Everton-Burnley, Ancelotti esulta: "Giorno speciale. Squadra ha grande spirito"

Premier

Buona la prima per l'ex allenatore del Napoli, che non vinceva da ottobre: "Per me è stata una giornata davvero speciale. Che accoglienza a Goodison Park". Poi elogia la sua squadra: "Grande spirito e senso di appartenenza. Qui è come una famiglia"

Carlo Ancelotti è tornato a sorridere. Non in Italia, ma in Inghilterra. Non sulla panchina del Napoli, ma su quella dell'Everton. L'esordio contro il Burnley è andato bene, come certifica l'1-0 finale. Decisiva la rete di Dominic Calvert-Lewin a dieci minuti dal termine. Sesta vittoria in 19 giornate per i Toffees, che con questo risultato salgono al tredicesimo posto in classifica. Il successo mancava dal 7 dicembre scorso (3-1 al Chelsea). Ad Ancelotti, invece, da molto più tempo, ovvero dal 19 ottobre. Era ancora sulla panchina degli azzurri e dall'altra parte c'era il Verona. Nel mezzo un digiuno lungo otto partite e l'esonero: "Per me è stata una partita davvero speciale - ha spiegato l'allenatore nel post gara - la squadra ha fatto un'ottima prestazione. Ha ottenuto un buon risultato, è stata una giornata perfetta. Sono felice perché in questo momento abbiamo bisogno di punti per risalire posizioni in classifica, quindi era importante vincere". Per Ancelotti si conferma una tradizione che ha davvero del sorprendente e che lo ha visto perdere solo una volta (con il Parma nel 1996) al debutto con una nuova squadra. Poi sette vittorie e due pareggi. Alla faccia dell'impatto. E con l'Everton è già amore: "Mi piace lo spirito di questa squadra e il senso di appartenenza dei giocatori. Il club è una famiglia, abbiamo un centro di allenamento stupendo. Ma è soprattutto lo spirito della squadra a piacermi".

"Che accoglienza" 

Insomma, non poteva sperare in un esordio migliore. Ad anticipare il calcio d'inizio la bellissima accoglienza che gli ha riservato il pubblico: "Qui al Goodison Park è stato speciale, assolutamente - ha spiegato - la partita è stata caratterizzata da molte palle lunghe, ma penso che la squadra abbia fatto bene. Abbiamo provato a fare alcune combinazioni in avanti, però eravamo un po' lenti a costruire da dietro, soprattutto nel primo tempo. Alla fine la prestazione è stata buona. Non eccezionale ma buona". Un cambiamento radicale c'è stato fin da subito, perché Ancelotti ha abbandonato la difesa a quattro per una linea a tre: "In difesa è sempre stato un 4-4-2. Poi in costruzione Coleman rimaneva un po' indietro e Sidibe si faceva più avanti. Ha funzionato bene perché la palla è arrivata a Calvert-Lewin". Di quest'ultimo il gol decisivo, il terzo nelle ultime cinque partite, l'ottavo in totale: "Secondo me è un attaccante fantastico - ha spiegato Ancelotti - forte con la testa. Dove può migliorare - e dove deve migliorare - è quando abbiamo la palla: deve essere più concentrato sull'obiettivo. Delle volte è troppo generoso, si muove a destra e a sinistra. Invece deve restare più focalizzato sul gol". 

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