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15 maggio 2019

Atalanta-Lazio, le chiavi tattiche della finale di Coppa Italia

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La squadra di Gasperini ha vinto entrambe le partite giocate in campionato contro i biancocelesti. In una finale, però, i precedenti contano poco e anche i temi tattici potrebbero essere diversi da quelli visti in campionato

ATALANTA-LAZIO LIVE

Non è semplice trarre indicazioni per la finale di Coppa Italia dalle partite tra Atalanta e Lazio giocate in campionato. I due precedenti stagionali sono stati match particolari, indirizzati a favore dei nerazzurri da episodi un po' accidentali, forzati però dall'atteggiamento proattivo degli uomini di Gasperini, con il pallone all'andata e senza il pallone al ritorno.

A dicembre la classica occupazione nerazzurra del campo in ampiezza aveva mandato in confusione la difesa di Inzaghi: dopo nemmeno un minuto Gosens aveva crossato, al solito, verso il secondo palo, dove Ilicic occupava lo spazio alle spalle di Radu. Il rumeno, preoccupato e in affanno, aveva respinto male e aveva propiziato il gol di Zapata. L'Atalanta aveva quindi deciso di abbassare il baricentro, con Freuler che restava a centrocampo su Parolo e i difensori che quindi non dovevano scalare in avanti e restavano in superiorità numerica contro le punte biancocelesti: i padroni di casa avevano costruito la vittoria a partire dai problemi in fase di attacco posizionale della Lazio.

Per l'Atalanta quella d'andata in campionato fu una gara atipica, senza il classico pressing alto. Anche al ritorno all'Olimpico Gasperini non ha impostato un'aggressione esasperata: individuato, come all'andata, in Wallace il punto debole della costruzione bassa biancoceleste, i bergamaschi bloccavano tutte le linee di passaggio al brasiliano, pressato solo in un secondo momento da Freuler, che dovendosi alzare da centrocampo, lasciava a Wallace l'opportunità di scegliere il passaggio. In alcune occasioni il difensore ha giocato verso il centro, sul compagno con l'uomo dietro; nel secondo tempo, poi, una palla in verticale è finita sui piedi di Gomez, che ha servito a Castagne l'assist per il gol che ha inclinato la partita e ha costretto Wallace a giocare sotto i fischi dei suoi stessi tifosi.

L'altezza dell'Atalanta, i cambi della Lazio

Insomma, non sarebbe una sorpresa se Gasperini decidesse di abbassare di qualche metro il blocco, come fatto in campionato, con i tornanti già alti sugli esterni laziali per invitare i difensori a giocare verso il centro, la zona in cui punta a recuperare palla con i duelli individuali, e attaccare il terzetto di centrali in campo aperto. La Lazio probabilmente schiererà uomini diversi non solo nel reparto arretrato: accanto all'intoccabile Acerbi dovrebbero prendere posto Luiz Felipe a destra e Radu a sinistra, in mediana Milinkovic potrebbe insidiare Parolo, mentre davanti Correa sembra favorito su Caicedo per affiancare Immobile.

In ogni caso le marcature atalantine potrebbero essere simili a quelle del campionato: il Papu subito a bloccare Lucas Leiva, Ilicic sul centrale di sinistra, Zapata su Acerbi e Freuler pronto a scattare verso il centrale di destra. Scontati gli accoppiamenti tra gli esterni. Più dietro, de Roon prenderebbe la mezzala destra, mentre i centrali si dividerebbero le punte e Luis Alberto, interno sinistro di centrocampo. Più delle singole marcature, però, sarà interessante osservare a che altezza attiverà il pressing l'Atalanta. Se toccherà a Freuler occuparsi del centrale di sinistra, sarà lui con le sue scalate l'ago della bilancia. Lo svizzero probabilmente non giocherà una partita conservativa come all'andata, in cui non ha quasi mai pressato il difensore, potrebbe però aggredire con qualche istante di anticipo il primo possesso rispetto al ritorno, per alzare il baricentro e provare a mettere da subito in una situazione scomoda la Lazio. L'assenza di Milinkovic inoltre potrebbe rassicurare il pressing atalantino: senza la possibilità di alzare il pallone sul serbo, per i biancocelesti sarebbe ancora più difficile far uscire in maniera pulita il pallone dalla difesa.

