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16 luglio 2018

Mondiali 2018 Russia. Modric-Rakitic, dedica reciproca: "Caro fratello..."

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I due centrocampisti croati, al termine della finale persa contro la Francia, si sono scambiati la maglia nello spogliatoio dedicandosi un meraviglioso pensiero reciproco: "È stato un onore aver condiviso questi momenti speciali con te"

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Classe, intuito, genialità, rispetto. Per descrivere le qualità di Rakitic e Modric non basterebbe probabilmente un giorno intero. Il mondo li invidia, la Croazia se li gode e con loro ha sognato di raggiungere un risultato impronosticabile alla vigilia, più per la negativa tradizione che per l'effettiva potenzialità della Nazionale di Dalic. I gol in semifinale e finale li hanno messi a segno gli "italiani" Perisic e Mandzukic, ma il meraviglioso cammino croato è stato guidato dalla sapienza di quel centrocampo di altissimo livello, rappresentanza del dominio palesato negli ultimi anni da Real Madrid e Barcellona. Il centrocampista dei Blancos ha agito come un direttore d'orchestra: perfetto in ogni suo movimento, leader e organizzatore dell'intera manovra attorno a sé. Tutto questo senza mai perdere la lucidità, neanche quando un rigore fallito al 116' contro la Danimarca poteva costare ai suoi l'uscita di scena anticipata. Se il club spagnolo del resto ha dominato in Europa è perché, dietro questo incredibile lungometraggio durato 3 anni, c'è sempre stata la regia del piccolo grande Luka, scappato via dalla guerra durante l'infanzia e diventato negli anni, in modo quasi blasfemo, il Messia del Bernabeu, "colui che tutto vede e tutto sa". A provare a interrompere questa supremazia ci ha pensato il Barcellona di Rakitic, uno che in finale di Champions ha anche messo la sua firma ed è diventato il partner ideale in Nazionale - e in questo Mondiale - del numero 10: la perfetta spalla su cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà e a cui affidare la celebrazione del gol e della vittoria. È stato lui infatti ad assumere il volto del protagonista principale nelle due lotterie dei rigori vinte dalla Croazia, mettendo a segno i penalty decisivi sia agli ottavi contro i danesi sia ai quarti contro i padroni di casa della Russia.

Anche in finale contro la Francia il dynamic duo ha provato a vestire i panni del trascinatore, ma una gabbia serrata attorno a loro, unita a una serie di episodi sfortunati, ha spezzato via i sogni di gloria dei giocatori e di un intero Paese. Un epilogo quasi identico a quello di 20 anni fa, quando fu la doppietta di Thuram in semifinale a spegnere definitivamente le loro speranze. Ciò non ha impedito a Modric di vincere il premio di "miglior giocatore del Mondiale", una magra consolazione rispetto alla Coppa, ma forse un primo passo verso la conquista del più importante e riconosciuto Pallone d'oro. Il rapporto tra i due calciatori non si ferma però al terreno di gioco. Il loro legame va ben oltre e, nonostante il lieto fine non sia arrivato, questa rimarrà per loro un'esperienza indimenticabile. E da fuoriclasse quali sono hanno voluto celebrarla scrivendo una dedica reciproca sulle rispettive maglie. "A mio fratello Ivan, dal mio cuore, sono orgoglioso di aver condiviso con te sul campo grandi momenti" ha scritto Modric, un testo simile a quello ricevuto dal suo compagno di squadra: "Per mio fratello Luka, dal mio cuore, è stato il più grande onore condividere con te tutto questo tempo. Ti voglio bene Raketa". Un meraviglioso gesto di affetto che ha reso ancora più orgoglioso il popolo croato, il quale si potrà vantare di avere una coppia di centrocampisti straordinaria, non solo sul campo ma soprattutto fuori.

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