22 settembre 2017

Referendum Catalogna. Via dalla Spagna? Ecco come giocherebbe la sua Nazionale

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Le conseguenze dell'indipendenza catalana nel calcio? Barcellona fuori dalla Liga e la nascita di una nuova Nazionale, con in campo Piqué, Jordi Alba, Busquets e Fabregas. Una squadra che Guardiola sarebbe molto felice di allenare

LIGA, CLASSIFICA E RISULTATI

Il prossimo 1 ottobre potrebbe cambiare per sempre la storia della Spagna. Con conseguenze in tutti gli ambiti, sport compreso. La Catalogna, una delle comunità autonome in cui è suddivisa la nazione, ha indetto per quel giorno un referendum sull’indipendenza dallo stato centrale. Una consultazione popolare che il Governo di Madrid, molte forze di opposizione e il tribunale costituzionale considerano illegale, perché sarebbe contraria alla costituzione. Su richiesta della procura, mercoledì scorso la Guardia civile spagnola è entrata in diversi edifici governativi catalani a Barcellona: ha sequestrato del materiale pronto per essere usato al referendum e ha arrestato 14 persone legate al governo locale.  La reazione è stata durissima: «I cittadini sono convocati l’1 ottobre per difendere la democrazia da un regime repressivo e intimidatorio», è il contenuto di uno dei tweet postati dall’account del Governo catalano. Anche la squadra di calcio del Barcellona, considerata l’esercito disarmato della Catalogna, orgoglio e simbolo non solo sportivo di quella gente, non è rimasta in silenzio. “Il Barcellona FC, restando fedele al suo storico impegno in difesa della nazione, della democrazia, della libertà di espressione e del principio di autodeterminazione, condanna ogni atto che può impedire l’esercizio di questi diritti”.

Addio al Clasico?

Ma cosa succederebbe nel mondo del calcio se il referendum si svolgesse e sancisse l’indipendenza della Catalogna? Innanzitutto, le squadre catalane dovrebbero abbandonare la Liga. Attualmente sono 3: oltre al Barcellona, l’Espanyol (storicamente meno legata alla causa indipendentista) e il Girona. Un’eventualità che farebbe perdere molto appeal al campionato spagnolo, privato della rivalità tra Barcellona e Real Madrid. Ma indebolita ne uscirebbe anche la Nazionale, che senza i catalani difficilmente sarebbe stata in grado di vincere due Europei e un Mondiale tra il 2008 e il 2012. La Nazionale catalana, in realtà, esiste già. Fece il suo debutto nel lontano 1904 e dopo un lungo periodo di oblio è tornata in vita. Dal dicembre 1997, ogni anno, nel periodo natalizio i migliori giocatori nati in Catalogna si riuniscono per sfidare in amichevole un’altra Nazionale, anche non riconosciuta dalla Fifa, come quella dei Paesi Baschi. Dal 2009 al 2013 ad allenarli c’era Johan Cruijff – che chiamò suo figlio Jordi in onore di San Giorgio, patrono della Catalogna. L’ultima amichevole risale al dicembre 2016, quando capitan Xavi guidò i suoi contro la Tunisia: dopo il 3-3 dei tempi regolamentari, la nazionale nordafricana prevalse ai rigori.

Come giocherebbe oggi

Una difesa solida e ricca di alternative, un centrocampo di altissimo livello e un buon attacco. La Nazionale di calcio della Catalogna sarebbe una formazione difficile da affrontare per chiunque. In porta Kiko Casilla, numero 12 del Real Madrid. Linea difensiva interamente composta da prodotti della cantera del Barcellona: Sergi Roberto, Piqué, Bartra (oggi al Borussia Dortmund) e Jordi Alba. Possibili altre opzioni sulla fascia destra: Aleix Vidal e il terzino del Sassuolo, in prestito dalla Juventus, Pol Lirola. In mezzo al campo altri prodotti del vivaio blaugrana: Sergi Busquets, Fabregas e il buon vecchio Xavi, che oggi gioca in Qatar (con Sergi Samper del Las Palmas pronto a raccogliere il testimone). In attacco due ex Milan, il blaugrana Deulofeu e Bojan Krkic dell’Alaves, a supporto di Jonathan Soriano, che dopo essere diventato il miglior marcatore della storia del Salisburgo, adesso segna con continuità in Cina, nel Beijing Guoan. Allenatore? Ovviamente Pep Guardiola. Uno che, in un’intervista di qualche anno fa, ritenne di doversi giustificare per aver militato con le Furie Rosse: “Le leggi ci dicevano di dover giocare con la Nazionale spagnola perché quella catalana non è legittimata a giocare competizioni internazionali. Io giocavo nella Liga spagnola, mi convocavano e dovevo rispondere".

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