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Lazio, Anderson: "Derby? Bello vincere l'ultimo"

Serie A
Felipe Anderson, esterno d'attacco della Lazio (Lapresse)

Durante l'iniziativa "la Lazio nelle scuole", il brasiliano ha parlato così della sua esperienza: "I primi mesi difficili, poi ci siamo ripresi". Sugli inizi: "Ho cercato di impegnarmi fin da piccolo per diventare calciatore, quanti sacrifici". Crecco: "Ogni volta che entro a Formello mi emoziono"

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Sosta per le Nazionali, ma una parte della Lazio continua a correre a Formello in vista dei prossimi impegni tra campionato e Coppa Italia. Eh sì, c'è il derby di ritorno con la Roma (in programma il 4 aprile). E in occasione dell'iniziativa "la Lazio nelle scuole" presso l'Istituto Comprensivo "Via del Calice" in Via Alessandro della Seta, Felipe Anderson ha parlato così.

"Ci faremo trovare pronti" - Le parole del brasiliano su Lazio Style Radio: "E' stato bellissimo stare insieme ai bambini, sono sempre sinceri, felici, ti guardano bene, attenti. A loro piace questa cosa e noi siamo contenti. Quando ero piccolo ho sempre sognato di incontrare i miei giocatori preferiti; sono contento per loro che hanno questa possibilità. È una cosa speciale anche per noi. Ho cercato di impegnarmi fin da piccolo per diventare calciatore. Un segnale per loro? Per noi non è facile arrivare fin qui, servono sacrifici, serve personalità. Qualsiasi lavoro faranno, dovranno essere bravi”. Sul momento della Lazio: “A Formello siamo in pochi, ci divertiamo. Ogni allenamento devi comunque dare tutto, il resto dei compagni fanno lo stesso con le Nazionali. Le prossime gare sono importanti, bisogna farci trovare pronti”. 

"I primi mesi un po' complicati, poi..." - Continua Felipe Anderson, rispondendo alle domande dei bambini presenti: "Il derby? Seguivo il calcio italiano da quando ero in Brasile. Prima di arrivare i tifosi mi parlavano solo del derby. Sapevo già che erano partite importanti. Poi l'ultimo lo abbiamo anche vinto!". Una grande difficoltà è stata allenarsi e fare tanti sacrifici quando tutti gli amici vanno a divertirsi. Quella è la fatica più grande anche più di quello di correre. Sono abituato a pregare e sentire la musica". Sulle esultanze esagerate: "Ognuno fa ciò che vuole ma ci sono esultanze che mancano di rispetto ad avversari e tifosi e a me non piacciono". Capitolo... dieta particolare: "Ne seguo anche perché devo correre molto quando sono in campo. A volte posso rilassarmi. Il giorno prima partita risotto e un pollo quello grande così, mentre il giorno della partita la pasta e il tacchino. Dolci mai. Quando sei piccolo un allenatore ti inquadra nel ruolo che può esaltare le tue qualità. Mi dissero che avrei fatto bene a centrocampo". Dopo il calcio: "Forse tra quattro cinque anni cambierò idea ma penso che sarò in Brasile a rilassarmi. Inizialmente utti mi dicevano che ero basso ma ho sempre voluto fare il calciatore". Gli inizi: "I primi mesi un po' complicati, poi ci siamo ripresi".

Crecco: "Ogni volta che vado a Formello mi emoziono" - Queste le parole di Luca Crecco, tornato dal prestito all'Avellino nel mercato di gennaio: "Mai vista una scuola così, con questa accoglienza. Fa piacere essere accolti in questo modo. La domanda più interessante? Di come sono arrivato alla Lazio: i sacrifici, la voglia, la passione, ho cercato di trasmettere tutto questo. Conoscevo tanti giovani già alla Lazio (Murgia, Lombardi ), il rapporto è migliorato. Anche con i grandi mi sono trovato bene, tipo con Radu. Andare a Formello è come andare a scuola? L’ho detto, anche quando sono tornato a gennaio: pensavo di essere tornato in Primavera”. E ancora, continua il classe '95: "Io che vengo dalle giovanili mi sono sudato tutto questo. Sono tornato qui dopo sei mesi e questo è il bello dello sport, raccogliere tutti i sacrifici fatti. Era un sogno giocare nella Lazio, si è avverato"