Premier League, Brentford e Brighton le rivelazioni delle prime 7 giornate

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Luca Cassia

©Getty

Alzi la mano chi avrebbe scommesso sulla coppia B&B affacciata all'Europa nel campionato inglese. Da una parte il piccolo club londinese, promosso dopo 74 anni e sorprendente quanto la propria squadra 'B'. Chi emoziona è l'allenatore Thomas Frank come il collega Potter, 'Mago' del Brighton dai curiosi trascorsi in Svezia. E cosa succede quando il bomber Maupay incontra l'idolo Henry?

Poche sorprese in zona Champions, ma non sono le altre big a seguirle alle porte dell'Europa. Non mancano le novità in Premier League dopo le prime 7 giornate, classifica che consegna due sorprese difficilmente pronosticabili ad agosto. È il caso della coppia B&B, Brentford e Brighton, squadre unite dalle iniziali e dall’etichetta di rivelazioni in un torneo che raramente concede spazio alle outsiders. Leggasi Leicester nel 2016, chissà che non possano rovesciare nuovamente l’Inghilterra. Intanto conosciamole meglio.

Rivoluzione Brentford, ma senza l'academy

L’ultima volta nella massima serie inglese, all’epoca ancora First Division, risaliva all’immediato dopoguerra. Sono serviti 74 anni al piccolo club londinese per esordire nella nuova Premier League, dove da debuttante assoluta ha già messo in riga Arsenal, Wolverhampton e West Ham. La classifica recita 7° posto con 12 punti insieme al Tottenham, rivoluzione dai sobborghi della Capitale che ha fatto colpo anche su Klopp riconoscendo similitudini con il suo vecchio Mainz. Era finita 3-3 contro i Reds, altra festa casalinga come lo scorso 13 agosto la prima con i Gunners: 2-0 grazie alle reti di Canos e Norgaard (ex meteora alla Fiorentina), un trionfo che ha commosso tutti come il saluto tra l'allenatore Thomas Frank e un piccolo tifoso speciale. Omaggio a Woody che si è ripetuto pochi giorni più tardi grazie ai colleghi di Sky Sports.

Arrivato nel 2016 come assistente di Dean Smith, il 47enne danese è l’uomo che ha riportato Brentford sulla cartina più importante del calcio inglese. E a differenza di tutte le altre squadre della Premier, le Bees ("Api") sono l'unico club senza academy ma con una formazione 'B' composta da giocatori scartati da altre società. Il principio è legato alle statistiche sulla falsariga del film "Moneyball, l’arte di vincere", ma il valore aggiunto è la vetrina concessa alla seconda squadra: recentemente ha giocato anche in amichevole contro le giovanili del Bayern Monaco, un continuo tour europeo per crescere. Un'idea innovativa, ma non è tutto: i nomi di coloro che riescono ad esordire con i "grandi" vengono elencati su un muro del centro sportivo. A 40 minuti da Londra c’è Brentford, orfano del vecchio impianto Griffin Park sostituito nel 2020 dal più moderno Community Stadium. Qui s’intona "Hey Jude" per ringraziare la squadra, la prima professionistica in mano ai tifosi. Avevamo parlato di rivoluzione, no?

'Mago' Potter, come vola il Brighton

Li chiamano Seagulls, letteralmente "Gabbiani", d’altronde Brighton & Hove sorge sul mare nel sud del Paese. Qui gli inglesi si recano per le giornate in spiaggia, qui Fatboy Slim organizzò un memorabile DJ Set. E proprio qui c’è la sesta forza della Premier League, 14 punti come le due Manchester e l’Everton, rendimento frenato dagli ultimi pareggi contro Crystal Palace e Arsenal. Insomma, alla pausa delle Nazionali avremmo potuto vedere ancora più in alto il club tornato nella massima serie nel 2017 dopo 34 anni d’assenza. Da due stagioni in panchina siede Graham Potter, ex difensore nelle categorie inferiori e manager dalla curiosa parabola: dopo gli incarichi delle squadre universitarie tra Hull e Leeds, nel 2011 vola in Svezia e diventa l’uomo della svolta all'Ostersunds all’epoca in quarta divisione. Il 'Mago' Potter colleziona tre promozioni, vince la Coppa nazionale nel 2017 e supera i gironi di Europa League arrendendosi all’Arsenal. Roba mai vista nella città lontana 6 ore da Stoccolma, novità come i suoi metodi non convenzionali: l’obiettivo era stimolare i propri giocatori anche fuori dal campo, ecco perché "imponesse" la lettura di Dostoevskij e abbia organizzato la messa in scena de "Il lago dei cigni" come tappa del team building.

In squadra ci sono il talentuoso belga Trossard e il jolly argentino Mac Allister, frecce offensive come i più esperti Lallana e Welbeck, ma a fare la differenza in stagione è Neal Maupay. Centravanti franco-argentino come Trezeguet, esploso giovanissimo al Nizza prima di perdersi in patria, il 25enne di Versailles si è ritrovato in Inghilterra nelle categorie inferiori. Oltre 40 gol in due stagioni nel già citato Brentford, prolifico dal suo arrivo al Brighton nel 2019. Già a segno 4 volte in campionato (solo Vardy, Salah e Antonio hanno fatto meglio), Maupay sogna in grande in Premier dove in passato ha scritto la storia Thierry Henry. Guarda caso l’idolo dell’attaccante del Brighton, protagonista di una chiacchierata a sorpresa nel post-partita. Figuratevi la sorpresa di Maupay, lui come quella dei tifosi al Falmer Stadium nel vedere i "Gabbiani" così in alto.

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