In ogni caso, non sarebbe strano pensare a una diversa interpretazione del pressing da parte degli uomini di Gasperini a seconda del contesto della gara. È una gara secca, in cui l'aspetto emotivo potrebbe prendere il sopravvento e in cui i nerazzurri dovranno leggere i singoli episodi in maniera diversa rispetto al campionato: all'inizio i palloni recuperati in alto inietterebbero entusiasmo, ma potrebbero non mancare momenti in cui abbassare il blocco.

La connessione tra il Papu e Ilicic

La scelta di Freuler in uscita sul difensore è la più probabile, visti i trascorsi in campionato, ma non sembrerebbe essere la più logica: con un attacco di tre uomini, Gomez, Zapata e Ilicic, sarebbe naturale mandare le punte in pressione in parità numerica sui centrali. Se però Gasperini ha deciso, in passato, di far rimanere il Papu al centro su Leiva, probabilmente è anche per i risvolti offensivi della scelta. Mai come quest'anno l'argentino sta giocando da regista offensivo, a suo agio anche in zone centrali. Le nuove mansioni, lontane dalla fascia sinistra, lo hanno avvicinato sempre di più a Ilicic, rafforzando la connessione tra i due. Recuperare palla in zona centrale con gli ex protagonisti del derby di Sicilia fianco a fianco significa farli interagire da subito e creare, anche in transizione, combinazioni offensive di qualità superiore.

Ilicic ormai terrorizza gli allenatori avversari, non c'è più nessuno in Italia che si azzardi a lasciare il difensore della sua zona in uno contro uno con lo sloveno e i suoi dribbling da incantatore di serpenti. Sul numero 72 dell'Atalanta ci sono sempre almeno due uomini: ciò significa che almeno un avversario è portato fuori zona, e quindi si aprono spazi appetitosi per un giocatore raffinato nella lettura degli spazi come Gomez. Si è visto anche nel match dell'Olimpico, una partita in cui forse l'Atalanta non ha dato il meglio dal punto di vista offensivo, ma in cui ha regalato un paio di duetti davvero in grado di decidere la contesa. Nella trequarti laziale, a controllare lo sloveno rimanevano Luis Alberto e Bastos, in uscita dalla difesa. Il Papu captava lo spazio liberato dalla salita dell'angolano, si muoveva in anticipo rispetto a Leiva e dettava il passaggio in quella tasca di campo a Ilicic. Difendere contemporaneamente un giocatore capace di far passare ovunque il pallone e uno altrettanto talentuoso nella ricerca della posizione, nel primo controllo e nel dribbling fronte alla porta è davvero difficile.

alejandro gomez, lazio atalanta

Bastos si alza per aiutare Luis Alberto contro Ilicic. In questo modo scopre lo spazio dietro di sé. Gomez è pronto a occuparlo muovendosi prima di Leiva.

josip ilicic, alejandro gomez, lazio atalanta

Ilicic scopre il pallone in maniera impercettibile e lo fa passare nella strettoia tra i due avversari.

alejandro gomez, lazio atalanta

Acerbi riesce ad accorciare bene, ma Gomez è veloce e preciso nel primo controllo. Orienta il pallone verso l'area e si ricava lo spazio per il tiro incrociato.

La Lazio preferisce difendere con un blocco medio-basso, ma l'Atalanta ha una gran varietà di soluzioni collettive e individuali se pianta le tende sulla trequarti. Inzaghi dovrà capire come inaridire la connessione tra Ilicic e il Papu – magari con una marcatura più severa di Leiva sull'argentino, o con le uscite di Acerbi – e contemporaneamente non dovrà dimenticarsi degli scambi di posizione con i terzi centrali, i mediani e gli esterni.

I rischi da assumere in fase difensiva e le variabili offensive della Lazio

I biancocelesti con tutta probabilità sceglieranno di adottare un blocco medio, attivando la pressione solo quando gli avversari finiscono sulle fasce. Le scalate però dovranno essere precise al millimetro, specie sulla fascia sinistra dell'Atalanta. Ce lo insegna la gara d'andata in campionato: i biancocelesti hanno sofferto i tagli interno-esterno di Zapata verso quel lato. Se Gosens o Castagne hanno il tempo di alzare la testa, allora possono servire il colombiano in profondità, per attivare gli isolamenti di Zapata, che riesce spesso ad avere la meglio grazie alla combinazione di fisico e velocità di cui dispone. Anche se non sempre può attaccare direttamente la porta, con i suoi isolamenti Zapata dà quantomeno il tempo ai compagni di occupare l'ultimo terzo di campo.

