Mondiali di calcio, accadde oggi: il rigore-lampo di Neeskens in finale con la Germania
un gol al giornoLa storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... quando la Germania in finale toccò il suo primo pallone ed era già sotto 1-0
- 7 luglio 1974
- Mondiale Germania 1974
- Olanda-Germania Ovest 1-2 (finale)
2' rig. Neeskens (O), 25' rig. Breitner (G), 43' Muller (G)
Il primo avversario a toccare il pallone in quella partita fu Sepp Meier, che lo raccolse in fondo alla rete dopo il gol subìto. Erano passati 88 secondi dal calcio d’inizio battuto dall’Olanda, la Germania Ovest non fece in tempo a toccare palla che era già passata in svantaggio. Un piccolo sunto di cos’era l’Olanda degli Anni Settanta, possesso palla e improvvise accelerazioni per andare a fare gol, quando le girava, quando decideva di posare un attimo lo specchio per accontentare anche chi bada al risultato. Sedici passaggi dal fischio d’inizio, con la palla che arriva sui piedi magici di Cruyff che si proietta in area, e a quel punto per fermarlo non resta che il rigore. il primo assegnato in una finale Mondiale. Johan “primo” lo procura, a Johan “secondo” spetta calciarlo, perché il Ct Michels ha scelto Neskeens come rigorista già dalla fase a gironi, quando ne ha trasformati due contro la Bulgaria. Questo però è differente. Il pallone è più pesante, lo si intuisce anche dal calcio di Neskeens. “Nel corso della mia carriera sono sempre stato molto fiducioso nel tirare i rigori – racconterà – ma devo essere onesto: quando abbiamo guadagnato quel rigore in finale, sono stato improvvisamente sopraffatto dal nervosismo. Era stato giocato solo un minuto e mezzo, avevo a malapena toccato la palla, le mie gambe non erano ancora calde. Quando sono diventato allenatore ho sempre raccomandato ai miei giocatori: ‘Quando stai tirando un rigore, decidi dove tirare e non cambiare’”. Una lezione appresa quel giorno in finale: “Volevo calciare a sinistra, ma mentre prendevo la rincorsa ho pensato: ‘Maier sa dove lo metto’, quindi ho deciso di andare a destra. Tuttavia non ho avuto abbastanza tempo per adattare il passo e non l'ho colpita bene. Nelle immagini si vede il gesso del dischetto volare via, l'ho graffiato un po'. Fortunatamente Maier si è tuffato e la palla è entrata al centro della porta. Quando la palla è tornata indietro l’ho ricalciata in rete: è stata una sensazione di immenso sollievo”. Solo allora, dopo quella ribattuta, Maier può toccare il pallone.