Calcio femminile, Nuova Zelanda-Italia 0-3: "Ora la maturità contro la Germania"

Calcio femminile
Martina Angelini

Martina Angelini

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Le ragazze di Milena Bertolini hanno raggiunto la finale all'Algarve Cup, torneo a cui le Azzurre non erano invitate da 12 anni. Una partita di grande qualità ha permesso di battere le neozelandesi (fino a qualche anno fa superiori) e a regalarsi un posto in finale. E ora l'esame con le tedesche per testare quanto il nostro calcio femminile stia colmando il gap contro le superpotenze mondiali

Chissà cosa stanno pensando gli organizzatori dell’Algarve Cup, che per 12 anni hanno deciso di non invitare l’Italia a partecipare al loro torneo. Un’Italia che non solo ha raggiunto la finale, ma lo ha fatto giocando contro la Nuova Zelanda una delle partite più belle degli ultimi anni. Il Mondiale ha regalato alle Azzurre una consapevolezza tutta nuova, quella di essere una squadra non solo di carattere, ma anche che ha nelle gambe la qualità per far male ad avversarie fino a qualche anno fa superiori. La Nuova Zelanda è una rivale tosta, che viene da un periodo negativo a causa del ricambio generazionale, ma che meno di un anno fa ha battuto l’Inghilterra e che ha in rosa calciatrici che giocano o hanno giocato nei club più importanti del Mondo. Qualche esempio? Il capitano Ali Riley è compagna di Marta ad Orlando, Ria Percival è al Tottenham ma nel 2012 ha giocato una finale di Champions con il Francoforte, o Rosie White, che a Seattle divide il campo con una certa Megan Rapinoe. Le azzurre forse non hanno esperienza in campionati professionistici o non hanno ancora giocato finali di Champions League, ma ieri hanno espresso un calcio di grande qualità e non hanno ceduto di un millimetro di fronte ad una squadra fisica e molto aggressiva. Ormai parlando delle Azzurre l’espressione più usata è “non hanno avuto paura”. Si tratta di un concetto semplice, ma che racchiude la certezza di avere finalmente fatto il salto di qualità che il movimento si aspettava da anni, soprattutto dal punto di vista della mentalità.

Mercoledì l'esame di maturità contro la Germania

Milena Bertolini contro la Nuova Zelanda ha schierato giocatrici che da qualche stagione si allenano da professioniste, ma anche giovani esordienti come Marta Mascarello, che ha giocato con la cattiveria di una veterana. La CT ha il merito di tenere tutte sulla corda, facendole sentire importanti e pronte in qualunque momento. Ne sa qualcosa Katja Schroffenegger, tornata titolare in maglia azzurra dopo molto tempo e che ieri, allo scadere del primo tempo, ha parato il rigore che avrebbe mandato le squadre al riposo sull’1-1. Mercoledì in finale ci aspetta l’esame di maturità contro la Germania, un’avversaria capace dal 1995 al 2013 di vincere 6 Europei e 2 Mondiali, che ci aiuterà molto a capire il livello raggiungo dal nostro calcio. L’obiettivo principale sarà proprio questo, testare quanto il nostro calcio stia colmando il gap contro le superpotenze del calcio femminile mondiale e perché no, convincere ancora di più gli organizzatori che l’Italia ha davvero meritato questo invito in Portogallo.

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