Coronavirus, Goggia: "Ripartiremo, la mia Bergamo vincerà"

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La 27enne bergamasca, campionessa olimpica in discesa libera nel 2018, ha raccontato al "Corriere della Sera" le sue sensazioni sul difficile momento che sta vivendo la sua provincia e tutta l'Italia: "Ringrazio medici e infermieri. E' l'occasione di utilizzare al meglio il nostro tempo"

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La bergamasca Sofia Goggia affida al "Corriere della Sera" le sue riflessioni sul difficile momento vissuto dalla sua zona e da tutta l'Italia per l'emergenza coronavirus. La 27enne campionessa olimpica in discesa libera lo scorso anno ha le idee chiare: "Ognuno di noi può voltarsi indietro, fare un bilancio di quella che è stata la propria vita, utilizzare, insomma, questo tempo per guardarci dentro e conoscerci più a fondo. Il coronavirus è l’avversario peggiore che potesse capitarci perché invisibile, cosa impossibile da toccare ma che si insinua nelle nostre certezze, fino a toccare i nostri affetti più cari. Ma quanto sta capitando, soprattutto a Bergamo, così colpita nei morti e nei contagi, ci costringe forzatamente a frenare i motori delle nostre macchine". Goggia abituata a gareggiare a 120 km/h: "Io vado a questa velocità, siamo tutti abituati a vivere sempre a mille all’ora. E dobbiamo prendere spunto da questa vicenda per rallentare il ritmo. Trasformare ciò che limita in questi giorni le nostre libertà, deve diventare un’opportunità per svolgere cose e tenere atteggiamenti che magari in passato non siamo riusciti a considerare, perché trascinati dai ritmi quotidiani di una vita sempre più frenetica. E’ l’occasione di usare il tempo che ci tiene costretti in casa in maniera produttiva, occorre avere una ritualità e attuare una pianificazione di ciò che sarà il nostro immediato futuro". Importante gettare il cuore oltre l'ostacolo: "Ripartiremo solo quando sarà il momento e se tutto ciò sarà servito da lezione, come mi auguro, lo faremo in maniera diversa, forti del concetto di resilienza che è diverso da quello di resistenza. Significa trovare nella situazione negativa gli strumenti per riuscire a superarla e uscire rafforzati. Cerchiamo di utilizzare questo tempo in modo produttivo. Fondamentale rimanere a casa. Ripartiremo solo quando sarà il momento e se tutto ciò sarà servito da lezione, come mi auguro, lo faremo in maniera diversa, forti del concetto di resilienza che è diverso da quello di resistenza. Significa trovare nella situazione negativa gli strumenti per riuscire a superarla e uscire rafforzati. Cerchiamo di utilizzare questo tempo in modo produttivo". Inevitabile domanda sulla sofferenza della provincia di Bergamo, colpita fortemente dal contagio da coronavirus: "Le nostre strutture ospedaliere sono al collasso. Con l’esortazione alle donazioni a loro favore, voglio ringraziare i medici e gli infermieri che stanno dando il massimo per salvare vite. Mola mia diconio qui.  Sì, non molliamo! Sono sicura che quello che in queste drammatiche ore ci penalizza e spaventa diventerà la nostra forza". Un concetto espresso anche da Michela Moioli: "E’ stata bravissima. Michela si è mostrata una vera campionessa, perché ha disputato appena sei gare sulle dieci in calendario, e quando la distanza tra l’una e l’altra è notevole è difficile mantenere la concentrazione e rimanere al top della condizione. La vittoria di venerdì le ha liberato un grido di ribellione, soprattutto conoscendo le condizioni di salute del nonno. Mi si stringe il cuore al pensiero di quello che tanti anziani, in solitudine, stanno affrontando. Ma il nonno di Michela è bergamasco, con la tempra di sua nipote. Abituata a vincere. 

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