Southampton, videogiochi fino a tarda notte? L'allenatore Hasenhüttl stacca il Wi-Fi

Premier League

Mossa semplice ma efficace contro le troppe ore passate davanti allo schermo: via la connessione e addio partite notturne. "È come l’alcolismo e la dipendenza da droghe, ed è nostro dovere fare qualcosa"

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Videogiochi come alcol e droga: sono una dipendenza, e letale. A dirlo è Ralph Hasenhüttl, l'uomo che da dicembre siede sulla panchina del Southampton dopo l'esonero di Mark Hughes. Da quel giorno diciassette partite alla guida dei Saints e una pesantissima vittoria contro il Tottenham prima della pausa che ha portato il club momentaneamente fuori dalla zona retrocessione di Premier. Una delle tattiche dell'austriaco? Le regole, e la cura dei propri calciatori, anche sotto aspetti che altri club potrebbero sottovalutare, come quello dei videogame.

"In passato (quando era alla guida del Lipsia, ndr) abbiamo avuto qualche problema con qualche giocatore: giocavano fino alle tre del mattino prima delle partite - sono le parole di Hasenhüttl in conferenza riportate da Sky Sports -. Non si tratta di un piccolo problema, ad essere onesti è come l’alcolismo e la dipendenza da droghe, o qualcosa del genere. È qualcosa dalla quale si diventa dipendenti e dalla quale bisogna assolutamente proteggere i calciatori. È un nostro compito come club". Da qui la sua decisione, la più semplice ma anche la più efficace: "La sera blocchiamo la connessione Wi-Fi in hotel, così non possono più giocare. Qui ai Saints non c'è nessun con seri problemi di gioco ma, per esserne certo - sottolinea sempre Hasenhüttl - sono sempre in contatto con il mio capitano (l'ex Bayern Pierre-Emile Höjbjerg, ndr) e coi giocatori per parlare con loro in ogni momento".

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