Mohammad Mohebi (Iran) segna e fa discutere: era un'esultanza o uno sparo verso i tifosi?
iranSubito dopo il gol del definitivo 2-2 contro la Nuova Zelanda, l’attaccante iraniano ha festeggiato prima con un’esultanza mutuata dall’Nba ma poi ha mimato un gesto che molti hanno interpretato come uno sparo ai tifosi presenti, dopo i fischi all’inno nazionale e l’esposizione della bandiera iraniana pre rivoluzione islamica
Prima il gol che ha dato all’Iran il pareggio nell’esordio mondiale contro la Nuova Zelanda. Poi quell’esultanza che ha fatto discutere sin da subito. Nella notte italiana, Mohammad Mohebi ha firmato la rete del definitivo 2-2 e allo stadio di Los Angeles si è esibito in una doppia esultanza. Prima, una molto americana, mutuata dall’Nba: il gesto che richiama un’iniezione sul braccio, la cosiddetta ‘ice in my veins’, a indicare la freddezza che serve nei momenti decisivi. Ma subito dopo, l’attaccante 27enne del Rostov, ha mimato un altro gesto
Mohebi, il significato dell’esultanza
Dopo aver realizzato il gol del definitivo 2-2, Mohebi ha guardato verso le tribune e ha mimato un gesto che in molti hanno interpretato come uno sparo con una pistola rivolto ai tifosi presenti. "E’ stato un gesto spontaneo -ha detto Mohebi nel post- nato in quel preciso momento. Solo un’esultanza e basta". Ma resta un gesto che ha fatto e fa discutere, perché non è una novità un calciatore che festeggi un gol mimando uno sparo con un’arma da fuoco. Ma rileggendo il gesto e il contesto, anche geopolitico, più di qualcuno ha collegato l’esultanza di Mohebi ai fischi piovuti al momento dell’inno nazionale iraniano e all’esposizione, allo stadio e fuori, della bandiera iraniana con sole e leone al posto dell’emblema di Allah, cioè quella del periodo precedente alla rivoluzione islamica del 1979. E cioè la bandiera dei contestatori del regime. È a loro che Mohebi si rivolgeva?