Eric Cantona e il calcio volante al tifoso del Crystal Palace: 25 anni fa il folle gesto

Premier League

Il 25 gennaio 1995 l’ex attaccante dello United reagì agli insulti di un fan del Crystal Palace sugli spalti colpendolo con un calcio volante

Eric Cantona è stato uno dei giocatori più forti e apprezzati a cavallo tra gli anni '80 e gli anni '90. Ha fatto bene in patria, con le maglie di Auxerre, Martigues, Marsiglia, Bordeaux, Montpellier e Nimes, ma è in terra inglese - in particolare dalle parti di Old Trafford - che si è costruito la sua fama ed è diventato "The King". Si trasferì al Manchester United nel 1992 e in cinque stagioni contribuì alla risalita del club, trascinandolo alla vittoria di 4 Premier League e 2 Fa Cup. Cinque anni di gol, leadership e carattere. Tanto, forse anche troppo. Nella memoria degli appassionati, infatti, restano indelebili nella mente tanto le reti e i trofei quanto gli episodi sopra le righe. In particolare quello che si registrò esattamente 25 anni, il 25 gennaio 1995, e che gli segnò la carriera.

Cantona e il calcio volante a Selhurst Park

Dopo aver dominato i campionati precedenti, il Manchester United vola in trasferta a Selhurst Park - casa del Crystal Palace - e questa volta è costretto ad inseguire la capolista del momento in Premier: il Blackburn. I Red Devils vogliono recuperare quello svantaggio, ma il periodo -  soprattutto a livello psicologico - non è dei più distesi. E i primi 45 minuti non fanno altro che stridere le corde di questo malumore. Il difensore dei Rovers, Shaw, ha il compito di non lasciare spazi liberi a Cantona e lo esegue a dovere, non staccandosi mai dalla marcatura, anche con metodi non del tutto regolari. L'arbitro, però, non fischia mai un fallo ai danni del francese che, nervoso, rientra negli spogliatoi. Finito l'intervallo le squadre tornano in campo e Sir Alex Ferguson spera possa arrivare presto il momento del riscatto per il suo centravanti, ma la grinta del classe '66 si rivela un boomerang. Pochi minuti dopo l'inizio della ripresa, infatti, Cantona non regge l'ennesimo duello con Shaw e alle strattonate risponde con un calcetto a palla (quasi) lontana nei confronti del difensore. Il direttore di gara vede tutto e decide di espellere la punta dello United, subissato dai fischi del pubblico di casa. Il giocatore dei Red Devils sa di averla fatta grossa e non accenna quasi neanche a protestare per la punizione. Sconfitto psicologicamente, abbassa il suo colletto, mette le mani sui fianchi e, lentamente, procede verso gli spogliatoi. La camminata è lenta, un percorso di riflessione, ma nel frattempo qualcuno dagli spalti si scomoda per scendere oltre venti file e insultare da vicino il transalpino. Gli epiteti xenofobi arrivano uno dietro l'altro: Cantona li ascolta, li manda giù in un primo momento ma alla fine non ci vede più. Si libera dalla stretta del magazziniere del Manchester e fa partire un calcio volante col destro che colpisce in pieno petto, con i tacchetti, il tifoso del Crystal Palace. Si tratta di Matthew Simmons, un giovane anche lui dal carattere fumantino e il cui nome non verrà più dimenticato in Inghilterra.

L'epico discorso del Re

Quel giorno non fu solo la carriera di Cantona a fermarsi, ma tutta la Gran Bretagna. Solo da pochi anni fa, infatti, Oltremanica si stava risolvendo il problema degli hooligans e quell'episodio rischiava di creare un'altra pesante crepa nel sistema. Mai si era visto un giocatore reagire così nei confronti di un tifoso - per quanto provocatorio fosse stato - e i giorni successivi furono un inferno per Cantona. Giornalisti e fan stazionavano fuori da casa sua per ore e ore, neanche viaggiare lontano gli permetteva qualche ora lontano dai riflettori. Il provvedimento dello United fu quello di sospenderlo in attesa di decisioni definitive. Simmons accresceva la sua popolarità mostrando le ferite subite, la Football Association meditava se squalificarlo a vita o meno. Dopo una breve vacanza in Guadalupa, il francese tornò a Manchester e si presentò davanti alla commissione della FA: "Vorrei chiedere scusa al presidente della commissione - disse -, e anche al Manchester United, Maurice Watkins e Alex Ferguson. E vorrei chiedere scusa anche alla prostituta che ha dormito nel mio letto la notte scorsa". Risultato? 8 mesi di squalifica, ma davanti c'era ancora da affrontare il processo in tribunale. L'aula lo condannò a due settimane di prigione (uscì subito su cauzione), ma l'episodio clou arrivò pochi giorni dopo, durante la seduta d'appello. Il giudice comminò la precedente condanna in 120 giorni di servizi sociali: Cantona era libero. Uscito dal tribunale, dunque, si recò alla sala conferenze del Croydon Park Hotel. Ci si aspettava un lungo monologo di scuse, ma il discorso durò appena una manciata di secondi, passati alla storia: "Quando i gabbiani seguono il peschereccio è perché pensano che le sardine saranno gettate nel mare. Grazie".

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