Auguri Celina Seghi, la campionessa di sci compie 100 anni

Sci
Giovanni Bruno

Giovanni Bruno

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Classe 1920, in carriera ha vinto 25 titoli italiani, una medaglia mondiale ed è stata l’unica donna capace di battere… Zeno Colò!

Quando si compiono gli anni si dice, come augurio,  “cento di questi giorni”. Beh, Celina Seghi li ha appena fatti. Celina Seghi, sciatrice, campionessa, abetonese doc. Stesso anno di nascita (1920) di un certo Zeno Colò: altro abetonese e altro supercampione, l’uomo dalla gambe di acciaio, supermedagliato olimpico e mondiale in discesa e gigante.

 

Celina no, non è così dura o rocciosa. A vederla ora è una classica e dolce vecchina con un meraviglioso sorriso stampato su di un piccolo e bel volto. Celina Seghi, ultima di otto figlie, fu registrata all’anagrafe dopo 48 ore perché nevicata talmente tanto all’Abetone che era impossibile uscire. Predestinata? Sicuro.

 

Allenata dal fratello Gino e bloccata dal conflitto bellico e dal consueto - per quegli anni - discriminante al femminile è riuscita a vincere molto: dalla prestigiosa K di diamante del trofeo Kandahar (il massimo per uno sciatore di quell’epoca) al bronzo in slalom del Mondiale di Aspen nel 1950. Solo quarti posti alle Olimpiadi di Sankt Moritz e Oslo.

 

Fortissima e di gran classe, riusciva anche a battere i maschi. Ed anche Zeno Colò, ai Mondiali del 41 a Cortina, mai omologati. Un rientro a casa trionfale per Celina, più mortificante per Zeno: tanto da trovare i ferri da maglia come regalo da suo padre, una beffa bella e buona.

Celina Seghi assieme a Zeno Colò
Celina Seghi assieme a Zeno Colò

25 volte campionessa italiana e 37 volte sul podio dimostrano quanto abbia fatto questa piccola pulce e peste delle foreste abetonesi. Abetone, montagna toscana di dura bellezza che ha dato i natali ad una generazione di campioni (se aggiungiamo a Colò e Celina anche Vittorio Chierroni).

 

Erano anni di privazioni dove per poter sciare si saliva a piedi lungo i pendii per poi provare l’ebbrezza della discesa con sci di legno che sembravano dei pali della luce. Ma erano anni anche di meravigliosa scoperta.

 

Celina ha sempre sciato, anche oltre gli 80 anni, facendo l’apripista per il trofeo Pinocchio, una grande manifestazione per giovani dove Celina diventava il simbolo di uno sci antico ma straordinario. Essere lo sci al femminile, ora che si celebra Federica Brignone o le tante altre campionesse di oggi. Fermiamoci un momento, blocchiamo la memoria e sfogliamo un album di ricordi che è lungo 100 anni.

 

Fatto di sci, neve, sorrisi e molto altro di una splendida e magnifica Signora dell’Abetone. Auguri Celina, da chi ti ha visto sciare.

Celina Seghi

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