Ovviamente ci vorrà precisione nelle scalate anche sul lato opposto, per evitare di isolare Ilicic contro il centrale di zona. Gli scivolamenti laziali dovranno costringere gli attaccanti nerazzurri, soprattutto Ilicic e Zapata, a ricevere già con l'uomo addosso e alle spalle: negare gli uno contro uno frontali significa negare i dribbling, spesso decisivi per le sorti dell'attacco atalantino.

Dal punto di vista offensivo invece molto dipenderà dalla scelta degli uomini. La Lazio punta sul talento individuale, ovviamente inserito in un contesto che esalti le diverse caratteristiche dei giocatori. Se ad esempio dovesse giocare Caicedo, si potrebbe sfruttare la sua abilità spalle alla porta innescandolo con rasoterra verticali: un buon modo per evitare la pressione della squadra di Gasperini, tra le migliori in Italia se si tratta di costringere l'avversario a giocare di spalle.

Da più parti si segnala Correa titolare, un giocatore abilissimo a saltare l'uomo anche nello stretto che con i suoi dribbling potrebbe far cadere come tessere di un domino le marcature di Gasperini. L'argentino però è un giocatore centripeto, che ama condurre verso l'interno per avvicinarsi ai compagni e triangolare. Inclinazione che ha ridato smalto alle combinazioni offensive della Lazio, ma che rischia di esaltare la tattica difensiva dell'Atalanta. Contro le marcature a uomo è sempre meglio allargare il campo.

Altro ballottaggio importante è quello tra Milinkovic e Parolo. Il serbo garantisce più qualità palla al piede e nel fraseggio nello stretto ed è un appoggio sicuro se la Lazio è costretta ad alzare il pallone. Parolo ha però una capacità di attaccare la porta senza palla che può essere perfetta per manipolare le marcature bergamasche e per rendere la squadra meno statica quando attacca. La Lazio spesso occupa la trequarti con molti uomini, con gli esterni alti e larghi, ma i giocatori non si muovono molto per disordinare la difesa. Luis Alberto rischia di ritrovarsi per molto tempo col pallone tra i piedi senza avere soluzioni. Si potrebbe allora sfruttare il gran numero di giocatori offensivi per tenere occupata la linea arretrata atalantina. Parolo quindi si potrebbe inserire alle spalle dei difensori, impegnati a marcare gli uomini di riferimento. In alternativa, la sua presenza in area servirebbe a far stringere la difesa nerazzurra, in particolare la posizione di Castagne o Gosens: la coperta diventerebbe corta e si libererebbe spazio alle loro spalle per l'inserimento dell'esterno sul cross verso il lato cieco.

luis alberto, ciro immobile, lazio atalanta

La staticità dell'attacco posizionale della Lazio: Luis Alberto deve prendersi il pallone dai piedi di Immobile. Tutti i compagni aspettano fermi sul limite dell'area.

luis alberto, marco parolo, lazio atalanta

Tutti i difensori dell'Atalanta sono però impegnati con una marcatura. Parolo si inserisce alle spalle di Masiello. Freuler, che si era abbassato per seguirlo, fatica ad assorbire un taglio così profondo. La palla di Luis Alberto è precisa, ma lo svizzero riesce a sporcarla con la punta del piede.

adam marusic, lazio atalanta

Un'altra situazione in cui Parolo si muove oltre la linea difensiva dell'Atalanta. Col movimento costringe Castagne a occuparsi di lui e non di Romulo alle sue spalle. Marusic potrebbe crossare verso il brasiliano sul secondo palo, ma il traversone non è molto preciso.

Lazio e Atalanta non partivano favorite alla vigilia del torneo. Se la sono giocata senza timori reverenziali anche contro avversari più forti. Gasperini e Inzaghi non hanno molto in comune, ma entrambi, seppur con presupposti diversi, sono tra i migliori in Italia a mettere a proprio agio i giocatori più talentuosi. Di calciatori divertenti da osservare in campo ce ne saranno tanti: si spera che, nonostante il trofeo in palio, entrambe le squadra giochino senza paura.

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