Da Sacchi a Capello, tutte le reazioni al closing

Serie A
Fabio Capello e Silvio Berlusconi salutano i tifosi a Milanello alla presentazione del Milan il 16 luglio 1997

Nel giorno della cessione del Milan ai cinesi, sono stati tanti i giocatori e gli allenatori che hanno ricordato i 31 anni di presidenza Berlusconi. Sacchi: "Va via un pezzo della mia vita". Capello: "Berlusconi è un visionario". Baresi: "Club ceduto per il bene del Milan"

La cessione del Milan a Yonghong Li non rappresenta soltanto il passaggio di una società da una proprietà all'altra. La cessione del Milan rappresenta la fine dell'era Berlusconi nel club rossonero, diventato grande proprio attraverso i sogni di gloria del suo (ex) presidente. In tutto 31 anni, diventati storia nel giorno del closing definitivo. Anche per questo la chiusura della trattativa ha costituito per molti ex giocatori, allenatori e appassionati del Milan un punto di svolta nella storia del club. Ecco le reazioni di alcuni personaggi storici dei 31 anni di presidenza Berlusconi.

- Arrigo Sacchi: ""Questo passaggio di proprietà mi dispiace, con questo passaggio va via un pezzo della mia vita, sono addolorato, nel Milan ci sono persone molto legate a me, tutti noi che abbiamo vinto tanto con questa società dobbiamo tanto al Milan, una società che ha lasciato un segno indelebile nel calcio mondiale, tanto che il Milan del 1989 viene considerata una delle squadre più grandi di tutti i tempi. Ricordo la gioia dopo ogni vittoria, abbiamo avuto riconoscimenti che vanno oltre la singola vittoria, queste sono le gratificazioni che Berlusconi cercava, lui non voleva solo vincere, lui voleva vincere giocando bene. Berlusconi? L'ultima volta l'ho sentito ieri, lo ringrazio sempre per la stima nei miei confronti, io devo tantissimo in lui, soltanto un matto o un genio poteva decidere di darmi il Milan. La soddisfazione più grande non è stata la vittoria, ma come l'abbiamo ottenuta. I successi sono arrivati grazie alla grande società che avevamo alle spalle, la nostra idea di gioco prevedeva di vincere soltanto con il merito. Ringrazio ancora una volta Berlusconi, Galliani e tutti i giocatori protagonisti con me al Milan. Con un po' di dispiacere, da adesso in poi sentirò il Milan un po' meno mio, ma continuerò comunque a tifare Milan".

- Fabio Capello: "Speriamo che i nuovi proprietari abbiano le risorse per poter competere con gli spagnoli, gli inglesi e anche i tedeschi. Parlando di risorse non mi sembra che questo gruppo sia così forte, almeno sulla carta, per quanto hanno fatto vedere. Per arrivare al closing ci hanno messo tanto tempo. Non hanno fatto come Suning, si sono messi d'accordo e hanno chiuso subito dimostrando di avere risorse importanti e di poter competere con le grandi. Bisogna aspettare e vedere cosa potranno fare. Le basi con alcuni giovani sono interessanti, adesso si devono acquistare i campioni che fanno la differenza, quei giocatori che purtroppo sarà difficile prendere perché già accasati. Berlusconi è un visionario, per questo è riuscito a centrare tutti i suoi obiettivi da presidente del Milan".

