Sofia Goggia, la campionessa azzurra si racconta a Federico Buffa Talks su Sky Sport
DA NON PERDERELa campionessa olimpica di discesa libera è protagonista della nuova puntata del talk di Sky Sport e si racconta a Federico Buffa e al direttore Federico Ferri in un’intervista intensa e personale, in cui ripercorre il suo viaggio umano e sportivo, parlando di solitudine, gratitudine e consapevolezza, e rivelando come le difficoltà abbiano forgiato la donna e l’atleta che oggi guarda con determinazione al sogno di Milano-Cortina 2026. Guardala da 26 dicembre su Sky Sport, in streaming su NOW o cercala on-demand
La regina della velocità, Sofia Goggia, prima italiana a vincere una medaglia d’oro olimpica in discesa libera (ai Giochi invernali di Pyeongchang 2018), è l’ospite della nuova puntata di Federico Buffa talks, la produzione originale Sky Sport in onda da venerdì 26 dicembre (primo passaggio alle 19 su Sky Spor Uno), in streaming su Now e disponibile on-demand.
Dea dell’inafferrabile, con 4 coppe del mondo di specialità Sofia Goggia ha fatto della velocità la sua lingua madre. La sua storia è una sequenza di fratture, vittorie, ricadute e ritorni semi-impossibili, come l’argento olimpico del 2022, un miracolo costruito in 23 giorni. Già protagonista del docufilm targato Sky 23 giorni. Il miracolo di Sofia Goggia, sul suo prodigioso recupero dall’infortunio nel Super-G di Cortina fino all’argento olimpico di Pechino 2022, in questa lunga chiacchierata con Federico Buffa e Federico Ferri, Sofia racconta l’intero suo percorso di crescita personale e sportiva, dalle piste di Foppolo alla consacrazione internazionale rivestita di trionfi e medaglie, in un susseguirsi di cadute e rinascite, tenebre e luce, con una grande certezza: sono stati gli infortuni e le difficoltà a renderla la persona che è oggi, più matura e consapevole del proprio valore, grata per la vita che ha costruito. Una vera conquista, consolidata soprattutto dopo l’ultimo e terribile infortunio del 2024, la frattura di tibia e malleolo, che le aveva fatto temere seriamente di non poter più sciare.
Sofia Goggia e la 'gratitudine'
Federico Ferri: “Dopo l’ultimo infortunio hai avuto difficoltà a tirarti su, ed è stato un periodo in cui, penso, sia stato difficile anche parlarti, avere rapporti con te. Però ne sei venuta fuori con un concetto che mi ha fortemente colpito, la gratitudine”.
Sofia Goggia: "Io penso che le mie giornate migliori come atleta e come persone siano quelle in cui mi alzo e sento un senso di gratitudine profondo nei confronti della vita, per la possibilità che abbiamo di vivere e di poter fare la vita che vogliamo. C'è stato un momento in cui non riuscivo più a farlo, perché ero logorata da mille domande. Quando poi ho accettato l'infortunio, seppur con molta fatica, e ho visto che ne sarei potuta uscire, ho trovato la forza di abbandonare quell'ossessione che mi logorava interiormente nella testa e nel cuore e abbracciare la grazia che era conseguita dall'incidente".
Federico Buffa: "Di tutte le tantissime cose che hai lasciato sul percorso ce ne sono alcune che stimolano dei pensieri. Una è Sofia e la solitudine. Si intuisce che tu hai molti momenti in cui sei soltanto con te stessa. Alle volte mi viene da pensare che lei sappia stare da sola perché ha già vinto tante battaglie. Ci sono delle volte in cui hai vinto non solo il risultato sportivo ma sei stata anche soddisfatta di come alla fine sei venuta a capo di una situazione complessa, e quindi la tua solitudine è vissuta anche, come dire: me lo posso permettere".
Il sogno Milano-Cortina
Un punto fermo nella vita di Sofia è la dedizione al sogno olimpico, aspirazione che coltiva fin da bambina e che proverà a coronare di nuovo in uno dei suoi luoghi del cuore, in occasione dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026.
“Quando parlo di Cortina – ha detto Sofia Goggia - parlo di un'immagine che è indelebile nella mia testa, nel mio cuore e nella mia anima ed è quell'immagine dell'alba che sorge quando noi andiamo a fare la ricognizione con la vecchia seggiovia a tre posti. Prendiamo quella seggiovia quando il sole sorge da dietro e illumina di arancione le Tofane. E tu sali piano piano in questo silenzio che è quasi catartico e ti senti circondato dalla bellezza del creato. E quella per me è la poesia di Cortina, qualcosa di magico e trascendentale".