Euro 2022, l'Italia tiene testa alla Danimarca: 0-0

Calcio femminile

Gaia Brunelli

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Ottima prova delle azzurre contro la Nazionale danese vice campione d'Europa, nel match di qualificazione ad Euro 2022: soffrono e ripartono con l'attenzione della grande squadra, chiudendo con un prezioso pareggio

È un'Italia matura che dimostra di aver imparato dai propri errori: troppo spavalda all'andata, giustamente umile al ritorno. Il pareggio contro la Danimarca, vice campione d’Europa, è un risultato straordinario e dà ottime possibilità alle nostre azzurre di evitare i temibili playoff per raggiungere all'Europeo le già qualificate Inghilterra, Francia, Norvegia, Svezia, Olanda, Germania e Danimarca, che è certa della partecipazione dopo la vittoria dell'andata appunto. Le variabili per entrare nei tre posti disponibili da migliori seconde dei gironi sono ancora svariate: le azzurre devono vincere la sfida da recuperare contro Israele e poi attendere i risultati delle altre 7 Nazionali in corsa per quegli stessi tre posti vacanti che portano a Inghilterra 2021.

Bertolini sceglie una formazione inedita

La strada per l'atteggiamento migliore la indica fin da subito la ct Milena Bertolini, che cambia e non poco rispetto all'1-3 subito a Empoli dalle danesi. Le azzurre, infatti, scendono in campo con un inedito 3-5-1-1, molto compatto che tende a valorizzare la velocità sugli esterni e le ripartenze centrali. Laura Fusetti, Sara Gama (che torna dopo 3 mesi di stop) ed Elisa Bartoli sono le tre centrali difensive, chiamate a chiudere ogni possibile traiettoria anche quelle che al mondo paiono impossibili ma non a Pernille Harder, attaccante del Chelsea (prelevata in estate dal Wolfsburg per la cifra record di 350 mila euro, acquisto più costoso nella storia del calcio femminile), eletta per il secondo anno consecutivo miglior giocatrice dell’anno dalla Uefa. Senza Alia Guagni, costretta a restare in Italia per strascichi dovuti al Covid e senza Lisa Boattin non al meglio, Bertolini a sinistra schiera Barbara Bonansea e a destra Valentina Bergamaschi, che fa la quinta anche nel sistema di gioco adottato da Maurizio Ganz al Milan. La bravura di Milena Bertolini è stata proprio questa: saper sfruttare le condizioni migliori a livello atletico e di gioco delle giocatrici osservando con attenzione le partite di Serie A. In mezzo al campo, infatti, titolarissima Arianna Caruso, che alla Juventus sta vivendo una stagione strepitosa con 5 gol in 8 partite giocate, insieme alle altre bianconere Aurora Galli e Valentina Cernoia. Davanti unica punta Valentina Giacinti, in questo momento senza dubbio l'attaccante italiana più in forma del campionato, che con la sua velocità garantisce profondità e toglie punti di riferimento alla difesa danese. A sostenerla Manuela Giugliano, che è la giocatrice che varia il suo gioco più delle altre rispetto all'andata quando era posizionata da vertice basso del centrocampo. 

Primo tempo: Bonansea e Giacinti tra le protagoniste

Con un atteggiamento tattico differente che garantisce un maggior equilibrio, la partita nel primo tempo finisce sullo 0 -0 con un salvataggio sulla linea di Bonansea, un gol giustamente annullato a Troelsgaard per fuorigioco di Madsen che era chiaramente in posizione influente e con la migliore occasione azzurra che capita sulla testa di Giacinti servita in area da Bergamaschi. L'attaccante rossonera non riesce però a dare potenza alla conclusione.

Secondo tempo: Giuliani strepitosa

Nel secondo tempo la Danimarca spinge e inizia a vincere qualche duello in più in tutte le parti del campo, ma le azzurre stringono i denti e si difendono strenuamente, anche con una bella dose di fortuna, va detto. Laura Giuliani è strepitosa a togliere dall'angolino una conclusione di Madsen, così come Bartoli a salvare un'occasione danese sulla linea di porta, mentre Pernille Harder dimostra di essere di un altro livello e calciando con il sinistro (non è il suo piede, per intenderci…) prende la traversa con annesso gol "fantasma" vista l'assenza della goal line Technology. In campo anche Girelli e Rosucci, con le azzurre che si stringono, si compattano e ripartono. È Bonansea ad avere la grande occasione dopo un pallone recuperato da Giugliano e servito a Giacinti in profondità: l'assist per la bianconera è perfetto, ma l'eroina della sfida mondiale contro l'Australia arriva un po' stanca alla conclusione e non riesce a superare Christensen. Nel finale entra anche Sofia Cantore al posto di una stanchissima Giacinti. Il pareggio come detto è un ottimo risultato, per l'Italia all'Europeo ancora nulla è deciso, ma di sicuro c'è una consapevolezza ritrovata e una fiducia nuova di un gruppo solido e compatto, capace di soffrire e ripartire con l'attenzione della grande squadra.

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