Russia, è scandalo doping: 1000 atleti coinvolti

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Pubblicata la seconda e ultima parte del rapporto Wada che certifica il doping di stato in Russia. Coinvolti medagliati di Londra 2012 e Sochi 2014. Gli atleti avrebbero beneficiato degli aiuti a partire dal 2001, attraverso la manipolazione e lo scambio di provette. Il Cio: "Rifaremo i test sugli atleti russi"

Lo sport russo è nuovamente sotto accusa. Oltre mille atleti russi avrebbero beneficiato, a partire dal 2011, di un vero e proprio programma di doping di Stato durato quattro anni. E' quello che si legge nel secondo rapporto stilato dalla Wada (l'Agenzia mondiale anti-doping) presentato a Londra dal suo estensore, l'avvocato canadese Richard McLaren.

Stando alle rivelazioni, 1115 atleti hanno partecipato ad un vero e proprio programma di "doping di Stato mirato a una cospirazione istituzionale". Coinvolte 30 discipline (tra cui anche il calcio) "sia di sport invernali che estivi e anche relative ad atleti paralimpici". Tra gli oltre mille atleti coinvolti si parla con certezza di 12 medagliati alle Olimpiadi di Sochi 2014, ma vengono citati anche atleti saliti sul podio ai Giochi di Londra 2012. Comprovata anche come prassi abituale del sistema di doping di stato la manomissione delle provette: almeno 4 casi sono stati accertati in occasione dei Mondiali di atletica del 2013, mentre ai Mondiali di nuoto del 2015 si sarebbe verificato un caso di scambio di provette, sempre finalizzato a nascondere azioni illecite. 

Mosca minimizza - Nel rapporto McLaren sul doping di stato in Russia "per ora non c'è nulla di nuovo": è questa la prima risposta della Commissione Sport della Duma arrivata via twitter dal suo presidente Mikhail Degtiariov, "Migliaia di sportivi non identificati, delle lettere, qualche testimone". Il Ministero dello Sport di Mosca attraverso un comunicato successivamente aggiunge: "La Russia non ha un programma di doping di Stato ed è aperta alla collaborazione con gli organi internazionali anti-doping". "Il Cremlino", ha dichiarato il portavoce di Putin Dmitri Peskov, "sta studiando il rapporto".

La reazione della Iaaf - "E' tempo che questa manipolazione si fermi". Comincia in questo modo la nota pubblicata subito dopo le rivelazioni della Wada dalla Federatletica mondiale. La Iaaf, si legge, "ha lavorato in stretta collaborazione con McLaren e con la Wada e oltre la meta' (53%) degli atleti coinvolti nel rapporto sono già stati sanzionati o sottoposti a procedimento disciplinare. Anche tutto il resto avrà un seguito non appena le documentazioni delle indagini saranno disponibili". Il presidente della Iaaf, l'ex campione britannico Sebastian Coe, ha aggiunto che "la federazione internazionale è in prima linea nella lotta al doping fin dal 1928, quando la nostra è stata la prima federazione sportiva al mondo a mettere fuorilegge l'uso di sostanze proibite. Noi continueremo a fare i test antidoping, e le successive controanalisi, e a lavorare in modo collaborativo, chiedendo una giustizia rapida. Il lancio della nuova piattaforma di gestione dei controlli, denominata Athletics Integrity Unit ci aiuterà in questo impegno per garantire atleti puliti in tutto il mondo".

 

Il commento di Elena Isinbayeva, ex astista due volte campionessa olimpica