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14 marzo 2013

Bye bye Champions, la Premier saluta l'Europa dei campioni

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La squadra di Alex Ferguson non ha raggiunto per la seconda stagione consecutiva i quarti di finale di Champions League (getty)

Con l'eliminazione dell'Arsenal e del Manchester United , per la prima volta dopo 17 anni nei quarti non ci saranno squadre inglesi. Ecco come il campionato più ricco del mondo ha perso le sue rappresentanti

di Roberto Brambilla

La finale della Champions League 2012-2013 si giocherà il 25 maggio a Wembley, ma non parlerà inglese. Per la prima volta dalla stagione 1995-1996, infatti, una squadra di Premier League non giocherà i quarti di finale. Diciassette anni e un'epoca calcistica dopo i Blackburn Rovers, capaci di arrivare ultimi ed essere eliminati nel loro girone di Champions League

In tre lustri la Premier League è diventato il campionato più ricco e importante del mondo e i club inglesi hanno conquistato quattro titoli europei (2 Manchester United, 1 Chelsea e 1 Liverpool), cinque volte sono stati finalisti perdenti e nel 2007-2008 a Mosca hanno dato vita a una finale tutta made in England. Ecco come le squadre di Premier hanno salutato la "Coppa delle grandi orecchie".

Debacle Manchester City – Dopo la Premier League la dirigenza dei Citizens di Roberto Mancini voleva vincere la Champions League. O almeno provarci. Ma il tecnico di Jesi e i suoi ragazzi hanno dimostrato l'allergia alle Coppe europee. Dopo l'eliminazione nella fase a gironi nel 2011-2012, in questa stagione hanno fatto anche peggio, “aiutati” dal girone di ferro con Real Madrid, Borussia Dortmund e Ajax. Tre punti, zero vittorie e ultimo posto in classifica, senza neppure la “consolazione” dell'Europa League. Con un gioco che latita, molte disattenzioni e una partita, quella all'esordio contro il Real Madrid buttata nel cestino.

Chelsea, ritorno alla realtà – Dopo la sbornia di emozioni del titolo europeo i Blues sono tornati con i piedi per terra. I londinesi, senza un vero “ariete” dopo la partenza di Drogba, erano inseriti nel gruppo con Juventus e Shaktar Donetsk e in piena corsa fino alla quinta giornata, quando a Torino caddero 3-0 sotto i colpi di Quagliarella,Vidal e Giovinco. Esonero per Roberto Di Matteo ed eliminazione, in virtù degli scontri diretti con lo Shaktar, la prima nella fase a gironi per la squadra campioni uscente. Fuori per un soffio, ma con merito. Squadra stanca, disattenta, orfana di Drogba e dello “spirito” di Monaco con cui i Blues avevano conquistato l'Europa.

United, eliminazione inaspettata – Era insieme al Real Madrid, al Barcellona e al Bayern Monaco la favorita per la vittoria finale, soprattutto dopo l'inizio di stagione, in Inghilterra e in Europa. Testa solitaria in Premier e girone (facile) di Champions League superato senza eccessivi patemi. Agli ottavi ha incrociato il Real Madrid ed è stato eliminato dalla bravura di Mourinho e Ronaldo, da qualche scelta discutibile di Ferguson (nel ritorno fuori Rooney per Wellbeck) e da un paio di decisioni dell'arbitro Cakir, che sull'1-0 per i Red Devils ha espulso Nani, lasciando i Red Devils con l'uomo in meno per l'ultima mezz'ora.

Arsenal, fine di un ciclo? - Arsene Wenger non vede l'ora che la stagione finisca. Fuori dalla Fa Cup (0-1 dal Blackburn), lontano dal titolo in Premier League, i Gunners avevano superato abbastanza agevolmente il proprio girone di Champions League, cedendo il secondo posto ai tedeschi dello Schalke 04. La squadra era sembrata l'ombra di quella meravigliosa di qualche anno fa. I nuovi innesti non hanno convinto (Giroud e Podolski su tutti) e alla prima prova di livello hanno ceduto. Anche se con onore. All'andata il Bayern Monaco di Heynckes ha impartito agli inglesi una serie lezione all'Emirates Stadium (1-3) ma ha rischiato grosso al ritorno (0-2 per i Gunners) .