Mondiali di calcio, accadde oggi: il quasi-gol di Roberto Baggio alla Francia
un gol al giornoLa storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... un quasi-gol che avrebbe potuto cambiare la storia dell'Italia: bastavano 10 centimetri
- 3 luglio 1998
- Mondiale Francia 1998
- Italia-Francia 0-0, 3-4 dcr (quarti di finale)
Di quanto sarà uscita quella palla? Dieci centimetri? Forse anche meno. Roberto Baggio ha appena visto il pallone sussurrare qualcosa al palo e apre le mani nella tipica posa italica del “mannaggia”, che potrebbe significare anche “fuori per tanto così”. Quei 10 centimetri avrebbero potuto cambiare la storia dell’Italia, e il Divin Codino sembra averlo già capito. Il più famoso e doloroso quasi-gol della storia azzurra va in scena il 3 luglio del 1998, giorno di Italia-Francia, quarti di finale del Mondiale che si gioca in casa loro (e che loro vinceranno). Dopo 90’ di 0-0 ci si è spinti ai supplementari, dove vige la legge del golden gol. Esatto: non sarebbe stato solo gol, ma golden gol. Dal 20’ del secondo tempo c’è in campo anche Roberto Baggio, entrato al posto di Del Piero in accordo all’ennesima staffetta del nostro calcio: Cesare Maldini spera in un suo lampo di genio, sarà accontentato. Al 12’ del primo tempo supplementare Baggio dà un’occhiata ad Albertini, poi scatta nel cuore dell’area francese, leggermente decentrato sul versante destro, dettando il passaggio. La palla scodellata da Albertini scende, Baggio la segue con lo sguardo e poi la colpisce al volo, a incrociare, gesto tecnico che racchiude quello stesso mix di genio e coordinazione che riproporrà simile nel celebre gol con la maglia del Brescia, quando salta Van der Sar semplicemente con un controllo orientato e con un terzo occhio sulla nuca. La palla così dolcemente accarezzata sorprende Barthez, gelato a metà strada tra l’uscita e la riga di porta, gli sibila sopra alla pelata baciata da Blanc e si dirige verso il palo alla sua destra. Poi il tempo si ferma per un attimo infinito. Quando le lancette tornano a girare, la palla è uscita di 10 centimetri, Baggio sospira con lo sguardo al cielo, Barthez si sbrina invecchiato di 10 anni, e per fortuna che non ha i capelli perché gli sarebbero diventati bianchi d’un colpo. Nel cuore dell’area francese Thuram si porta le mani sulla testa, come fosse uno di noi. Sì, perché nel linguaggio internazionale dei gesti (e poi dicono che solo noi italiani…) sta a significare: “Mamma mia, che rischio! Ci è andata proprio… bene”.