Sci di fondo, Mondiali: operazione antidoping a Seefeld, 9 arresti

Sci

Lia Capizzi

Operazione antidoping ai Mondiali di sci nordico di Seefeld. Nove persone arrestate: 3 allenatori, un medico e cinque atleti. Uno degli atleti sarebbe stato colto in flagrante mentre si "ripuliva" il sangue. L’inchiesta condotta dalla polizia austriaca e coordinata dalle autorità tedesche

AUTOTRASFUSIONE DI UN ARRESTATO: IL VIDEO CHOC

Spro-fondo doping. Le perquisizioni e gli arresti avvenuti oggi a Seefeld assumono una gravità maggiore proprio perché avvenuti durante una grande manifestazione internazionale. I tempi e i modi ricordano il blitz messo in atto durante le Olimpiadi di Torino 2006 quando una quarantina di carabinieri per quasi cinque ore setacciarono i ritiri delle nazionali, negli occhi di molti di noi tornano alla mente le immagini indegne delle sacche di sangue che volavano dalle finestre degli alloggi olimpici di San Sicario.
A distanza di 13 anni la spettacolare cittadina tirolese di Seefeld, dove sono in pieno svolgimento i Mondiali di sci nordico, è stata teatro della maggiore operazione contro il doping nello sci di fondo. Gli agenti della polizia giudiziaria della Confederazione austriaca hanno fatto irruzione in uno studio medico e nelle sedi dei ritiri di Austria, Estonia e Kazakhistan. Un atleta è stato addirittura beccato con le mani nella marmellata intento a ripulirsi il sangue con una autoemotrasfusione. Riuscire a doparsi, nel 2019, durante un Mondiale, sembra già pazzesco ad immaginarlo. Evidentemente la mente disonesta di chi se ne frega del pericolo, oppure prevale il senso di onnipotenza di riuscire a farla franca.

In totale nove persone sono state arrestate, tre allenatori, un medico e cinque atleti: 2 austriaci, un kazako e due estoni. I loro nomi sono stati ufficializzati dalla polizia austriaca in una conferenza stampa a Innsbruck anche se i sospetti erano diventati già evidenti alla partenza della odierna 15 km cross country maschile quando i cinque non si sono presentati al via, assenti ingiustificati. Stupisce l'arresto di Andreas Veerpalu, 24enne estone figlio del fuoriclasse Andrus  due volte campione olimpico (15 km a Salt Lake City 2002, 15 km a Torino 2006). In manette è finito anche suo il connazionale Karel Tammjarv (29 anni) insieme ai due austriaci Max Hauke e Dominik Baldauf, entrambi 26enni. Chiude la lista Alexey Poltoranin, il più competitivo tra gli arrestati, campione kazako di 31 anni con all’attivo sette vittorie in Coppa del Mondo e due bronzi mondiali (50 Km e sprint a squadre, Val di Fiemme 2013). Il blitz rientra nell’ambito di una indagine più ampia volta a smantellare una organizzazione criminale con sede in Germania, da qui la collaborazione tra le magistrature dei due Paesi. La mente della vasta rete di doping è identificata nel medico arrestato, un 40enne tedesco. L’inchiesta denominata “Operation Aderlass”, operazione salasso, ha preso le mosse da alcune rivelazioni di anni fa emerse da mondo del ciclismo, al centro delle accuse la figura del Dott. Mark Schmidt, ex medico della squadra ciclistica Gerolsteiner. A rivelare per primo le indiscrezioni del blitz è stato Hajo Seppelt, giornalista della Tv tedesca ADR, a capo di una eccellente task force giornalistica specializzata in inchieste sul doping. Proprio una sua inchiesta del 2015 portò alla luce lo scandalo del “doping di Stato” della Russia.

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