Futuro del calcio femminile, Sara Gama: "Professionismo e investimenti per sport di base"

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Il calcio femminile (“Giovinette- Le calciatrici contro il fascismo”) è al centro della nuova puntata de “L’uomo della Domenica”, in onda dal 22 gennaio sui canali Sky Sport e disponibile on demand. Il passato e soprattutto il futuro è raccontato da Sara Gama, capitano della Juve e della Nazionale e una delle donne-simbolo del movimento

Sara Gama, classe 1989 è tante cose. In primis un difensore, della Juventus e della Nazionale italiana. Poi è il capitano, del suo club e delle Azzurre. Ma l’impegno non è solo in campo, perché la ragazza di Trieste è anche tra le prime ad essersi spese per il calcio femminile: è infatti dal 2018 consigliere della FIGC e da pochi mesi anche vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori, prima donna della storia a ricoprire questo incaricoE Sara Gama è tra le protagoniste di “Giovinette”, la nuova puntata de “L’uomo della domenica” di Giorgio Porrà che rievoca la fase pionieristica del calcio femminile. In onda a partire dal 22 gennaio sui canali Sky Sport e disponibile on demand.

 

Il calcio femminile- soprattutto in Italia- è stato riconosciuto e celebrato soprattutto grazie al mondiale francese. Dopo anni di impegno e sacrifici lontano dai riflettori è arrivata la ribalta mediatica. “Per noi il Mondiale di Francia è stato importante non per i riflettori, quelli sono stati una conseguenza che ovviamente ci ha fatto molto piacere. Ma il nostro grande obiettivo era andare a un Mondiale dopo vent’anni. Abbiamo fatto una grande percorso e siamo andate lì togliendoci grandi soddisfazioni. E’ chiaro che poi il supporto del pubblico ci ha aiutate ad arrivare fino ai quarti: è stato un valore aggiunto che si è manifestato lì. Noi sinceramente non sapevamo che impatto avrebbe avuto in Italia, quindi siamo state davvero molto contente. Il Mondiale -siega la Gama- è stato per noi un punto di arrivo, oltre che un punto di partenza per il futuro. Il percorso è iniziato nel 2015 e sono stati quattro anni molto intensi che hanno visto mutare profondamente quello che è il calcio femminile in Italia con l’ingresso dei grandi club maschili professionistici e con anche l’apertura dei settori giovanili alle bambine. Sono stati per noi quattro anni di novità assolute continue, in cui abbiamo cominciato ad avere cose che prima erano difficili da trovare nel nostro paese. Tutto questo lavoro, questo sacrificio, con qualcuno che ha cominciato a credere in noi, ha portato al Mondiale del 2019".

Milena Bertolini ha detto: "Per poter vincere un Mondiale bisognerebbe arrivare a centomila tesserate, oggi sono venticinquemila". Cosa manca al movimento del calcio femminile italiano per essere competitivo ai massimi livelli internazionali? Basta l’atteso passaggio al professionismo o ci vuole anche altro? "Milena dice bene, perché i più grandi paesi per quanto riguarda il calcio femminile sono sopra le centomila tesserate. Noi siamo ancora lontane da questo traguardo. E' importante sviluppare la base e ci vuole investimento su quello. Adesso le giovani, le bambine, vogliono giocare e bisogna dare loro le strutture. E poi dall’altro lato c’è il vertice della piramide, l’èlite, ovvero il professionismo, che aiuta il nostro movimento a crescere, nella sua massima visibilità. E' un circolo virtuoso che va innescato. E queste due cose devono andare di pari passo: solo allora potremo ambire alle massime posizioni a livello mondiale".

 

Le ragazze della Nazionale americana, al rientro in patria dopo il mondiale vinto in Francia sono state festeggiate da migliaia di persone. "E’ stato molto bello vedere il tipo di accoglienza e di risonanza che ha il calcio femminile negli Stati Uniti, ma devo dire che a me piace guardare sempre a casa nostra. E, con le debite proporzioni, anche noi non siamo state da meno. Siamo state accolte al Quirinale per la seconda volta nel giro di un anno e mezzo e direi che è il massimo riconoscimento essere invitate nella casa del Presidente, nella casa di tutti gli italiani e le italiane".

 

Negli Stati Uniti l’intero team è stato invitato al Congresso, dalle senatrici donne, per discutere della condizione femminile. "Le americane hanno una squadra di atlete, e ancor prima di donne, di grandissimo carisma, e ce ne sono tante oltre a Megan, che hanno portato avanti quello in cui credono. Lo sport è sempre stato legato alla politica, ma di fatto parliamo di tematiche che riguardano tutti i cittadini e le cittadine, quando andiamo a parlare dei diritti per la professione che svolgiamo. Stiamo facendo politica, ma lo sport è bello perché fa politica trascinato dalle emozioni, quindi i messaggi passano in maniera ancora più forte".

Sara Gama è un simbolo per tante ragazzine. E ora, anche grazie al suo nuovo ruolo di vicepresidente dell’Assocalciatori - prima donna nella storia – ci sarà la possibilità di lavorare anche fuori dal campo per far crescere il calcio femminile. "Fuori dal campo sono un po’ di anni che seguo le cose. E' un percorso di otto, nove anni in cui pian piano mi sono interessata alle cose che riguardano la politica sportiva. Quello che vogliamo fare è portare avanti cose che abbiamo già messo sul tavolo, quindi professionismo per le élites, investimenti forti per la base per accogliere le ragazzine che oggi vogliono giocare perché hanno anche dei modelli in più che prima non avevano. C’è già tanta carne sul fuoco".

 

Il professionismo femminile: quali sono le priorità da mettere in agenda? "Negli ultimi mesi del 2020 abbiamo approvato in Consiglio Federale una delibera che ha sancito il passaggio al professionismo nella stagione 2022-23. Quindi il percorso è tracciato. Adesso bisogna riempirlo di contenuti perché c’è tutto un mondo da creare. Abbiamo chiaramente i riferimenti del calcio maschile, ma penso alle licenze nazionali da rivedere, agli accordi collettivi che andranno fatti e soprattutto ad accompagnare i club che andranno aiutati e supportati in questo passaggio, magari anche con nuove risorse. Oggi si parla della riforma Melandri a cui il calcio femminile sarebbe bene accedesse. Quindi i temi sono tanti, la strada è chiara. Saranno due anni pieni di lavoro per arrivare pronti alla meta".

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“L’uomo della domenica” dedica il prossimo episodio al calcio femminile e al suo percorso: “Giovinette – Le calciatrici contro il fascismo”. Appuntamento con la nuova produzione originale Sky Sport firmata Giorgio Porrà a partire da venerdì 22 gennaio, alle ore 19.30 su Sky Sport Serie A. Disponibile on demand e su Sky Go, anche in HD, e in streaming su NOW TV.

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