicurezza - Larry Ellison, Russel Coutts e Paul Cayard, quest'ultimo anima di Artemis, volevano introdurre, in realtà per avvantaggiarsi sulla Luna e sugli uomini di Grant Dalton. La giuria che era presieduta da David Tillett e composta da John Doerr, Josje Hofland, Graham McKenzie e Bryan Willis, ha pubblicato alle 11,15 in punto, le 20,15 in Italia, una sentenza-fiume, in cui punto per punto sono state smontate le tesi avanzare dal regatta director Murray.

Per Oracle primo colpo da ko - Quest'ultimo, sollecitato da Oracle, più che da Artemis, aveva modificato in 37 punti le regole di classe (ovvero di stazza, relative alla costruzione degli Ac72) e lo aveva fatto senza beneficiare del consenso unanime dei team in lizza nella Louis Vuitton cup, la competizione fra gli sfidanti del defender. Nella decisione si legge che "andranno applicate le regole di classe precedenti" e, pertanto, Luna Rossa con New Zealand andrà avanti, ma Oracle "non potrà utilizzare a settembre (per la sfida finale del trofeo, ndr) i timoni usati nell'ultimo mese di test". A questo punto tutto torna in gioco e Oracle incassa il primo colpo da ko.