Mondiali di calcio, accadde oggi: il gol di Castro, il giocatore senza una mano

un gol al giorno

Vanni Spinella

La storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... un gol, anzi due, segnati dal "Monco" più forte di sempre. Per chiudere un cerchio

UN GOL AL GIORNO: TUTTE LE PUNTATE

  • 18 luglio 1930
  • Mondiale Uruguay 1930
  • Uruguay-Perù 1-0 (fase a gironi)
    60' Castro
Castro
Il gol di Castro contro il Perù

“El Manco”, “Il Monco” così l’avevano ribattezzato senza nemmeno un grande sforzo di fantasia. In effetti c’era poco da girarci intorno: a Hector Castro mancava una mano. L’aveva persa a 13 anni, lavorando in una falegnameria: lui, nato in un quartiere povero di Montevideo, sognava il calcio e un po’ meno gli studi, i genitori lo avevano spedito in bottega per imparare un mestiere “vero” e una fresa glielo aveva restituito senza la mano destra. Alla fine aveva ragione lui: inseguirà il sogno del pallone al punto da esordire nel grande calcio già a 17 anni. Diventerà “El Divino Manco” anche grazie al titolo di campione del mondo conquistato con l’Uruguay a 25. Il primo Mondiale della storia. Castro era un attaccante possente, un vero 9 da centroarea. Muscolatura spaventosa, stacco impressionante, racconta la leggenda che quel moncherino lo aiutasse persino per appoggiarsi al difensore e trovare equilibrio e posizione in area. Dopo averlo privato di una mano, il destino lo volle ripagare sul campo di calcio, con tre regali nel giro di pochi giorni. Il 18 luglio 1930 Castro scarta il primo: il gol di apertura dell’Uruguay nel primo Mondiale della storia, allo Stadio Centenario, porta la sua firma. L’1-0 al Perù è il risultato con cui la Celeste inizia il suo cammino verso il titolo, che arriverà il 30 luglio nella finale con l’Argentina. Qui, ecco il secondo regalo del destino. Castro inizialmente non è tra gli undici titolari. Finché negli spogliatoi, poco prima del fischio d’inizio, Anselmo, reduce da una doppietta in semifinale alla Jugoslavia, non si tira indietro. Troppa pressione, pare, e qui le leggende raccontano storie diverse: quella di un attacco di panico, che lo colse vedendo lo stadio gremito che aspettava solo di celebrare la vittoria dell’Uruguay; e quella di un attacco di fifa, vedendo che dall’altra parte c’era quel Monti che con lui aveva un conto in sospeso da precedente incrocio. Risultato: fuori Anselmo, dentro Castro, che era destinato alla tribuna e si ritrova in campo anche per la finale. Il terzo regalo è facile da immaginare: l’Uruguay vince 4-2, ed è campione del mondo. L’ultimo gol del torneo lo segna Castro, al minuto 89. Chiudendo il cerchio e facendo pace col destino.

Castro
Il gol di Castro contro in finale contro l'Argentina
Uruguay
L'Uruguay campione del mondo nel 1930. "El Manco" Castro è quello al centro tra gli accosciati

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