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L'esordio schock dei Mondiali 2014: l'autogol di Marcelo in Brasile-Croazia

un gol al giorno

Vanni Spinella

La storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripescheremo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... quando il Brasile iniziò con un autogol il Mondiale che "doveva" vincere in casa. Forse il peggior inizio che si possa immaginare

  • 12 giugno 2014
  • Mondiale Brasile 2014
  • Brasile-Croazia 3-1 (gruppo A, gara inaugurale)
    11' aut. Marcelo, 29' Neymar, 71' rig. Neymar, 91' Oscar
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"Siamo carichi? Bene, mi raccomando. È l’edizione che giochiamo in casa, tutto il Brasile fa affidamento su di noi e non aspetta altro che vederci trionfare in finale al Maracanà. Cancelleremo quel vecchio incubo del Maracanazo!"

Questo, negli spogliatoi: riusciamo quasi a immaginarli, Neymar e compagni con un intero popolo sulle spalle. Poi si scende in campo per la partita che dà il via al Mondiale brasiliano del 2014 e dopo appena 11’ Brasile-Croazia è 0-1. Autogol di Marcelo. Forse è proprio il peso di quel popolo sulle spalle. Va bene, il Brasile poi rimonta e vince 3-1 (e l’idolo Neymar fa doppietta), ma iniziare il Mondiale casalingo che si deve vincere per forza con un’autorete è un segnale troppo grande, impossibile da non cogliere. La dinamica è semplice: Olic da sinistra mette al centro un pallone teso, Jelavic davanti alla porta lo sbuccia e alle sue spalle Marcelo insacca con la sicurezza che era mancata al succitato centravanti croato. Marcelo resta impietrito, con un’espressione che giustifica tutti i meme in cui viene accostato al nostro Ficarra, mentre Julio Cesar gli passa una mano sulla zazzera: “Massì, tranquillo, ora rimontiamo. Cosa vuoi che sia”. Un presagio, ecco cos’era. Ancora non lo sanno, ma il fantasma del Mineirazo è dietro l’angolo e sta già sogghignando. Assieme a lui anche Alcides Ghiggia sogghigna (o sogghiggia). Il campione dell’Uruguay responsabile del “Maracanazo” del 1950 è stato costretto ad assistere alla partita in tv nonostante si trovasse a San Paolo. Non l'hanno voluto allo stadio. Se ai precedenti Mondiali infatti era sempre stato invitato ad assistere dal vivo alla gara inaugurale in quanto pezzo di storia vivente della Coppa del Mondo, in Brasile qualcosa è andato storto: “Nessuno è riuscito a trovarmi un biglietto o un accredito”, spiegherà, “il problema, forse, è stato la pessima organizzazione. O più semplicemente c’è rancore nei miei confronti”. La seconda che hai detto.

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