- Franco Baresi: "Sacchi, Capello e Ancelotti hanno dato tutti qualcosa di importante al Milan, ma i giocatori del Milan in modo particolare sono stati straordinari. Spero che nel nuovo Milan non manchi entusiasmo, servirà pazienza, sarà importante capire quali saranno le loro intenzioni. Berlusconi era molto attento alla cura dell'estetica, al comportamento, era attento a tutto, pure all'alimentazione, aspetti che non erano al centro del calcio dell'epoca. I primi anni dell'era Berlusconi sono stati davvero intensi, straordinari, ricordo bene quei momenti. Berlusconi è riuscito a portare dei grandissimi campioni, ha motivato allenatori e calciatori, lui non voleva solo vincere ma anche divertire i tifosi. Mi fa piacere essere ricordato, significa che ho trasmesso qualcosa di positivo. Quel Milan è rimasto negli occhi di tutti, abbiamo imposto una mentalità nuova nel calcio italiano portando una nuova cultura. Dall'esterno è difficile capire le difficoltà che ci sono state con questo closing, adesso è importante che la nuova proprietà abbia voglia di fare bene. Il calcio è cambiato, quindi anche Berlusconi avrà fatto le giuste valutazioni con tristezza, ha ceduto il Milan per il bene della squadra. Non sarà facile, ma con la giusta voglia e il giusto entusiasmo si potrà riportare il Milan ad essere competitivo in Italia e in Europa. Mi viene il magone pensando alla giornata di oggi, ricordo ancora l'emozione di quando incontrati Berlusconi a Milanello, ricordo la felicità sul suo volto dopo la conquista del primo scudetto, era soddisfatto e felice, abbiamo fatto qualcosa di straordinario, la gente era entusiasta".

- Gennaro Gattuso: "In questo momento la priorità del Milan è tornare in Europa, il Milan non può più permettersi di restare fuori dall'Europa perché è il suo habitat naturale. Sarà importante fare degli sforzi economici, con grande personalità, oltre a non dimenticare la storia della società. Bisogna ripartire con la giusta mentalità e con giocatori forti. Berlusconi lascia dopo aver reso grande il Milan, è una grande perdita per il club, ma spero che la nuova proprietà riesca a far tornare il Milan glorioso. Il Milan per me è stato un sogno, è stato un qualcosa di straordinario, è stata una scuola di vita, ho giocato insieme a grandissimi campioni, era stupendo. Se la nuova proprietà dovesse chiamarmi? Credo che ci siano altri allenatori più importanti di me, non si può dire di no al Milan, ma io sto facendo il mio percorso".

- Mauro Tassotti: "Ci vorrà qualche anno per riportare il Milan in alto, dipenderà anche dalla capacità dei nuovi dirigenti, dalle risorse che investiranno sul mercato, il ritorno in Europa potrebbe già essere un buon passo. Tornare al Milan? Io sono molto legato a questi colori che amo, provo grande affetto per il Milan, è chiaro che se la nuova società dovesse chiamarmi sicuramente non direi di no a priori e proverei a parlare con loro, di certo al Milan non si può dire di no a priori. Berlusconi è stato un innovatore pazzesco, ha innovato il nostro calcio, ha rivoluzionato il campionato con elementi come turnover e tempo effettivo, è sempre stato avanti nel calcio. La squadra è stata brava a estraniarsi da una situazione come questa, a lasciare fuori dalla testa queste vicende, un campionato difficile del Milan avrebbe creato delle difficoltà. Sono dispiaciuto per la cessione del club, finisce l'era più importante della storia del Milan, credo che la squadra però possa giovare della nuova situazione perché non c'è più incertezza".

- Massimo Ambrosini: "Provo un po' di tristezza e di curiosità insieme. Mi rendo conto che è finito un periodo di cui ho fatto parte in maniera importante e c'è la curiosità di vedere cosa succederà. Un pensiero va a tutte le persone che hanno lavorato in questa società per anni e reso possibile che il Milan diventasse una squadra che ha dominato in lungo e in largo per un grosso periodo. Non so quanta gente rimarrà, magari ci saranno dei cambi, non so cosa succederà. Un pensiero va a loro e un ringraziamento a chi dovesse lasciare con Galliani questa società. Spero che le persone alla guida di questa società abbiano delle intenzioni serie, delle idee di calcio giuste, delle idee chiare e soprattutto un progetto che nel calcio è spesso sinonimo di vittoria e di continuità".
 

- Filippo Inzaghi: "Potrei raccontare di vittorie epiche e di soddisfazioni incredibili, potrei raccontare di storie indelebili e di aneddoti commoventi, in questo momento mi sento solo di dire grazie".

- Alessandro Costacurta: "All'inizio pensavo che Berlusconi fosse un "pacco", perché arrivò subito in elicottero dicendo che saremmo diventati la squadra migliore del pianeta: pensavamo fosse un pazzo e invece riuscì a portarci sul tetto del mondo. Il suo merito più grande è stato quello d farci sognare".

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