Vieri: "Io e Ronnie che sogno. Moratti? Perdonato"

Serie A

Bobo Vieri si racconta a I Signori Del Calcio (la versione integrale in onda sabato alle 23.45 su Sky Sport 1): "All'Inter sei anni intensi, io e Ronaldo dovevamo vincere contro tutti. Quel 5 maggio è stato pesante, ma se avessimo vinto lì sarebbe cambiato tutto". Sul rapporto con Moratti, che era arrivato anche a spiarlo: "L'ho perdonato, gli sarò sempre riconoscente"

Emozioni, ricordi: Bobo Vieri ha ripercorso a I Signori del Calcio gli anni più intensi della sua carriera, quelli in cui ha vestito maglia nerazzurra dell’Inter. Ben sei (dal 1999 al 2005) alla corte di Moratti: “Sono state stagioni molto intense. È stato bello, è stato un sogno: io e Ronaldo dovevamo vincere contro tutti, lo stadio era sempre pieno, arrivavano grandi giocatori: c’era tutto per portare a casa trofei, anche se alla fine non abbiamo vinto mai. Non eravamo attrezzati per farlo: Juve e Milan erano più forti di noi. Abbiamo perso uno scudetto da soli, il 5 maggio 2002, ed è stato molto pesante: secondo me, se avessimo vinto lì, sarebbe cambiato tutto. E invece Ronaldo è andato via, Cuper dopo 4 mesi è andato via, tanti giocatori sono andati via. Io invece sono rimasto: lì la gente si è affezionata ancora di più a me. Quel ruolo di trascinatore mi piaceva”.

In coppia col Fenomeno

Un duo straordinario, quello formato da Vieri e Ronaldo. Fermata, purtroppo, dai tanti infortuni: in tre stagioni riuscirono a giocare insieme solo 14 partite. “Ci facevamo male una volta lui, una volta io; una volta lui, una volta io. Non abbiamo giocato più di 20-30 partite insieme. Fisicamente Ronaldo era devastante, veloce, rapido: dribblava con forza, faceva scatti di 50-60 metri per venti volte ogni partita. Ti sfiancava, era bello da vedere”, ha raccontato Bobo. “Eravamo la coppia dei sogni, perfetti. Io, prima del suo passaggio al Real Madrid, l’avevo detto al presidente: 'Non cederlo, non cederlo! Ha vinto il Mondiale e lo cedi ora? Lo stiamo aspettando e lo cedi ora? E io che faccio qua?'. Però era: o lui o Cuper. Quello che eravamo io e Ronaldo all'Inter rimane e rimarrà per sempre: cioè i due più forti che l'Inter abbia mai avuto (ride)”.

Il rapporto con Moratti

Vieri, con la maglia dell’Inter, non ha vinto neanche un trofeo. Però resta un campione riconosciuto e stimato, un simbolo nerazzurro. A I Signori del Calcio ha svelato anche di aver perdonato Massimo Moratti, che una volta lo aveva fatto pedinare e spiare di nascosto: ”Non ce n'era proprio motivo: non facevo niente. Tutti dicevano che Vieri usciva la sera, ma lo facevo solo la domenica, come ogni persona. Quindi non c'era nessuna cosa per far sì che mi dovessero intercettare o pedinare, non c'era un perché. Ormai comunque non ci penso più. Guardo alla parte di quei sei anni in cui ho giocato, i compagni, i gol, anche le sconfitte. Tutto quanto è sempre e comunque bello, perché giocare titolare nell'Inter è sempre una cosa importante. Se ho perdonato il presidente Moratti? Ma sì, è stato il mio presidente per sei anni, mi ha comprato a 90 miliardi, mi ha fatto dei contratti alti e gli sarò sempre riconoscente per questo. Ho fatto 132 gol e gli ho fatto vendere tante magliette col numero 32. Quindi ho la coscienza a posto”, ha concluso Vieri.

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