Napoli, ADL attacca Sarri risponde: quanti screzi

Serie A
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Nonostante i tanti attestati di stima, il rapporto tra presidente e allenatore azzurro continua a essere complicato. Dopo Real Madrid-Napoli di Champions League, un altro confronto accesso. E, tra campo e calciomercato, non è il primo della stagione...

Il giorno dopo il Real Madrid, in casa Napoli è uno come molti altri, dalle acque agitate e dagli spiriti incandescenti. Niente bagordi nella notte spagnola, ma un 3-1 subito al Bernabeu e l’ennesimo screzio tra presidente e allenatore: De Laurentiis attacca, Sarri risponde. Storia vista e rivista. “Ci è andata di lusso - ha detto ADL dopo la gara di Champions League - ha giocato solo Insigne, gli altri non erano in campo. Dico solo che ogni anno spendo e alla fine mi troverò con molti giocatori che non saranno mai scesi in campo. Non voglio dare consigli, so comunque che non si devono cercare alternative alla vigilia della Champions, ma prima”. E Sarri: “Preferisco che il presidente mi dica ciò che pensa in privato”. Detto questo: “L’allenatore sono io e decido io”.

Screzi fisiologici - Curioso come, di rotture e discussioni, De Laurentiis avesse parlato solo pochi giorni fa: “Gli scazzi sono il sale e il pepe della vita, così come dei rapporti. Ormai dovreste aver imparato a conoscermi…”. Un antipasto visto ciò che, poi, è effettivamente successo nel post di Real-Napoli. Nonostante, come riferito dallo stesso presidente, preferisca definirle “opinioni” piuttosto che “incazzature”. Anche lo stesso Sarri aveva remato nella direzione della distensione: “Solitamente è molto sereno, è un presidente che ha momenti di nervosismo improvvisi, ma brevi. Dopo pochi minuti torna quello di prima. Nelle riunioni o nelle telefonate con me è sempre tranquillo e contenuto”. A proposito dell’allenatore toscano, comunque, i messaggi lanciati da DeLa nelle ultime ore erano stati più che limpidi: “Sono un monogamo - aveva detto a proposito del rinnovo - infatti sto con mia moglie da più di 40 anni. Sono una persona serena, distesa, amorevole: voglio bene a tutti quanti”.

Il secondo anno - Era già successo con Benitez: dalla seconda stagione a Napoli, il rapporto con De Laurentiis era via via degenerato. Con Sarri effettivamente qualcosa è cambiato, soprattutto in relazione alle tante spese estive fatte dal presidente, che hanno inevitabilmente implicato una maggiore responsabilità da parte dell’allenatore e la necessità di avere continuità nei risultati. Anche se le vittorie, quelle, ultimamente non sono mai mancate. Qualche passo falso invece a inizio stagione, quando i due erano già venuti a confronto. “La società dovrebbe rispondere sugli arbitri, non sempre io”. aveva detto Sarri a settembre, dopo lo 0-0 contro Genoa. E ancora: “Non sono d’accordo col presidente quando dice che siamo l’antagonista della Juventus”. Risposta immediata di ADL, dalla Cina: “Abbiamo investito 128 milioni nel mercato quest'anno per poter dare ai napoletani e all'allenatore una squadra competitiva. Arbitri? È bene che non cerchiamo alibi”.

Tensioni: tra modulo e calciomercato - L’infortunio di Milik in autunno aveva complicato le cose, tanto da indurre De Laurentiis a dare qualche consiglio da presidente al suo allenatore. In primis: “Hamsik trequartista”. Dopo il pareggio contro la Lazio, la risposta secca di Sarri: “Questo è un ruolo che a Marek non piace e quando ha giocato in quella posizione non è andata benissimo. In più mi sembrerebbe un’incongruenza tenere fuori due tra Callejon, Mertens e Insigne”. Al termine della stessa partita, anche un battibecco sul mercato estivo, piuttosto movimentato dato l’addio di Higuain. Le parole del presidente prima della gara: “A Sarri avrò nominato una quindicina di attaccanti, ad esempio Aubameyang. Ma è molto difficile, giustamente, per uno come lui che insegna calcio scegliere il giocatore. Sono tre anni che parlo dell’attaccante del Borussia, ma ha ragione a dire che non va bene per noi”. Diretta la replica dell’allenatore: “È vero, Aubameyang era stato messo in concorrenza con un altro attaccante (Icardi) ed io ho detto che preferivo l’altro. Ma poi non è arrivato nessuno dei due…”.

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