Saranno analizzati a fondo e con possibili conseguenze i due episodi che hanno visto come protagonista l'Argentina nella semifinale e nella finale del Mondiale: prima lo striscione 'pro Malvinas' esposto dopo il successo sull'Inghilterra e poi la rissa appena terminata la finale con la Spagna. Tra i giocatori soggetti a procedimento disciplinare ci sono Paredes, Molina, Almada, il vice allenatore Ayala, ma anche Gavi per i campioni del mondo
Il Mondiale appena vinto dalla Spagna continua portare con sé strascichi polemici e possibili ripercussioni disciplinari specialmente per alcuni dei giocatori dell'Argentina. Sono fondamentalmente due gli episodi controversi per i quali la Fifa ha avviato un procedimento disciplinare contro l'Albiceleste: lo striscione esposto dai giocatori al termine del match vinto dall'Argentina contro l'Inghilterra in semifinale "Las Malvinas son Argentinas" e poi la rissa accaduta al termine della finale vinta dalla Spagna. Le violazioni contestate includono l'uso di cori e gesti discriminatori, la condotta scorretta della squadra, problemi nella sicurezza e nel protocollo e messaggi inappropriati esposti.
Quattro argentini e uno spagnolo sottoposti a procedimento
Lo striscione esposto dopo il match con l'Inghilterra costituisce una potenziale violazione dell'articolo 13, paragrafo 2, lettera c), che stabilisce che "un evento sportivo non può essere utilizzato per manifestazioni di natura non sportiva". Per quanto riguarda la 'rissa' avvenuta al termine della finale, diversi giocatori sono soggetti a procedimenti disciplinari per gli scontri di fine gara. Leonardo Paredes, che ha afferrato e spintonato i giocatori spagnoli, tra cui in particolare Gavi, è uno dei calciatori sotto procedimento disciplinare. Anche i compagni di squadra Nahuel Molina e Thiago Almada, e l'allenatore in seconda Roberto Ayala, sono oggetto di procedimenti. Inoltre lo stesso Paredes, ma anche Gavi, sono oggetto di procedimenti separati per "comportamento antisportivo".
