Alle 16 (diretta su Sky Sport Basket – canale 205 – e in streaming su NOW) la Turchia, unica squadra imbattuta del torneo insieme alla Germania, affronta la Polonia con in palio la semifinale di Eurobasket, traguardo che non raggiunge da quasi un quarto di secolo. E con Alperen Sengun come nuovo leader, i ragazzi allenati da Ergin Ataman ora hanno la possibilità di scrivere una pagina di storia per il basket turco
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Per rendere l’idea di quanto tempo è passato dall’ultima volta in cui la Turchia è arrivata alle fasi conclusive di un europeo, basta dire che allora i turchi perdevano, in casa, la finalissima contro quella che era ancora chiamata Yugoslavia, anche se di fatto la scissione, anche sportiva, con la Croazia era cosa fatta da ormai un decennio. Era il 2001 e la Turchia allora guidata in campo da Ibrahim Kutulay e Mehmet Okurveniva sconfitta da Dejan Bodiroga, Paja Stojakovic e compagni. Da allora, nel massimo torneo continentale, sono arrivate solo delusioni cocenti. Una lunga storia di passi falsi e eliminazioni precoci, spesso anche molto precoci, a cui ora potrebbe finalmente essere scritta la parola fine.
Una nuova Turchia a guida Sengun
Unica imbattuta fin qui insieme alla Germania, la Turchia è senza ombra di dubbio da considerare come una delle favorite alla vittoria finale. E il primo passo per provare a portare a termine l’impresa i ragazzi allenati da Ergin Ataman lo dovranno compiere oggi, quando alle 16 scenderanno in campo contro la non irresistibile Polonia per conquistare quella semifinale che manca appunto da quasi un quarto di secolo. E a trascinare i compagni sarà chiamato ancora una volta Alperen Sengun, leader conclamato di una nazionale che sulle sue spalle è tornata a sognare. La giovane stella degli Houston Rockets, 23 annicompiuti lo scorso luglio, sta viaggiando a 22 punti, 10.7 rimbalzi e 6.7 assist di media a partita nel torneo, e durante la fase a gruppi ha anche vinto lo scontro diretto contro un autentico totem come Nikola Jokic. Starà prima di tutto a lui, quindi, prendere per mano la squadra e trascinarla verso un traguardo che non sembra esagerato definire storico.