Mondiali di calcio, accadde oggi: il "dentista" della Corea del Nord che elimina l'Italia
un gol al giornoLa storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... un gol di un dentista (che non era un dentista) che fece nascere un modo di dire
UN GOL AL GIORNO: TUTTE LE PUNTATE - MONDIALI, LE NEWS DI OGGI LIVE
- 19 luglio 1966
- Mondiale Inghilterra 1966
- Corea del Nord-Italia 1-0 (fase a gironi)
42' Pak Doo-Ik
Per anni ci dissero che era un dentista. Che l’Italia era stata eliminata dal gol di un dentista. Era solo una leggenda, ma il risultato non cambia. Il 19 luglio del 1966 l’Italia viene eliminata dal Mondiale per mano della Corea del Nord, macchia indelebile sul curriculum azzurro e per anni (prima che venissero altre Coree o Macedonie) il punto più basso della gloriosa storia calcistica del nostro Paese. Pak Doo-Ik, questo il nome del presunto dentista, che in diagonale infila Albertosi al minuto 42 di una partita che l’Italia poteva anche permettersi di pareggiare. Ma di fronte alla Corea del Nord e alla sua inesistente tradizione calcistica, francamente, chi poteva mai puntare al pareggio? Era l’Italia del Ct Fabbri che, scontento per la prestazione dei suoi nella prima partita del girone (vinta 2-0 con il Cile), contro l’Unione Sovietica decide di cambiare ed esclude Rivera. Yashin para tutto, l’Italia perde 1-0 ma la sconfitta non viene accolta come un dramma: nell’ultima partita del girone sarà sufficiente non perdere contro la Corea del Nord. Giusto per togliersi ogni dubbio sulle (in)capacità degli avversari, Fabbri aveva mandato il suo vice Valcareggi a visionarli, e la relazione con cui quest’ultimo era tornato era stata più che rassicurante: “Corrono, corrono, sembrano una squadra di Ridolini”, li aveva scherniti, paragonandoli a Larry Semon, attore comico del film muto noto in Italia come “Ridolini”. Nemmeno l’attenuante di una gara giocata a lungo in 10 per l’infortunio di Bulgarelli (all’epoca non c’erano le sostituzioni) risparmia il lancio di uova e pomodori a giocatori e allenatore, accolti così a Genova dopo che la Federazione aveva provato a farli atterrare “in segreto” in un aeroporto diverso da Fiumicino. Mentre la Corea – incubo e sinonimo di sventura – diventa per noi addirittura un modo di dire.